Claudio Parrini

San Casciano in Val di Pesa - 12/11/2011 : 27/11/2011

La mostra che si tiene nell'ampio salone adiacente alla Biblioteca Comunale, è composta da una decina di opere: quattro grandi: 130x120 cm. ca., e sei più piccole: 50x40 cm. ca., realizzate su tela e su cartone montate su legno a tecnica mista ed olio.

Informazioni

Comunicato stampa

Il 12 novembre 2011, con il Patrocinio del Comune di San Casciano Val di Pesa e la collaborazione di libriclan, presso la Biblioteca Comunale, si inaugura una mostra personale di Claudio Parrini, in cui l'artista presenta una serie di nuovi lavori.

Si tratta di una mostra di pittura che, come da tempo cerco di fare, ha come aspetto principale il comunicare la risoluzione di ogni esperienza in pittura.

La mostra che si tiene nell'ampio salone adiacente alla Biblioteca Comunale, è composta da una decina di opere: quattro grandi: 130x120 cm. ca., e sei più piccole: 50x40 cm

ca., realizzate su tela e su cartone montate su legno a tecnica mista ed olio.

Ho realizzato questi lavori incollando (su tele da me preparate a gesso oppure acquistate già preparate o già dipinte e reimbiancate, o su cartoni da imballo e masonite) pezzi di quadri dipinti da altri pittori su vari supporti con varie tecniche; comprati a poco prezzo o trovati nelle discariche. Poi sono intervenuto, prevalentemente con la pittura ad olio, sia sulla tela bianca che sui pezzi di dipinti incollati.

I quadri esposti, nella loro superfice e texture, si compongono in modo da formare un insieme di frammenti, di brandelli di altri quadri che rappresentavano e in parte rappresentano pittura esclusivamente figurativa: paesaggi, marine, fiori, nature morte, ritratti..., e da interventi pittorici dell'artista con colori dai toni vibranti e tirati. Una caratteristica dei dipinti è l'inserimento di due o più lettere, tipo “ES, LEL, FOR...”, senza un significato preciso, dipinte in alto sulla destra del quadro.

Da quando ho iniziato a dipingere, mi hanno sempre affascianato le pitture minoritarie. Per me infatti, non si tratta di fare paragoni e distinzioni tra pittura maggiore e pittura minore, ma di un vivere e concepire la pittura come un divenire.

Una sorta di omaggio che Parrini vuole fare a tutta la pittura che lo ha accompagnato da ragazzo: i quadri di Omiccioli, di Rosai... dei post-macchiaioli sconosciuti, i quadri “da battaglia” che si trovavano nelle trattorie, dai corniciai, nelle Case del Popolo di paese... E, a tutta la pittura che lo sta accompagnando oggi: i quadri dimenticati da tutti, i quadri degli hobbisti, di coloro che non sanno niente di arte... i quadri delle mostre fatte senza regole (...regole della moda dell'arte del momento), così “buttati là” con semplicità disarmante... le pitture delle insegne di certi negozi e banchi dei mercati, le scritte fatte a mano... la pittura dei disperati.


Claudio Parrini è nato a Vinci (Firenze) nel 1963, vive e lavora a Milano e in Umbria. Compie gli studi presso l'Istituto Statale d'Arte di Porta Romana, e poi all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha iniziato il suo percorso artistico come pittore alla metà degli anni ’80, quando la pittura celebrava la propria elaborazione del lutto attraverso le cerimonie transavanguardiste. Ha incontrato poi le problematiche “eversive” del movimento cyberpunk, affrontando le questioni della comunicazione e della pratica sociale, che hanno innescato le riflessioni attuali sulla decostruzione delle convenzioni del ruolo dell’artista e dei “luoghi” dove l’arte può testimoniare la propria funzione (e le proprie riconoscibilità). Col suo lavoro ha preso quindi a riflettere sulle legalità interne al sistema dell’arte (e alle sue pratiche di legittimazione), frequentandone i “confini” istituzionali con operazioni collettive, ipertesti, collaborazione con gruppi di azione sociale: StranoNetwork, Quinta Parete, XS2WEB. Contemporaneamente però ha continuato a frequentare la pittura, cercando di affrontare le problematiche con lo stesso approccio teorico elaborato nei lavori informatici e collettivi (con il network UnDo.Net) -in questo periodo il suo lavoro si concentra molto su seminari, conferenze, workoshop, testi, produzioni editoriali. Ha posto quindi l’attenzione a tutte le forme di pittura “minore” (l’arte da trattoria, gli ex-voto, quadri del piccolo antiquariato) in quanto dotate di uno statuto legittimante che, se elude problemi di qualità estetica (lo stile individuale), ne garantisce la funzione sociale pubblica. Il suo lavoro si è sviluppato sperimentando la possibilità di contatto e contaminazione tra i due sistemi, quello “privato” della pittura e quello collettivo dei progetti elettronici elaborando un linguaggio eterodosso che possa comunicare la complessità. Dal 2002 si è dedicato completamente alla pittura di quadri abbandonando il fare arte in rete. Oggi propone i suoi lavori prevalentemente in rete (usando la stessa come una pura pratica di diffusione e documentazione), o attraverso mercanti.