Cibi condimentum esse famem

Milano - 18/06/2015 : 31/07/2015

Saranno quindici gli artisti italiani, ma di profilo internazionale (molti degli artisti coinvolti in questo progetto hanno partecipato ad almeno una edizione della Biennale Arti Visive di Venezia negli ultimi dieci anni), chiamati a raccontare, attraverso il proprio lavoro, il rapporto contrastante, a tratti morboso, tra la nostra società e ciò che mangia.

Informazioni

Comunicato stampa

Saranno quindici gli artisti italiani, ma di profilo internazionale (molti degli artisti coinvolti in questo progetto hanno partecipato ad almeno una edizione della Biennale Arti Visive di Venezia negli ultimi dieci anni), chiamati a raccontare, attraverso il proprio lavoro, il rapporto contrastante, a tratti morboso, tra la nostra società e ciò che mangia; conducendo un viaggio che ci porta a considerare la cucina come spazio dell’identità e della memoria, ma anche come luogo dove ci si misura con le proprie fragilità

Arrivando poi ad ampliare lo sguardo a riflessioni, etiche e politiche, legate ai temi degli sprechi, delle sofisticazioni, delle disparità tra chi ha troppo e chi nulla.

L’Arte spesso racconta la tavola degli uomini. La tavola degli uomini è il risultato della storia degli uomini. E il periodo storico riflette ogni sfumatura dell’esistente.
Per citare alcuni esempi, risalgono agli Anni Sessanta i coloratissimi dolci pop, dai colori shocking, di Dorothée Selz e Antoni Miralda, immagine di un periodo in cui il benessere dell’Occidente imponeva di guardare al cibo con giocosa superficialità; tutt’altro tipo di approccio quello di Edoardo Neto e Jannis Kounellis, entrambi alle prese con opere basate su semi: simbolo della frugale umiltà della natura, della sua fragile ma dirompente vitalità.

NUTRIRE IL PIANETA ENERGIA PER LA VITA questo il tema centrale di EXPO 2015
Tema importante, dal contenuto pieno e profondo, ma come rappresentarlo in arte senza banalizzare il concetto?
L’importanza dell’evento richiede un’attenta riflessione che ci pone inevitabilmente a una serie di quesiti: A quale artista ispirarsi? Quale opera prendere ad esempio?
Rendere omaggio ad uno, se non al più grande artista della storia Leonardo da Vinci é sembrato doveroso e di conseguenza, naturale ispirarsi al Cenacolo, ma come renderlo unico?
Riduttivo rappresentare nuovamente la scena che tutti ben conosciamo e che innumerevoli artisti dal seicento ad oggi hanno reinterpretato, in cui Gesù e i suoi apostoli si riuniscono attorno ad un tavolo nell’apparente serena convivialità di una cena.
La nostra attenzione si é soffermata quindi, su ciò che probabilmente ad un primo sguardo non si coglie: quale fu il motivo della cena? Perché quella cena più di altre é rimasta nella storia? Qual’era il luogo?
Da questa riflessione é partito il progetto.
Agli artisti selezionati è stato chiesto un arduo compito: rendere visibile l’invisibile; ispirarsi al Cenacolo non per reinterpretare ma per seguire l’azione: Comunicare.

Il progetto vuole indagare il concetto di fame intesa come necessità, come mancanza, come soddisfazione, non solo fisica ma atavica e spirituale, una fame di emozioni, di conoscenza, di paure, di vita, di comunicazione, di attese, di affetto, di amore, di cultura, una fame esistenziale che ci accomuna mutando nelle sue sfaccettature, quasi come fosse un non luogo.
Da qui il Cenacolo, il non luogo più famoso della storia, nessuno può dire quale fosse, é un paesaggio, una visione.
La scelta degli artisti è effettuata anche il base alla diversità delle tecniche da loro utilizzate, infatti essi spaziano dalla fotografia alla pittura all’arte digitale, multimediale, installativa e performativa.

L’evento parte dal virtuale della rete attraverso l’utilizzo della piattaforma Google Cultural Institute, per trasformarsi in un evento reale in spazi istituzionali, per poi far ritorno al virtuale della rete attraverso i suoi strumenti di socializzazione e condivisione di contenuti.

Una visione nuova e decisamente contemporanea dell’arte, come nuovo e contemporaneo e con uno sguardo rivolto al futuro deve essere visto EXPO 2015 che non può non tenere conto delle nuove tecnologie e delle loro implicazioni nella vita di tutti noi.


ARTISTI PARTECIPANTI

Alessandra Baldoni
Alizia Lottero
Christian Zanotto
Franco Donaggio
Giancarlo Marcali
Gianluca Chiodi
Marco Bertin
Marianna Gasperini
Matteo Bosi
Maurizio Gabbana
Nicola Fornoni (attività performativa)
Paola Turroni (attività performativa)
Pierpaolo Koss
Toni Bullo
Vania Elettra Tam
Vittorio Comi

CON LA CURATELA DI Sandra Benvenuti