Christian Fogarolli – Clair

Treviso - 12/06/2014 : 08/08/2014

TRA Treviso Ricerca Arte, in collaborazione con Fondazione Francesco Fabbri, presenta la mostra personale clair di uno dei più interessanti autori emergenti del panorama nazionale, Christian Fogarolli.

Informazioni

Comunicato stampa

TRA Treviso Ricerca Arte, in collaborazione con Fondazione Francesco Fabbri, presenta la mostra personale clair di uno dei più interessanti autori emergenti del panorama nazionale, Christian Fogarolli.

I lavori inediti che compongono la mostra, curata da Carlo Sala, rappresentano una nuova ricerca sulla base del progetto Lost identities avviato nel 2011. La rassegna si compone di una serie di lavori fotografici e installazioni in un percorso di stretto dialogo con lo spazio, partendo dal recupero e dalla selezione di materiale di inizio Novecento, proveniente da alcune ex istituzioni psichiatriche e collezioni private


Fin dall'Ottocento la fotografia è stata un mezzo utilizzato per creare catalogazioni in medicina, antropologia, criminologia e psichiatria. L’interesse di Fogarolli parte proprio da questo aspetto e da come alcune discipline si sono servite dell’arte per progredire ed assurgere a scienze.
La mostra è impostata su un continuo dialogo tra elementi diversi utilizzati dall’artista come discriminante nella ricerca: scienza come scala di misura, inconscio come soggetto e percezione soggettiva come risultato.
L'elemento scientifico della misurazione sembra predominare nelle tre installazioni: Tape, costruita con un lungo spartito musicale forato che diviene emblema di una scala di misura e Ossimoro, una lieve stampa che fa pendere dalla propria parte la ragione contro un peso in ferro sui piatti di una sottile bilancia. Nell’opera Tool invece il mondo scientifico e quello umano si incontrano in un rapporto tra un ambiguo strumento e l’immagine distorta otticamente di un uomo sconosciuto.

L’inconscio si impone nelle composizioni fotografiche in cui volti senza nome ci raccontano esperienze del sognare e del cadere nel sonno più profondo in cui sembriamo quotidianamente camminare. In Walkers sono rappresentati soggetti affetti da sonnambulismo, in Dreamers persone ad occhi chiusi in uno stato di incoscienza e in Autoscopie sembra che la consapevolezza della propria unità sia messa in dubbio.
Il percorso continua con Jean & John e Androgino, la percezione come risultato: due lavori che riportano figure difficilmente distinguibili dal punto di vista sessuale e che provocano in chi le guarda un effetto straniante e sospeso; specie il primo lavoro, che rivela un caso studio di un ermafrodita, destabilizza la percezione del pubblico. Questo fattore sembra chiudere idealmente questo continuo dialogo, e ribaltamento di senso, tra oggettività e percezione personale.
Il lavoro di Christian Fogarolli si concentra sulla percezione soggettiva dell’immagine in rapporto all’oggetto, il tutto basato su una costante e intensa ricerca archivistica in ambito pubblico e privato. Le opere indagano i legami con l’anormalità e la devianza ammesso che queste “categorie” possano esistere.

Correda l’esposizione una pubblicazione bilingue (ita/eng), con i testi del curatore, di Roberto Pinto e le immagini dei lavori esposti.

La mostra rimarrà aperta fino all' 8 agosto 2014.




Note biografiche

Christian Fogarolli nasce a Trento nel 1983. Consegue nel 2010 il Master Dentro l’immagine: studio, diagnostica e restauro su dipinti antichi, moderni e contemporanei presso l’università di Verona e si laurea l’anno successivo in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Trento.
Ha tenuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero, nel 2012 è stato selezionato per dOCUMENTA(13) con la presentazione esclusiva del progetto di ricerca Lost identities mostrato nel padiglione The Worldly House e nel 2013 rappresenta la sezione contemporanea ne La Magnifica Ossessione presso il Museo Mart di Rovereto. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private tra le quali La Maison Rouge Antoine de Galbert di Parigi, l’AGI Collection veronese, il fondo d’archivio di dOCUMENTA in Kassel e la Fondazione Benetton.
Il suo percorso e lavoro si caratterizzano da un marcato interesse verso l’identità indagata attraverso diverse prospettive e tramite una costante ricerca d’archivio. I lavori analizzano dinamiche sulla percezione dell’immagine e dell’oggetto in rapporto alla soggettività, sondano i legami con l’anormalità e la devianza e pongono interrogativi sul patrimonio di immagini di cui disponiamo e sull’uso cui lo destiniamo.