Chiara Ferrando – Equilibrium
La VisionQuesT 4rosso è lieta di presentare in collaborazione con la CRAG Gallery di Torino, la mostra di Chiara Ferrando EQUILIBRIUM.
Comunicato stampa
La VisionQuesT 4rosso è lieta di presentare in collaborazione con la CRAG Gallery di Torino, la mostra di Chiara Ferrando EQUILIBRIUM
Le opere fotografiche di Chiara Ferrando si distinguono per una sensibilità raffinata, quasi pittorica. Nelle sue opere, l’uso del bianco e nero intensifica le qualità formali dei soggetti, enfatizzando texture, ritmo e la dimensione emotiva dello spazio architettonico. Attraverso palette monocrome e geometrie precise, il suo lavoro indaga la tensione tra struttura e vuoto, movimento e immobilità, offrendo una lettura essenziale ed evocativa dei paesaggi contemporanei e storici. L’architettura, per l’artista, si configura infatti come un fatto d’arte: un fenomeno capace di generare emozione e attivare una relazione percettiva con chi osserva.
Equilibrium indaga il punto di tensione tra forma, spazio e percezione. Le immagini esplorano geometrie sospese, simmetrie e strutture che sembrano sfidare la gravità. Ogni fotografia diventa un esercizio visivo di bilanciamento: luce e ombra, spazio e linee, simmetrie ed asimmetrie Così Equilibrium invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che sostiene davvero uno spazio — fisicamente, emotivamente e simbolicamente. Attraverso geometrie, simmetrie e prospettive sospese, le immagini trasformano le diverse architetture in un’esperienza visiva ed emotiva, dove luce e ombra, equilibrio e tensione, convivono in una dimensione essenziale e contemplativa.
La mostra si articola in tre diverse serie: Vertiges, Contours e Dawn.
La serie Vertiges sviluppa un linguaggio visivo incentrato sull’ambiguità spaziale e sulla bellezza. Le forme architettoniche sono frammentate e riconfigurate in composizioni dinamiche, in cui la prospettiva diventa instabile e lo spettatore è immerso in un’esperienza sospesa e vertiginosa dello spazio. La luce frattura le superfici e amplifica la tensione tra solidità e dissoluzione, generando un senso di movimento all’interno di strutture statiche. In occasione della mostra è stata realizzata la fotografia immagine guida, dedicata alla scalinata che ospiterà il progetto, nella quale l’artista rilegge lo spazio nella sua dimensione insieme fisica e sensibile, offrendo uno sguardo inedito e profondamente personale.
Contours: architetture di vetro e ferro si innalzano verso il cielo, leggere e solenni.
Le loro linee disegnano contorni sospesi tra materia e luce, tra forza e trasparenza, in un equilibrio sottile che trasforma il peso della struttura in pura levità. Nubi e luce attraversano gli spazi costruiti, incrinando la razionalità delle strutture e trasformando l’architettura in un luogo sospeso tra materia e atmosfera.
In Contours l’architettura non è soltanto costruzione: diventa respiro, visione, elevazione, il vetro accoglie e riflette il cielo, dissolvendo i confini tra interno ed esterno, tra reale e spirituale. Le geometrie si rincorrono in una composizione armonica, dove ogni arco e ogni dettaglio sembrano cercare un punto di equilibrio perfetto. La luce attraversa le superfici, scolpisce i volumi e alleggerisce la materia, rendendo l’edificio quasi immateriale, come sospeso nel tempo. Le immagini raccontano il desiderio dell’uomo di elevarsi: strutture nate dalla terra che tendono verso l’alto, verso la luce, verso l’infinito.
Dawn (Alba): è un racconto che ruota intorno alla statua 'Dawn', realizzata dallo scultore tedesco Georg Kolbe, che si trova all'interno del Padiglione di Barcellona, progettato da Ludwig Mies van der Rohe e Lilly Reich per l'Esposizione Internazionale del 1929. La narrazione fotografica porta l'osservatore a percepire lo spazio progettato da Mies Van der Rohe come un tempio silenzioso, sospeso tra acqua, pietra e riflessi, dove la figura della statua emerge come un'apparizion