Chiara Bettazzi – Fuori Quadro

Informazioni Evento

Luogo
SPAZIO NUOVO
via d'Ascanio 20 | 00186 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
13/10/2026

ore 18,30

Artisti
Chiara Bettazzi
Curatori
Benedetta Casini
Generi
arte contemporanea, personale

Spazio Nuovo è lieto di presentare FUORI QUADRO, la prima mostra personale di Chiara Bettazzi in galleria, a cura di Benedetta Casini.

Comunicato stampa

Spazio Nuovo è lieto di presentare FUORI QUADRO, la prima mostra personale di Chiara Bettazzi in galleria, a cura di Benedetta Casini.

Attraverso un dialogo tra fotografia e installazione, la mostra indaga il rapporto tra l’oggetto e la sua rappresentazione, mettendo in tensione i confini dello spazio dell’immagine. Gli elementi che abitano le fotografie oltrepassano la cornice, migrano nello spazio espositivo e assumono nuove configurazioni. Il quadro diventa così una soglia permeabile attraverso cui presenza e memoria, materia e immagine si confrontano costantemente.

Nello studio dell’artista a Prato, vasi, piatti e bottiglie in vetro e ceramica si affollano su scaffalature in legno che si inerpicano al soffitto. Insieme a fotografie, frammenti di arredi domestici e residui urbani carbonizzati, compongono un archivio in costante trasformazione. Raccolti nei mercatini dell’usato, nelle fabbriche dismesse e nei luoghi dell’archeologia industriale del territorio pratese, questi materiali vengono ordinati dall’artista secondo affinità formali e materiche.

Alla pulsione enciclopedica della raccolta si affianca la possibilità di una continua ricomposizione: da questo repertorio Bettazzi attinge per costruire installazioni effimere, nelle quali l'oggetto d'uso quotidiano, sospeso dalla propria funzione, si carica di un nuovo significato. Volumi, superfici, equilibri e intervalli ne orientano la disposizione nello spazio. La fotografia interviene all’interno di questo processo, congelando nel tempo un assetto provvisorio e aprendolo a un’ulteriore esistenza come immagine.

In FUORI QUADRO fotografia e installazione si ricongiungono in un unico discorso. Come chiarisce la curatrice, «gli oggetti escono definitivamente “fuori dal quadro”, in uno sdoppiamento temporale e spaziale: esistono simultaneamente al passato e al presente, da una parte e dall’altra della cornice, come realtà e come rappresentazione». La loro ricomparsa nello spazio reale produce corrispondenze e scarti, sollecitando lo sguardo a muoversi tra ciò che riconosce e ciò che si è trasformato. La cornice, da dispositivo di separazione, diventa parte attiva di questa relazione.

L’apparente spontaneità delle composizioni si confronta con la tradizione storico-artistica e con la progressiva messa in discussione dell’autonomia dello spazio pittorico, di cui sono state protagoniste proprio le nature morte e gli oggetti domestici, utilizzati sin dal XVI secolo come elementi di raccordo con lo spazio fuori dal quadro. La mostra restituisce un passaggio della ricerca di Bettazzi sullo statuto delle immagini e sulla possibilità di una ciclica risignificazione dell’oggetto. Una pratica che, dall’archivio dello studio agli interventi nei luoghi dell’abbandono industriale, riconosce nella raccolta, nell’osservazione e nella trasformazione strumenti per riattivare il rapporto tra le cose e gli spazi che le custodiscono.

Chiara Bettazzi — Biografia

Chiara Bettazzi (Prato, 1977) è un’artista visiva la cui ricerca attraversa fotografia, installazione, video e pratiche site-specific. Al centro del suo lavoro vi sono gli oggetti quotidiani, i luoghi che li custodiscono e le tracce lasciate dal tempo. Materiali di scarto, elementi organici, architetture e memorie individuali e collettive entrano in composizioni temporanee, in continua relazione con lo spazio e con la luce naturale.

La fotografia occupa un ruolo centrale in questo processo. Bettazzi costruisce e osserva situazioni in cui gli oggetti vengono raccolti, spostati e ricomposti, lasciando emergere nuove relazioni tra forme, materie e ambienti. L’immagine conserva la presenza di questi assetti provvisori e dà loro una vita autonoma, oltre il tempo dell’installazione. Fotografia e intervento nello spazio sono così due espressioni di una stessa ricerca sulla trasformazione e sulla possibilità di rendere visibile ciò che un luogo trattiene.

Dal 2005 lavora nell’ex Lanificio Bini di Prato, dove ha fondato SC17, studio d’artista e dispositivo di ricerca e produzione culturale. Nel 2015 ha ideato TAI – Tuscan Art Industry, progetto continuativo che mette in relazione arte contemporanea, patrimonio industriale, paesaggio e comunità attraverso mappature, esplorazioni, interventi artistici e pratiche partecipative. Queste esperienze ampliano la sua ricerca individuale in una dimensione territoriale e collettiva.

Ha esposto in musei, gallerie e spazi indipendenti in Italia e all’estero. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Collezione Farnesina, Casa Masaccio – Centro per l’Arte Contemporanea, il Museo di Santa Maria della Scala, Castello di Ama e Villa Rospigliosi.