Cherubino Gambardella – Capri

Anacapri - 19/07/2014 : 04/08/2014

La mostra “Capri – Atlante immaginario”, propone un ciclo di opere inedite in tecnica mista su carta stampata: 11 opere di grande formato e 9 altri disegni che accompagnano l’osservatore in una Capri immaginaria attraversando gli spazi e i luoghi protagonisti del mito della bellezza caprese…

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DELLA CASA ROSSA
  • Indirizzo: Via G. Orlandi 78 - Anacapri - Campania
  • Quando: dal 19/07/2014 - al 04/08/2014
  • Vernissage: 19/07/2014 ore 19.30
  • Autori: Cherubino Gambardella
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì – domenica: h 10.00-13.30 / 17.30-20.00 lunedì: chiuso
  • Email: arteas2007@libero.it

Comunicato stampa

Sabato 19 luglio alle ore 19.30, nelle suggestive sale espositive del Museo della Casa Rossa di Anacapri (Napoli), sarà inaugurata la mostra personale di Cherubino Gambardella dal titolo “Capri – Atlante immaginario”, a cura di Maurizio Siniscalco. L’esposizione è organizzata dall’Associazione Culturale ARTEAS e promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia, con il patrocinio della UERJ – Universidade do Estado do Rio de Janeiro e dell’IVB – Instituto Vital Brazil di Rio de Janeiro


La mostra “Capri – Atlante immaginario”, propone un ciclo di opere inedite in tecnica mista su carta stampata: 11 opere di grande formato e 9 altri disegni che accompagnano l’osservatore in una Capri immaginaria attraversando gli spazi e i luoghi protagonisti del mito della bellezza caprese…
Scrive Cherubino Gambardella: «Capri è uno dei pochi posti al mondo che ha fatto coincidere il suo mito elitario e la massificazione del turismo. Da sempre ha mescolato il successo con un’immagine che ha suggerito altre immagini.
Capri ha avuto infiniti atlanti, conta innumerevoli cartoline, antiche pitture ad olio, ritratti veloci di passanti, prove di artisti famosi, trasfigurazioni moderne di sue parti disegnate da pittori, architetti, letterati, poeti.
Tra verosimiglianza e immaginario, l’isola ha composto una sua armonia e ce la consegna oggi senza miti esclusivi. Chiunque vi sbarchi, da qualunque parte della terra, sente questa atmosfera pittoresca e colorata fatta per rendere celebre ogni uomo almeno per un quarto d’ora, così come diceva Andy Warhol.
Perché allora disegnare e raccontare un atlante immaginario di Capri, visto che ne ha avuti tanti e bellissimi? Perché un atlante così non era mai stato fatto prima.
Immaginate una calamita. Ebbene, questo è il primo atlante/calamita fatto da un architetto, da uno che è abituato a raccontare le cose con le immagini. Per questo è un vero atlante immaginario, teso a dimostrare che il pittoresco caprese non è lezioso ma gentile e questa collezione di icone vuole utilizzarlo per la prima volta come fondale fiabesco, una delle tante possibilità per migliorare, con i suoi elementi costruttivi, tanti altri spazi tristi e dimenticati in giro per il mondo. Le immagini di questa mostra non intendono modificare Capri, che sa cambiarsi molto bene da sola con i modi lenti e garbati di un eterno mito presente. Servono, piuttosto, come magneti, fondali simbolici per attrarre altri luoghi verso la leggenda dell’architettura mediterranea, non sempre consolatoria ma a volte massiccia, forte e densa come lo sono queste tecniche miste.
Non una nuova Capri, quindi, ma la sua architettura e le sue caratteristiche identificative intese come antidoto sorridente per contrastare la perdita di fascino dei paesaggi e delle città senza nome».

Profilo biografico
Cherubino Gambardella è nato a Napoli nel 1962.
È architetto, professore ordinario di progettazione architettonica alla Seconda Università degli Studi di Napoli.
Da sempre si occupa di arte contemporanea prediligendo un approccio fondato sul collage e sulla rappresentazione di città immaginarie.
La sua prima personale è stata esposta alla Galleria Siniscalco di Napoli (2014); sue istallazioni sono state esposte alla Biennale di Venezia (2014), al MoMA di New York (2013), alla Biennale di Venezia (2010), al Museo MADRE di Napoli (2009), alla Triennale di Milano (2007), al Palazzo Reale di Napoli (2006), alla Galleria Alfonso Artiaco di Napoli (2005) e alla Quadriennale di Roma (2003).