Cesare D’Antonio – Il Cacciatore di stelle

Bologna - 27/04/2013 : 11/05/2013

Cesare D'Antonio è artista a 360 gradi (fumetto, illustrazione, scenografia, pittura e ceramica,dal linguaggio intimo e ironico al tempo stesso.

Informazioni

  • Luogo: TERRE RARE
  • Indirizzo: Via De' Carbonesi 6 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 27/04/2013 - al 11/05/2013
  • Vernissage: 27/04/2013 ore 18
  • Autori: Cesare D\’Antonio
  • Curatori: Pierluigi Rausei
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10-13 e 15.30-19.30 chiuso giovedì pomeriggio e domenica

Comunicato stampa

A caccia di stelle…. ascoltando l’anima

di PIERLUIGI RAUSEI

Nelle tele e nelle opere di Cesare D’Antonio si compatta tutta la capacità di indagine di un artista che sa coniugare estro ed originalità in una straordinaria mistura di pensiero e azione, di fantasia e realtà, grazie anche al raro collante di un uso sagace e mirabile delle tecniche, oltre ché ad un immaginario vivo e vivace.
Le tele, le sculture e i disegni dell’Artista raccontano al riguardante della sua anima e, al contempo, parlano di noi


Il riguardante è posto dinanzi a ciò che si vorrebbe decifrare soltanto attraverso un percorso intimo, arricchito di solitudini, e non vedere sfacciatamente rappresentato, come tenace interrogativo, su tele spalmate di colori suggestivi e forme armoniose, oppure modellato e plasmato su figure dinamicamente orientate a fissare aspetti inconsueti (eppure presenti) dell’animo umano.
Nelle sue opere D’Antonio ci regala plastiche composizioni, perennemente vivificate da un intreccio empatico di passioni, dove soluzioni estetiche caparbie e, non di rado, inusuali, in bilico fra il fantastico e il reale, si trovano ad imbastire una narrazione etica prima ancora che estetica.
Un urlo precipitato dal cuore spinge l’Artista ad illustrare e a dare voce all’umano cercando di educarlo, in veste quasi pedagogica e senza meno catartica, ad ascoltare la propria anima.
Così l’infinito sfugge fra le mani del cavaliere eppure si ricompone, giocoliere, in una pioggia di stelle e di diamanti, mentre il cavaliere più forte del mondo spinge in massima tensione i propri muscoli per poter riuscire a spezzare un fiore bianco. E in quel fiore ci sono la nostra anima, nei suoi pensieri più puri, e il nostro immaginario, nelle sue fantasie più intime e sincere.
E se le ore lo stringono, quasi schiacciandolo, il cavaliere senza fretta vive e si fa spazio insinuandosi fra le ruote di un tempo i cui orologi rimangono senza lancette e senza ingranaggi.
Così mentre ciascuno di noi si lascia interrogare su come essere la tessera giusta per completare il puzzle, l’amicizia fra il cavaliere bianco e il cavaliere nero diviene sempre più intensa e profonda, al punto da spingere l’abbraccio dell’uno dentro quello dell’altro, fondendone le braccia che soccorrono, aiutano e confortano.
In un andirivieni di arieti che si inseguono e incrociano le proprie corna, quasi scontrandosi, ci si domanda con l’Autore dove stiamo andando, in quali spazi e in quali luoghi ci sospinge la nostra anima... forse proprio come quei topini dispettosi che disegnano piroette estreme, arrotolando le loro code in festa perché tanto il gatto non c’è. Mentre una pecora nera si affaccia, all’incontrario, fra mille sogni di pecore bianche e sfida la nostra insonnia, animandola di paure e preoccupazioni che dovremmo abbandonare a ieri, mentre domani ci attende fiducioso ed oggi ci aspetta un meritato riposo.
Ma, alla fine, con Cesare anche noi siamo chiamati a farci cacciatori di stelle, a spingere con forza sulle gambe per tendere le mani e tirare via il sipario del dubbio e della paura per tornare a rivedere il cielo, ad ammirare l’universo di luci nella notte, a sperare ancora nella buona stella…
La complessità dell’ispirazione non lascia tregua, non consente di rimanere estranei ad una espressione artistica che s’impone, per una sicura abilità tecnica e stilistica, per una rara forza comunicativa, per una immediatezza impulsiva, per una molteplicità di suggestioni che proiettano D’Antonio, con affabile sensibilità, in una dimensione pittorica, coltivata sempre fra reale ed immaginario, catalizzando gli sguardi e l’attenzione per permettere a ciascuno di ascoltare la propria anima attraverso l’arte.