Cesare Colombo – Milano dalle 8 in poi
In mostra le opere di Cesare Colombo, figura di spicco nel mondo milanese della fotografia, della grafica e della comunicazione, curatore di importanti mostre e padre di molti autorevoli volumi.
Comunicato stampa
Prosegue la serie di mostre fotografiche della Galleria Valeria Bella dedicate alla città di Milano.
Questa volta il fotografo scelto è Cesare Colombo, figura di spicco nel mondo milanese della fotografia, della grafica e della comunicazione, curatore di importanti mostre e padre di molti autorevoli volumi. A lungo Colombo fu il personaggio più importante del suo ambiente, ma mai il più appariscente, anzi. Molte delle sue migliori intuizioni nascevano e si realizzavano senza clamore, ma con indiscusso consenso.
Il suo percorso trasversale lo ha portato, per molti decenni, dagli anni Cinquanta agli anni Dieci del nuovo secolo, a incontrare e a collaborare con i protagonisti più in vista di questi settori.
Figura dal carattere riflessivo, dotata di grande ironia e di un raffinato sense of humor, Colombo era un personaggio di grandissimo spessore e, allo stesso tempo, di innata modestia. Una modestia che lo portava a confrontarsi con profonda serietà con il lavoro di fotografi forse più affermati di lui, ma non necessariamente più validi, arrivando spesso a promuoverne il lavoro a scapito del proprio.
l suo momento più significativo, in questo senso, fu la realizzazione della straordinaria mostra L’occhio di Milano. 48 fotografi 1945/1977, allestita alla Rotonda della Besana, dove riunì i migliori fotografi del momento presentando un’indagine documentaria e scientifica sulla città di Milano insieme all’interpretazione creativa di alcuni dei fotografi coinvolti.
Un clamoroso successo.
L’opera fotografica di Cesare Colombo si può sostanzialmente dividere in due grandi ambiti.
Da una parte c’è il lavoro professionale, quello commissionato da grandi aziende, amministrazioni cittadine, enti fieristici e industrie, ma anche quello legato a eventi pubblici, concerti e manifestazioni.
Dall’altra ci sono le fotografie nate per diletto, dalle sue ricerche personali, nelle quali l’essere umano è sempre al centro dell’inquadratura. L’uomo è colto nel rapporto con la comunità, tra cose e persone, dentro una realtà continuamente in evoluzione.
A un certo punto lavoro professionale e visioni personali si fondono e procedono allo stesso ritmo.
Ne viene fuori il suo racconto su Milano, la vita della sua città che procede in parallelo con la propria.
Tutto si evolve, tutto cambia. Il boom economico coi supermarket e le strade piene di automobili, ma anche la protesta delle classi operaie; gli studenti e gli scioperi; Il teatro e i concerti dei cantautori; le TV private e i suoi protagonisti; il Salone del Mobile, i Designers, gli Stilisti e le sfilate di moda; le inaugurazioni degli show-room e i “Cyber games”; le periferie che si allargano e i grattacieli, come torri che cambiano il profilo della città.
Il suo personale ritratto di Milano dalle 8 in poi.