Centenario 1926-2026. Radici progetto futuro
Iuav prosegue le iniziative per il Centenario con la mostra “Identità Iuav”, promossa dalla Biblioteca dell’Ateneo, a cura di Fiorella Bulegato, Maddalena Dalla Mura, Fulvio Lenzo.
Comunicato stampa
Il portale dei Tolentini, le ali di Scolari, i tavoli Scarpa, un timbro, un disegno: sono molteplici le immagini che Iuav imprime nella memoria personale di chi lo abita. Ma esistono anche “segni” ufficiali attraverso i quali l’ateneo ha espresso la propria identità, e che si sono susseguiti e stratificati nel tempo, accompagnandone l’evoluzione da scuola monofacoltà, l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV, 1926-2001), a Università Iuav di Venezia, aperta a tutte le articolazioni delle discipline e culture del progetto.
La mostra ripercorre questa storia identificandone i principali momenti. Prima del 1995: ovvero prima della definizione di una immagine coordinata; 1995-2001, da manuale: il progetto di Massimo Vignelli e i successivi adattamenti sotto la supervisione di Sergio Polano; 2001-2023 Newlogo: il concorso internazionale indetto in occasione della trasformazione di IUAV in Università Iuav di Venezia, e vinto dal graphic designer francese Philippe Apeloig; infine 2024, Ecosistema Iuav: un focus dedicato alle recenti trasformazioni della comunicazione di ateneo. Infine, una selezione di testi e riferimenti per approfondire.
Attraverso il racconto dell’identità Iuav, la mostra illustra il dialogo fra design e amministrazione pubblica in una fase di accresciuta autonomia istituzionale e di ri-articolazione dei canali e degli strumenti della comunicazione, dettata dall’avvento del digitale. Un work in progress in equilibrio fra coordinamento e flessibilità interpretativa, sistema normativo e sperimentazione, standard e variazione.
È una vicenda alla quale, oltre a rinomati protagonisti della cultura del progetto, hanno contribuito numerosi attori interni all’ateneo – rettori, responsabili e operatori del servizio comunicazione, docenti, studenti. Anche per merito loro, e grazie ai materiali da loro conservati, questa mostra è stata resa possibile.