Cattedralehouse_Room2

Roma - 23/05/2013 : 23/05/2013

Il MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, presenta la sua seconda stanza d’artista.

Informazioni

  • Luogo: SPACE METROPOLIZ
  • Indirizzo: via Prenestina 912 Roma - Roma - Lazio
  • Quando: dal 23/05/2013 - al 23/05/2013
  • Vernissage: 23/05/2013 ore 18
  • Curatori: Giorgio de Finis
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

CATTEDRALEHOUSE_ROOM2

la nuova stanza d'artista di

Cristiano Petrucci [Cattedrale]
Gianni Asdrubali [Bestia] Veronica Montanino [Momirabilia]
con un intervento di Santino Drago [quadrato/stellato/ezebrato]

a cura di Giorgio de Finis

23 maggio a partire dalle ore 18.
Metropoliz, via Prenestina 913 Roma

Il MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, presenta la sua seconda stanza d’artista

Dopo la ludoteca realizzata da Veronica Montanino e Alice Pasquini, inaugurata lo scorso 6 gennaio, è ora la volta di un grande spazio appartenente al corpo centrale della fabbrica dismessa, collocato proprio difronte alla sala che Metropoliz utilizza per le sue apprezzatissime cene meticce. Una stanza senza finestre con un magnifico pavimento bianco e nero e l’andamento e un focus che fanno subito pensare ad una chiesa. In realtà questo nuovo ambiente ospiterà un pub e, data la pressoché totale assenza di luce naturale, una sala per le videoproiezioni.
“Cattedrale” è il titolo che Petrucci ha voluto dare al suo lavoro, un rosone fatto di alieni, collocato in fondo a questa stanza che da subito l’artista ha immaginato come un tempio laico che celebrasse non questa o quella religione ma, da etimologia, la re-ligio, il legame sociale, fondamento di ogni società e collante della stessa, almeno prima dell’avvento della cosiddetta società degli individui che di questo collante crede, a proprio danno, di poter fare a meno.
Accanto all’opera di Petrucci “Bestia”, il muro dipinto da Gianni Asdrubali, frutto di due giorni di furibonda lotta contro il “niente”, condotta senza esclusione di colpi dall’artista a cui si deve la nascita dell’astrattismo povero. Nessuno sa se la battaglia sia conclusa, se la Bestia abbia definitivamente lasciato questo luogo.
Bestia è progetto e risultato insieme.
In questo caso la ‘forma’ non è pensata prima, ma è il risultato casuale e in equilibrio, di un scontro tra l’azione umana e il vuoto. Il vuoto è il motore, l’assenza di punti di riferimento genera la tensione a fare un’azione. Quindi l’azione non è protagonista non dipende dal soggetto, dall’io, ma dalla tensione provocata dal vuoto. Ma se il vuoto è la partenza, il risultato è lo spazio, sostanza germinale che si incarna e origina in questo scontro. Solo che qui lo spazio non è rappresentato ma è fatto da dentro. Fuoriesce da dentro, costruisce ed è la realtà. Una realtà che si da e si nega, che contiene in se affermazione e negazione.
Compatto ma adimensionale, atomico, non euclideo ma curvilineo, quantistico, stringato.. Insomma lo scuro della luce e il chiaro del demonio trovano nella ’bestia’ il punto di contatto. Un centro che si muove perché sta fermo.
Il movimento non s’è mai mosso da lì.
Di fronte ai cinquanta mq realizzato da Asdrubali, ad inglobare i vecchi macchinari arrugginiti del salumificio, “Momirabilia”, l’installazione ambientale che Veronica Montanino ha realizzato riassemblando i mobili d’artista ideati per le scenografie della pièce teatrale e musicale “NO” di Sara Clifford e Denis Baronnet per la regia di Stefano Viali, che l’artista e la produzione hanno voluto, a spettacolo concluso, donare a Metropoliz.
Infine un piccolo contributo di Santino Drago per la porta di ferro dal titolo “quadrato/stellato/ezebrato”.

Nel corso del vernissage la performance di musica elettronica sperimentale di Cristiano Petrucci e Alessandro Altarocca “Breaking Wood”, decostruzione e rigenerazione di stati di coscienza e non-coscienza basata sulla totale improvvisazione e manipolazione di diverse sorgenti sonore in un unico e irripetibile flusso di texture e loop, tesa a connettere chi crea e chi ascolta attraverso l’empatia emotiva dei suoni.