Caterina Tosoni – Mutazioni plastiche

Milano - 28/11/2012 : 06/01/2013

Il linguaggio artistico come strumento per interpretare l'attualità. E’ questo il motivo conduttore della mostra personale di Caterina Tosoni “Mutazioni plastiche”, che si tiene allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO OBERDAN
  • Indirizzo: Viale Vittorio Veneto 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 28/11/2012 - al 06/01/2013
  • Vernissage: 28/11/2012 ore 18.30
  • Autori: Caterina Tosoni
  • Curatori: Milo Goj
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22) chiuso il lunedì
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: p.merisio@provincia.milano.it
  • Patrocini: promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura in collaborazione con Art Relation

Comunicato stampa

Il linguaggio artistico come strumento per interpretare l'attualità. E’ questo il motivo conduttore della mostra personale di Caterina Tosoni “Mutazioni plastiche”, che si tiene allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano dal 29 novembre 2012 al 6 gennaio 2013.
La mostra, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura, è curata da Milo Goj e si avvale del contributo critico di Luca Beatrice.

Milanese, classe 1971, Caterina Tosoni, dopo essersi diplomata al Liceo Artistico, ha frequentato, nella sua città, una scuola di disegno anatomo-chirurgico

Ha poi lavorato come illustratrice presso case editrici come Arnoldo Mondadori, Rusconi Hachette, Fabbri Editori, Touring Club, Selezione dal Reader's Digest. E proprio in seguito alla sua lunga militanza nel mondo dell'informazione, Tosoni ha elaborato la sua concezione di arte che decodifica la società, una concezione che tiene sempre conto dell'ambivalenza dei fenomeni del nostro tempo, interpretabili sia in negativo, sia in positivo. Per i suoi quadri-scultura (opere tridimensionali, ma impaginate all'interno di cornici da appendere al muro) e per le sue statue, l'artista ha scelto di utilizzare la plastica, materiale che ha una valenza negativa in quanto è una delle principali fonti di inquinamento, il cosiddetto plastic trash, ma anche positiva, come materiale che ha permesso la realizzazione di tanti prodotti utili. Tutte le opere vengono poi colorate con pittura acrilica monocromatica.

Ogni sala in cui l'esposizione si snoda è collegata a un tema attuale. Vi sono le mutazioni plastiche, che danno il nome alla mostra, sculture che alludono alla ricostruzione del fisico, negativa se riconducibile agli eccessi della chirurgia estetica ma positiva se vista come possibilità di trapianti di organi malati. Le metamorfosi, invece presentano le contaminazioni tra i regni animale, vegetale e minerale, negative quando l'uomo violenta la natura, ma positive quando scienza e tecnologia permettono di incrementare i raccolti e sfamare intere popolazioni. Le emergenze, invece, vanno lette nel doppio senso di situazioni di allarme o del venire alla luce di elementi innovativi. Legandosi all'attualità, non poteva mancare un riferimento alla crisi economico-finanziaria e in particolare all'euro. Caterina Tosoni ha realizzato appositamente per la mostra una grande opera, intitolata “N-euro”, in cui si vede la moneta unica, principale fonte di preoccupazioni (appunto quasi neurologiche) che si sta sgretolando, ma che, al tempo stesso, è in grado di ricevere una nuova linfa vitale.









“Ospitare questa mostra presso lo Spazio Oberdan – sottolinea Novo Umberto Maerna Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano - significa rispondere con coraggio alle sfide che la crisi attuale sta imponendo alla nostra Nazione. Caterina Tosoni è un' artista contemporanea che propone un linguaggio a metà tra la scultura e l’installazione, e muove la sua ricerca verso temi sociali come l’ecologia e l’utilizzo dei materiali di riciclo. I colori accesi e uniformi legano con un filo diretto le sue opere alla cultura pop, con una critica al consumismo esasperato. Paesaggio, sviluppo sostenibile, visione del futuro: attorno a queste tre parole chiave – conclude Maerna - ruota la mostra. L’artista ci porta indirettamente anche ad analizzare il rapporto tra modernità e sostenibilità: gli elementi di una nuova relazione tra paesaggio, uomo e architettura.”