Casabianca en valise

Varese - 20/10/2013 : 24/11/2013

Casabianca è un progetto di Anteo Radovan nato nel 2009 dalle ceneri del Graffio, glorioso spazio non-profit bolognese che in via S. Apollonia, dal 1994 al 2002, è stato sia una palestra dove giovani esordienti potessero iniziare a confrontarsi con l’occhio di critici e curatori, che un luogo di libertà dove artisti affermati potessero sviluppare la propria ricerca senza condizionamenti.

Informazioni

  • Luogo: RISS(E)
  • Indirizzo: Via San Pedrino 4 - Varese - Lombardia
  • Quando: dal 20/10/2013 - al 24/11/2013
  • Vernissage: 20/10/2013 ore 18
  • Curatori: Anteo Radovan
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: tutti i giorni su appuntamento
  • Telefono: +39 3358051151

Comunicato stampa

Si potrebbe innanzitutto dire, per chi è stato partecipe del mondo artistico italiano degli ultimi vent’anni, che Casabianca è un progetto di Anteo Radovan nato nel 2009 dalle ceneri del Graffio, glorioso spazio non-profit bolognese che in via S. Apollonia, dal 1994 al 2002, è stato sia una palestra dove giovani esordienti potessero iniziare a confrontarsi con l’occhio di critici e curatori, che un luogo di libertà dove artisti affermati potessero sviluppare la propria ricerca senza condizionamenti

D’altra parte, per spiegare lo spirito che anima questo nuovo progetto anche a chi non abbia vissuto quella prima esperienza, si deve aggiungere che Casabianca, a Bologna, significa una domenica d’arte passata in campagna dalla mattina alla sera. Ovvero una mostra ogni fine del mese in cui tre o quattro artisti sono ospitati con i loro lavori in un white-cube ricavato dentro una ex stalla. Insomma, uno spazio poco ordinario dove nel corso di questi primi tre anni sono passati cento e uno artisti; uno spazio così poco ordinario che durante l’inaugurazione a un certo punto vengono fatti entrare tavoli e sedie fra le opere perché si possa pranzare tutti assieme; uno spazio che ribadisce la propria extra-ordinarietà dotandosi anche di una cuccia – bianca, naturalmente –, quella di Cattedra. Cattedra è il fido compagno del Prufesur, ma è una storia un po’ lunga da raccontare in questo comunicato. Basti dire che anche questa è una vicenda iniziata al Graffio, e che questa piccola casetta di legno per tutta una stagione ha rappresentato lo spazio “off” di Casabianca con una sua programmazione autonoma. Delegando questa identità satellite a rappresentare per metonimia il progetto di Anteo in occasione dell’invito a Riss(e), la cuccia di Cattedra ospiterà simbolicamente quei cento e uno artisti attraverso loro segni, oggetti d’affezione, opere in miniatura, pezzi di lavori ospitati a Casabianca, comunque “cose” delle dimensioni tali da poter essere contenute in questa galleria condensata per una grande collettiva portatile.

Massimo Marchetti, 2013





I sentieri si costruiscono viaggiando.
(Franz Kafka)


Non c’è etica senza riattribuzione del senso e non c’è senso senza ripensamento del valore del fare.
Riss(e) nasce così. Oggi la realtà è talmente cruda da non consentire perbenismi. Dunque un terreno di confronto fuori dai limiti.
E poi “Riss” in tedesco è “fessura”, “crepa”, “squarcio”; e dalla crepa entra la luce.
È valicando i limiti che si può riattribuire un senso al fare e più nello specifico al fare artistico.
Non è cosa nuova, ma forse ora assume il valore di un’emergenza imprescindibile.

Valicare i limiti è varcare i confini: è l’attitudine del viandante. Senza mappa, senza meta, senza ritorno; perché l’unica meta è il ricominciare ad andare via.
Riss(e) ha questo spirito. È uno spazio fisico solo accidentalmente perché non può essere “qui”. Riss(e) vuole essere piuttosto un “dovunque”, un “altrove”; una sorta di piattaforma che si sposta trovando nell’erranza la propria dimensione etica.

Riss(e) non è un project-space perché non ha una linea curatoriale organica. Propone “mostre”, anche ma non soprattutto, e vuole misurarsi con un continuo “fuori registro” ; quella condizione che deriva dalla consapevolezza che, abbandonata la mappa, non resta che stupirsi degli incontri.
Riss(e) raccoglie una disposizione al dialogo che ha fatto nascere altri progetti, come ROAMING, L’OSPITE E L’INTRUSO, DIALOGOS; diversi tra loro ma accomunati da un bisogno di confronto, in una dimensione relazionale che attraversa la domanda sul “che fare? “ un po’ con lo spirito dell’interrogativo di Leonardo da Vinci: “la luna, come sta la luna?”.

Ermanno Cristini


(Riss(e) è nata con il contributo ideale e di discussione di diversi “passanti”: Cesare Biratoni, Sergio Breviario, Alessandro Castiglioni, Giancarlo Norese, Vera Portatadino, Luca Scarabelli.

Oggi ha incrociato e sta incrociando altri “passanti”, tra cui: Marion Baruch, Antonio Barletta, Marco Belfiore, Francesco Bertocco, Lorenza Boisi, Antonio Catelani , Mario Casanova Salvioni, Viviana Checchia, Clement Project, Francesca Marianna Consonni, Mauro Cossu&Francesca Conchieri, Pier Giorgio De Pinto, Valerio Del Baglivo, Alessandro Di Pietro, Diana Dorizzi, Graziano Folata, Francesco Fossati, Simone Frangi, Daniele Geminiani, Cecilia Guida, Sabina Grasso, Patrick Gosatti, Silvia Hell, Cecilie Hjelvik Andersen, The Island, Erika La Rosa, Lucia Leuci, Corrado Levi, Chiara Luraghi, Luc Mattenberger, Andrea Magaraggia, Francesco Mattuzzi, Samuele Menin, Metamusa, Yari Miele, Concetta Modica, Rossella Moratto, Giovanni Morbin, Angelo Mosca, Alberto Mugnaini, Adreanne Oberson, Chiara Pergola, Cesare Pietroiusti, Marta Pierobon, Jean Marie Reynier, Rosamaria Rinaldi, Laura Santamaria, Lidia Sanvito, Noah Stolz, Marco Tagliafierro, Temporary Black Space, Federico Tosi, Virginia Zanetti.
In attesa dei prossimi.