Carlos Martiel – Vanishing Point

Napoli - 22/03/2013 : 22/04/2013

Nel lavoro di Carlos Martiel il contesto di appartenenza e la consapevolezza del proprio corpo sono sempre presentati come il prodotto mutevole di processi attributivi complessi. La strada e lo spazio pubblico sono i suoi luoghi privilegiati d’intervento e d’azione, garantiti da continue forme di riappropriazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 22 marzo alle ore 19:00 negli spazi del Museo Nitsch inaugura Punto di Fuga, performance e prima personale europea dell’artista cubano Carlos Martiel, a cura di Eugenio Viola.

Il “punto di fuga” e la relativa elaborazione prospettica ad esso sotteso sono espressione della volontà di conferire al mondo un ordine geometrizzante, il frutto di un episteme occidentale che prova a razionalizzarlo in termini logico-matematici. Entrambi appartengono ad un sistema di pensiero fondato sulla concezione antropocentrica dell’uomo misura del mondo, rappresentato da Leonardo da Vinci nell’Homo Vitruvianus, visualizzazione estrema della corrispondenza neoplatonica tra macrocosmo e microcosmo



Partendo da queste considerazioni e confrontandosi con un motivo topico della storia dell’arte e della cultura occidentale, Carlos Martiel ribalta col proprio corpo il portato iconico dell’immagine di partenza, esibisce la deviazione dal modello, dall’essenza platonica che aspira alla purezza originaria, dall’eidos di tradizione classica per restituirne una versione polemicamente multiculturale e meticciata.

Il corpo dell’artista diviene un paesaggio da attraversare e percorrere, la sua pelle una tela da personalizzare e penetrare, le sue appendici rami da cui pendono precisi segni di appartenenza: il luogo dell’incontro fra codici differenti e molteplici. L’azione diviene uno sforzo di congiunzione tradotto in tensione geometrico-performativa, sofferenza ed estasi quasi mantrica di un corpo declinato nella sua irriducibile alterità.

Nel lavoro di Carlos Martiel il contesto di appartenenza e la consapevolezza del proprio corpo sono sempre presentati come il prodotto mutevole di processi attributivi complessi. La strada e lo spazio pubblico sono i suoi luoghi privilegiati d’intervento e d’azione, garantiti da continue forme di riappropriazione.

L’artista cubano si concentra su episodi mirati, volti a intensificare la percezione delle disuguaglianze sociali, spingendo il pubblico ad adottare, inevitabilmente, una posizione ideologica che porta con sé le tracce di una situazione determinata, di un contesto preciso. Le sue azioni, come spesso nel magmatico continente latino americano, sono legate ad una forte icasticità espressiva, assumono gli accenni della denuncia, il sapore della rivolta, e rimandano situazioni sgradevoli, segnali allarmanti del profondo disagio esistenziale nel quale si dibatte la società contemporanea. Le sue opere violente, drammatiche, sono caratterizzate da una bellezza disturbante e da una forza quasi catartica che le spinge oltre il commento sociologico o contestuale: originate da una precisa localizzazione geopolitica, procedono per induzione dal particolare al generale in quanto fanno riferimento, nostro malgrado, a problematiche globali.

Eugenio Viola

Si ringraziano Ana Pedroso, contemporaneacubaproject, Philipp Dür, SaBuLee

Carlos Martiel (La Habana Cuba, 1989), vive e lavora tra Buenos Aires e l’Avana, dove ha frequentato la Cattedra di “Arte de Conducta” di Tania Bruguera (2008-09). Ha realizzato numerose performances e partecipato a diverse mostre in America Latina, fra cui al Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam (La Habana, Cuba, 2012); Haus Der Kunst (Vallarta, Messico, 2012); Espacio Quina (Belo Horizonte, Brasile, 2012); Museo d’Arte Moderno di Buenos Aires (MAMbA, Argentina, 2012); Centro de Arte Contemporáneo de Quito (CAC, Ecuador, 2012). Ha inoltre partecipato all’XI Biennale de la Habana 2012 e preso parte alla 135.aktion di Hermann Nitsch (I.S.A. La Habana, 2012), alla VI Biennale di Liverpool (2010) e alla XXXI Biennale di Pontevedra (Galizia, 2010)

Eugenio Viola è critico d’arte e curatore indipendente. Studioso delle poetiche performative e corporali e delle loro derive, ha pubblicato sull’argomento numerosi saggi e ha curato le monografie e le relative mostre dedicate a Marina Abramović al PAC di Milano (The Abramović Method, 24 Ore Cultura, Milano, 2012) e ad Orlan al Musée d’Art Moderne de Saint Etienne in Francia (Le Récit, Charta, Milano, 2007), oltre al Festival di performance Corpus. Arte in Azione (Museo Madre Napoli, 2009-12).

Museo Hermann Nitsch
Vico Lungo Pontecorvo 29/d - 80135 Napoli
Tel.+ 39 081 5641655 / Fax.+39 081 5641494
[email protected]

Carlos Martiel
Vanishing Point

Curated by Eugenio Viola
on March Friday the 22 at 7.00 pm
Nitsch Museum of Naples

On March 22 at 7.00 pm, the Nitsch Museum of Naples will inaugurate Vanishing point, the performance and the first European solo show of the Cuban artist Carlos Martiel, curated by Eugenio Viola.

The “vanishing point” and the perspective elaboration thus implied are the expression of the will to give the world a geometrical order produced by a western episteme aiming to rationalize it through logic mathematics terms. They both belong to a doctrine based on the anthropocentric concept of man as measure of the world, thus represented by Leonardo da Vinci in the Homo Vitruvianus that becomes the extreme visualization of the Neoplatonic correspondence between macrocosm and microcosm.

Starting from these considerations and dealing with a topical theme of western culture and history of art, Carlos Martiel reverses the iconic outcome of the given image by using his body, he shows the deviation from the model, from the platonic essence aiming at the original pureness as well as the classic eidos in order to restore a version which is controversially multicultural and hybrid.

The artist’s body turns into a landscape to be crossed and covered, his skin becomes a painting to be personalized and comprehended, his appendixes are branches with specific signs of belonging just hanging on them: the meeting place for several different codes. Action is an effort of junction which is translated into a geometrical-performative tension, into grief and nearly mantric ecstasy of a body declined into its unshakable alterity.

In Carlos Martiel’s work, the context of belonging and the awareness of his own body are always shown as being the mutable outcome of complex processes of attribution. The street and the public place are his favourite field for acting and operating since they are granted by continuous ways of repossession.

The Cuban artist is focused on specific episodes aiming to intensify the perception of social inequalities by driving the public to adopt an ideological position which comprises signs of a determined situation and precise context.
As it often happens in the magmatic continent of South America, Martiel’s actions are bound to a strong expressive vividness, they assume denouncing overtones and a taste of rebellion, they recall unpleasant situations which are worrying signs of the deep existential discomforts fought by contemporary society.
His harsh and dramatic works are characterized by a disturbing beauty and a nearly cathartic strength which drive them beyond the contextual or sociological remark. His works, originated from a specific geopolitical localization, proceed inductively from the particular to the general since they refer, against our will, to global problems.

Eugenio Viola

Thanks to Ana Pedroso, contemporaneacubaproject, Philipp Dür, SaBuLee

Carlos Martiel (La Habana, Cuba, 1989), lives and works between Buenos Aires and Havana where he attended the academic chair of “Arte de Conducta” of Tania Bruguera (2008-09). He made several performances and took part in many exhibitions in Latin America like at Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam (La Habana, Cuba, 2012); Haus Der Kunst (Vallarta, Mexico, 2012); Espacio Quina (Belo Horizonte, Brasil, 2012); Museo d’Arte Moderno dì Buenos Aires (MAMbA, Argentina, 2012); Centro de Arte Contemporáneo de Quito (CAC,Ecuador, 2012). He also attended the XI Bienal de la Habana (2012), the 135.aktion by Hermann Nitsch (I.S.A., La Habana, 2012), VI Liverpool Biennial (2010) and XXXI Biennial of Pontevedra (Galizia, 2010).

Eugenio Viola is an art critic and independent curator. Expert (Scholar) of the performative and bodily poetics as well as of their drifts, he published several essays on this topic and curated both the monographs and the exhibition dedicated to Marina Abramović at PAC of Milan (The Abramović Method, 24 Ore Cultura, Milan, 2012) and to Orlan at Musée d’Art Moderne de Saint Etienne-France (Le Récit, Charta, Milan, 2007). Moreover, he curated the performance festival “Corpus. Art in Action” at MADRE (DonnaRegina contemporary Art Museum) Naples, 2009-12.