Carlo Valsecchi – Bellum

Reggio Emilia - 30/04/2022 : 31/07/2022

Collezione Maramotti presenta Bellum, un nouvo progetto fotografico comissionato a Carlo Valsecchi.

Informazioni

  • Luogo: COLLEZIONE MARAMOTTI - MAX MARA
  • Indirizzo: Via Fratelli Cervi 66 - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 30/04/2022 - al 31/07/2022
  • Vernissage: 30/04/2022 su invito
  • Autori: Carlo Valsecchi
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

In concomitanza con il Festival di Fotografia Europea 2022, dedicato al tema “un’invincibile estate” – tratto da “Ritorno a Tipasa” di Albert Camus – un inno alla capacità di resistere alle avversità e alla creazione di nuove reazioni e considerazioni sull’esistenza umana, Collezione Maramotti presenta un progetto fotografico originale commissionato a Carlo Valsecchi


Bellum origina da un’esplorazione delle costruzioni fortificate nel nord-est italiano risalenti al primo conflitto mondiale, uno degli ultimi momenti della storia contemporanea in cui il destino e l’esperienza dell’uomo, la sua necessità di protezione così come le strategie di attacco, le possibilità di sopravvivenza o la certezza della morte erano strettamente connessi alla natura, alla sua conformazione, alle sue leggi ed espressioni. Valsecchi ha ricondotto nei suoi scatti, in forma quasi astratta, una realtà vitale cruda e potente e un immaginario di luce e composizione, in sospensione tra isolamento e attesa passati e presenti.

Con la montagna come sua simbolica rappresentazione – espressione naturale estrema e insieme luogo dell’ultima guerra di posizione – in questa serie di fotografie di Valsecchi, densa di analogie visive e concettuali, la natura talvolta si fa architettura o si antropomorfizza, mentre il costruito si ibrida con l’ambiente naturale in un processo di scambio e mimesi reciproci.

Attraverso un lavoro durato circa tre anni, Valsecchi ha percorso quelle montagne con il suo banco ottico, dall’inverno alla primavera si è messo in ascolto di quei luoghi per affacciarsi sull’abisso di un conflitto cieco, sublimando nei suoi scatti una realtà cruda in forma spesso astratta, intimamente estetica e assoluta nella sua essenza. Le immagini di Bellum diventano squarci, portali fatti di luce e composizione, sospesi in un tempo senza termine tra silenzio, isolamento e attesa.