Carlo Ramous – Un percorso di vita

Cortina d'Ampezzo - 19/08/2013 : 06/10/2013

Più che un omaggio al Maestro, la mostra si propone di raccontare il variegato universo poetico di un artista il cui lavoro in questi ultimi anni è stato giustamente riscoperto.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO D'ARTE MODERNA MARIO RIMOLDI
  • Indirizzo: Corso Italia 69 - Cortina d'Ampezzo - Veneto
  • Quando: dal 19/08/2013 - al 06/10/2013
  • Vernissage: 19/08/2013 ore 18,30
  • Autori: Carlo Ramous
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Dal 15 giugno al 30 giugno: orario 15:30 – 19:30; Dal 1° luglio al 15 settembre: orario 10:30 – 13:00 e 15:30 – 19:30; Dal 16 settembre al 6 ottobre: orario 15:30 – 19:30. Aperto tutti i giorni dal 15 luglio al 31 agosto; chiusura il lunedì dal 15 giugno al 14 luglio, e dal 1° settembre al 6 ottobre
  • Email: museo@regole.it

Comunicato stampa

CARLO RAMOUS. UN PERCORSO DI VITA

Da giugno ad ottobre in mostra al Museo d'Arte Moderna di Cortina

Era il 1962 quando lo scultore milanese Carlo Ramous fu invitato a Cortina d’Ampezzo ad esporre cinque opere in bronzo all’interno della Rassegna del Bronzetto organizzata nella conca ampezzana. Vi ritornò anche nel 1967, sempre all’interno della stessa manifestazione



Oggi a distanza di quasi cinquant’anni, le opere di Ramous sono nuovamente esposte a Cortina al Museo d’Arte Moderna "Mario Rimoldi", in una mostra monografica in cui sono presentate molte sculture in bronzo, in legno e una serie di dipinti. Perché Ramous non è stato solo uno scultore, è stato un artista a tutto tondo, capace di esprimere il suo universo interiore attraverso molteplici mezzi, incluso quello della pittura. Il suo lungo percorso artistico lo ha visto passare con padronanza e disinvoltura dall’uso del bronzo a quello del legno, dal pennello intinto nei colori più allegri alle tinte più scure. Le forme e l’architettura delle sue opere non hanno quasi mai riferimenti alla realtà, ma pur nella loro astrazione sono cariche di una volontà narrativa resa evidente anche dai titoli, dal forte potere evocativo.

Di lui hanno scritto i più importanti critici da Gillo Dorfles a Enrico Crispolti, da Luciano Caramel a De Micheli e Valsecchi; sue sono le sculture presenti in molte piazze di Milano e del mondo. Nel catalogo della XXXI Biennale di Venezia del 1962 Gillo Dorfles scriveva che in Ramous vi è una "intima simbiosi tra la materia formata e l’idea che vigorosamente la forma". Nelle opere scultoree, infatti, la materia serve all’artista per veicolare un messaggio, non è mai fine a se stessa. I suoi lavori non sono sfoggio di virtuosismo tecnico, ma comunicano sempre un animo profondo e sensibile. E’ l’artista che si dona:“Io mi apro e vi offro tutto quello che ho” diceva.

Più che un omaggio al Maestro, la mostra cortinese si propone, dunque, di raccontare il variegato universo poetico di un artista il cui lavoro in questi ultimi anni è stato giustamente riscoperto. Al visitatore viene offerta la possibilità di vivere l’intero percorso creativo, dall’ideazione della forma attraverso i bozzetti e i prototipi, fino ad arrivare alle grandi fusioni in bronzo di quelle opere monumentali che adornano piazze importanti da Milano al Giappone, per le quali Ramous è giustamente celebre; alcune di queste grandi sculture potranno essere ammirate nel percorso esterno al Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi", lungo Corso Italia. La mostra permette di scoprire inoltre le interessanti decorazioni parietali realizzate per edifici industriali e di culto, in cui l’uso imponente del volume e del bassorilievo sembra legare idealmente Ramous ai massivi mosaici di Mario Sironi in un’affascinante simbiosi tra arte e architettura. Questo aspetto rappresenta sicuramente un ulteriore elemento di affinità tra la l’opera di Ramous e la collezione del Museo d’Arte Moderna "Mario Rimoldi" che nel 2012 si è arricchita di quattro sculture del Maestro databili cronologicamente sul finire degli anni sessanta, proprio il periodo in cui si conclude l’intensa attività collezionistica di Mario Rimoldi. Le opere sono state concesse in comodato dall’Ing. Walter Patscheider che con amore e dedizione sta portando avanti un lavoro di rilancio dell’opera del Maestro milanese.

I lasciti e le donazioni ricevute in questi ultimi anni testimoniano l’importanza crescente che il Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi" sta assumendo presso il pubblico e i collezionisti: all’originario nucleo di circa quattrocento opere donate alle Regole d’Ampezzo da Rosa Braun, moglie del collezionista Mario Rimoldi, attorno al quale nel 1974 nacque il museo, si sono infatti aggiunti nel tempo altri lasciti, come i trecento lavori di Alis Levi donati da Lia Cohen, o più di recente il comodato di circa cento opere della collezione del prof. Allaria e il lascito di un’importante dipinto del maestro Capogrossi da parte della scrittrice Milena Milani, entrambi avvenuti nel 2012.

Le quattro nuove sculture di Ramous contribuiscono dunque a rendere viva la collezione di un museo che da alcuni anni svolge un’intensa attività di valorizzazione di una delle più importanti collezioni d’arte moderna italiana: da un lato le mostre a tema e i vari riallestimenti delle sale offrono occasioni sempre nuove per ritornare al museo; dall’altro i prestiti che il Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi" concede ogni anno a importanti mostre e istituzioni in Italia consentono di far conoscere e diffondere il proprio patrimonio d’arte ad un pubblico sempre più vasto, divenendo così un punto di riferimento per collezionisti e amanti del Bello.