Carlo Maria Mariani

Foligno - 28/09/2013 : 01/12/2013

Una importante mostra personale di Carlo Maria Mariani con 24 straordinari lavori dell’artista in gran parte mai esposti in Italia.

Informazioni

Comunicato stampa

Il 28 settembre 2013 viene inaugurata al Centro Italiano Arte Contemporanea di
Foligno una importante mostra personale di Carlo Maria Mariani con 24 straordinari
lavori dell’artista in gran parte mai esposti in Italia.
Carlo Maria Mariani è nato a Roma nel 1931 dove ha frequentato l'Accademia di Belle Arti. Vive
e lavora a New York dalla fine degli anni ’80


La mostra è curata da Italo Tomassoni, dall’artista stesso e da Carol Lane, curatrice di
tutto il lavoro di Carlo Maria Mariani; le opere selezionate sono state realizzate tra il 1989 e il
2011, molte delle quali dipinte a New York e alcune delle quali esposte nella importante
personale tenutasi a New York nel 2011 a cura di Francis Naumann con il contributo di Italo
Tomassoni, David Ebony, Roberto Pincus Witten e Carol Lane.
Nel sito dell'artista troviamo una breve ma illuminante descrizione del suo lavoro firmata dal
critico David Ebony di Art in America: "Mariani è un pittore concettuale. Il suo lavoro è una
meditazione sulla perfezione e sull'armonia - passate, presenti, future. Non è per lui sufficiente
presentare al mondo uno sguardo della propria visione privata. Offre invece un modo
alternativo di pensare, utilizzabile da tutti coloro che cercano rifugio dalla mediocrità e dal
cinismo indotti dai mass-media...Egli utilizza la sua incredibile maestria per trattare i più
avanzati quesiti estetici di oggi. Il suo lavoro tratta temi complessi inclusi la riconciliazione del
passato col presente, della memoria con la perdita e della vita con la morte...Nel suo lavoro,
Mariani colpisce per una accentuata consapevolezza e per una maggiore comprensione delle
dimensioni, non solo dello spazio, ma anche del tempo".
A queste parole fanno eco quelle di Italo Tomassoni, curatore della mostra: "Alla fine degli
Anni Settanta, la pittura italiana fa registrare una critica della modernità condotta da artisti
lontani dai percorsi del Nuovo. A lato della deriva postmoderna essi tornano a interrogare la
pittura, i suoi misteri e le sue finzioni sublimi. Carlo Maria Mariani è stato il primo a indicare il
senso di questo percorso parallelo e distante a quello tracciato dal sistema dell’arte dominante
nel suo tempo. Concentrato sul disegno e sulla pittura, ha iniziato in solitudine una
trasfigurazione del reale fondata sulla bellezza della classicità e sulla perfezione
della forma".
"Il tempo come forma - prosegue Tomassoni - è la grande novità della pittura di Carlo
Maria Mariani, in contrasto con la modernità che ha celebrato in primo luogo lo spazio. Il suo
tempo appartiene a un idioma di cui non ci si può appropriare se non come qualcosa che elude
ciò che lo abita. Rovesciando la clessidra del tempo non per un revirement della storia ma per
una rifondazione della pittura, Carlo Maria Mariani ha ripensato il mistero del dipingere,
la tecnica della rappresentazione presente per millenni e improvvisamente inabissatasi nel
secolo XX°, i limiti della mimesi e l’autonomia dell’arte, riportando lo sguardo sul senso
della figurazione dopo un secolo di progressivo abbandono della identificazione omeomorfica.
Carlo Maria Mariani scava nelle immagini il segreto del Classico per carpire da quel fondamento
la verità nascosta dell’arte".
centro per la cultura e lo sviluppo economico srl – socio unico fondazione cassa di risparmio di foligno
capitale sociale i.v. 100.000 euro – partita iva 03092480544 – sede legale: via del campanile, 13 06034 Foligno (pg)
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Siamo di fronte dunque a un grande pittore che, non solo va controcorrente, tornando alla
pittura e a figure che richiamano la classicità in un periodo storico in cui la pittura viene
disconosciuta, ma riesce a infondere profondamente in essa lo spirito del proprio tempo, con
un linguaggio personalissimo e riconoscibile, di eccezionale capacità artistica e inventiva
formale.
In una intervista rilasciata allo scrittore Pier Vittorio Tondelli pubblicata da Flash Art, Mariani
racconta, con fatica come se non volesse svelarsi del tutto, la genesi della sua pittura.
Apprendiamo così che ha cominciato col dipingere absidi e transetti di chiese, prendendo a
modello Caravaggio, Correggio, ma soprattutto Tintoretto e di aver condiviso con loro
l'impotenza di fronte ai capolavori dei maestri dell'antichità, la ricerca della bellezza assoluta,
consapevoli che, pur raggiungendo vette altissime, era impossibile riprodurre quella
perfezione. Sono anni di lavoro intenso: Mariani si sostituisce persino ad un artista del passato,
completando un'opera rimasta incompiuta. Da qui la sua celebre affermazione: "Io non sono
un pittore, io non sono l'artista, io sono l'opera". Lo studio prosegue in parallelo sui libri.
Mariani viene sedotto dai testi di Winckelmann, Karl Philipp Moritz, Mengs e da qui parte alla
ricerca della propria personale armonia. Il suo metodo di lavoro è lento e meticoloso: prima
esegue un cartone, preparandosi con cura al tema, alla composizione. Poi passa alla tela con
stesure plurime, con un lavoro di gradazioni di luce, sino ad arrivare all'esito finale. In
sottofondo le musiche di Handel, un altro grande tedesco che, come i cantori della classicità in
arte, si è rivolto al passato per comporre le sue indimenticabili sinfonie.
Questa tecnica, unita ad una stupefacente capacità disegnativa, porta Mariani ad esiti davvero
straordinari: ogni quadro è mirabile, per l'equilibrio formale, i colori, la composizione. Sono
immagini di grande poesia, che catturano non solo il nostro sguardo, rimanendo impresse in
modo indelebile, ma anche la nostra interiorità, si rimane colpiti e in qualche modo grati per
questa pittura così bella e intensa.
Una occasione dunque unica, quella offerta dal CIAC di Foligno. per conoscere ed
apprezzare questo grande artista, attraverso le opere più significative della sua
produzione.
La mostra resterà aperta sino al 1° dicembre 2013.
CARLO MARIA MARIANI è un artista internazionale che ha esposto in tutto il mondo: "Documenta," Kassel
Germany; Centre George Pompidou, Paris; Hirshorn Museum, Washington D.C.; Museum of Modern Art, New York;
San Francisco Museum of Modern Art; Mathildenhohe Darmstadt, Germany; Los Angeles County Museum of Art;
Frankfurt Kunstverein, Germany; Museum of Modern Art, Rome; Palais des Beaux Art, Charleroi France; Venice
Biennial, Italy; California Center for the Arts; Frye Museum, Seattle; Oostende Museum of Modern Art, Belgium;
Philadelphia Museum of Art; Museum of Palazzo Te Mantova, Italy; Smithsonian National Portrait Gallery, Washington
D.C.
Nel 1998, Carlo Maria Mariani è stato insignito in Roma del premio Feltrinelli dall’Accademia Nazionale dei Lincei.
Le sue opere sono conservate nelle seguenti Gallerie, Collezioni e Musei pubblici e privati:
The Guggenheim Museum, New York; Lincoln Center, New York; The Tate Gallery, London, England; Frye Museum,
Seattle, Washington; The Civic Museum of Art, Milan, Italy; Groninger Museum, Groninger, Netherlands; Etude De
Maître, Charbonneaux, France; Nelson Atkins Museum of Art, Kemper Collection, Kansas City, Kansas;
Kunstsammlugen-Schlossmuseum, Weimar, Germany; Università degli Studi di Parma, Flash Art Museum, Trevi, Italy;
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Rome, Italy; The Contemporary Museum, Honolulu, Hawaii; Franklin Mint,
Philadelphia, Pensylvania; Library of Congress, Washington D.C.; The Bellagio, Las Vegas, Nevada; Fondazione
Maramotti Museum, Reggio Emilia, Italy; Collection Borghese, Rome, Italy; The Bulgari Collection, Rome, Italy;
Millenium Hotel, New York; Rosewood Collection, Dallas, Texas; The Cresent Collection at the Phillip Johnson Building,
Dallas, Texas; Banca d’Italia, Rome, Italy; Foundation Cassa di Risparmio, di Foligno, Italy; Museo di Palazzo Forti,
Verona, Italy; Mougins Museum of Art, Mougins, France; The Resnick Collection, Los Angeles, California; The Steve
Wynn Collection, Dallas, Texas; Mikado Films, Rome, Italy; The Eric Clapton Collection, London England; The Gian
Enzo Sperone Collection; Fundacion Federico Jorge Klemm.
Di lui hanno scritto, oltre ad altri:
Carolyn Christov-Bakargiev, Charles Jencks, Robert Rosemblum, Jan Ake Petterson, Pier Vittorio Tondelli, Paul Maenz,
Thomas McEvilley, Raphael Rubenstein, Howard Fox, Donald Kuspit, Paul Maenz, Klaus Wolbert, Bernard Hoffert,
Donald Kuspit, Italo Tomassoni, Danilo Eccher, Marisa Vescovo, Maurizio Calvesi, Laura Cherubini, David Ebony,
Domenico Guzzi, Achille Bonito Oliva, Lorenzo Canova, Edward Lucie Smith, Renato Barilli, David Bourdon, Jonathan
Goodman, Charles A. Riley.