Carlo Bernardini – Corporeità

Perugia - 08/12/2013 : 29/01/2014

A Perugia come a Torino, la luce si innesterà nel tessuto urbano, promuovendo un nuovo modo di vedere e vivere il nostro centro storico. Corporeità della luce avvicinerà il pubblico all’arte contemporanea restando nel ricordo di tutti i cittadini.

Informazioni

  • Luogo: PRIORI
  • Indirizzo: Via dei Priori - Perugia - Umbria
  • Quando: dal 08/12/2013 - al 29/01/2014
  • Vernissage: 08/12/2013
  • Autori: Carlo Bernardini
  • Curatori: Claudia Bottini
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

La Torre degli Sciri, l'unica delle tante torri medioevali di Perugia rimasta intatta, dal mese di dicembre viene restituita alla città grazie alla realizzazione del progetto di recupero e riqualificazione del Comune di Perugia ad opera dell'A.T.E.R. l’Azienda territoriale dell’Edilizia Residenziale. Non sarà più torre di avvistamento per proteggersi da eventuali nemici, ma torre per contemplare la città da un alto punto di vista. É un grande evento per la città e per tale motivo l'Amministrazione ha accolto e sostenuto il progetto di realizzare un'istallazione luminosa proposta dell'Associazione Priori invitando l'artista Carlo Bernardini




L’idea è la stessa di Luci d’artista, nata nel 1997 da un progetto dal Comune di Torino, che insieme a commercianti e negozianti, volevano la riqualificazione di alcuni quartieri degradati della città. Luci d’Artista continua ancora oggi ad illuminare piazze, vie e strade di Torino. Punto di riferimento nel mondo dell’arte, ogni anno si arricchisce di una nuova opera di “luce”.
A Perugia come a Torino, la luce si innesterà nel tessuto urbano, promuovendo un nuovo modo di vedere e vivere il nostro centro storico. Corporeità della luce avvicinerà il pubblico all’arte contemporanea restando nel ricordo di tutti i cittadini.
Materializzato dalla luce fisica della fibra ottica, l’installazione si basa sulla trasformazione dello spazio da contenitore dell'opera a forma aperta e "permeabile".
La forma astratta visibile al buio, è tesa a trasformare la percezione del luogo, inglobando in un illusorio volume il vuoto dello spazio aereo tra i complessi architettonici.
Le forme di luce si bloccano in una fissità apparente, determinando sottili giochi di equilibrio ed una mobilità percettiva che permette di non vederle mai uguali a se stesse, da qualsiasi parte interna o esterna le si guardi.
Il buio diviene la base di questo disegno mentale in quanto davanti a esso si è obbligati all’immaginazione, a una sorta di vedere non vedere.
Le installazioni di Carlo Bernardini sono forme triangolari o romboidali tipiche di un espressionismo libero dello spazio con cui opera, disegnando in negativo linee di luce nell’ambiente buio così come su un foglio scuro. La luce per l’artista “costituisce fisicamente il principio del colore ed è proprio per mezzo di essa che la superficie può diventare spazio, così come lo spazio si può trasformare in superficie. Annullando l’illuminazione reale per trasformare le coordinate di un ambiente buio con un disegno di luce…non sarà la forma ad adattarsi al luogo, ma il luogo a trasformarsi a sua immagine”.

Carlo Bernardini (Viterbo, 1966) vive e lavora a Milano, dove insegna Installazioni Multimediali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, realizza a partire dal 1996 installazioni in fibre ottiche, superfici OLF e superfici elettro-luminescenti. E' stato vincitore per tre volte del premio Overseas Grantee della Pollock Krasner Foundation di New York (2000, 2005 e 2010) e nel 2002 del premio Targetti Art Light Collection White Sculpture. Nel 1996 viene invitato al Palazzo delle Esposizioni di Roma per la XII Quadriennale. Nel 2002 partecipa alla XX Triennale di Milano e a Sculpture Space, Utica (NY); l’anno seguente alla XIV Quadriennale al Palazzo Reale a Napoli. Tra le mostre di maggior rilievo si segnalano Light Accords nel 2002 alla National Gallery of Contemporary Art di Bangkok, l'installazione al Museo Paço Imperial di Rio De Janeiro (2004), il grande intervento in fibra ottica a Valencia (2008) alla Ciudad De Las Artes Y Las Ciencias in dialogo con le architetture di Santiago Calatrava, e il grande progetto Event Orizon presentato nel 2007 allo Swing Space di New York. Nel 2004 progetta con la film-maker brasiliana M.Sobral, La Quarta Direzione dello Spazio, un’ipotesi visiva sperimentale in cui all’interno dell’installazione in fibra ottica si attivano al passaggio dei visitatori dei video interattivi di luce, realizzata nel 2008 presso la Galleria Bruna Soletti di Milano. Del 2008 è il progetto Light Waves, opera permanente all’ingresso dell’aeroporto del Salento di Brindisi. Nel 2009 per Art First presenta a Bologna Codice Spaziale in Piazza S. Stefano, viene invitato a New York per il D.U.M.B.O. Art Festival, dai musei della Lombardia al progetto Twister per il MAM di Gazoldo degli Ippoliti (MN), alla GAM di Gallarate, alla mostra Corpo, automi, robot al Museo d’arte di Lugano e presenta La luce che genera lo spazio, un ambizioso progetto a Milano a Palazzo Litta, dove le fibre ottiche attraversando pavimenti e pareti inglobano e ridisegnando gli spazi architettonici. Nel 2010 le partecipazioni a Luci d’Artista a Torino con l’opera Cristallizzazione Sospesa a Palazzo Bertalazone, La Scultura Italiana del XXI secolo alla Fondazione Pomodoro di Milano, le grandi installazioni urbane ad Amsterdam al NIMk-Netherlands Media Art Institute per Sonic Acts, e alla Spuiplein a The Hague–L’Aia, oltre alla gigantesca Crystallization suspended, presentata all’Art Light Domaquarée a Berlino, lo proiettano definitivamente nel panorama internazionale dell’arte contemporanea. Del 2011 sono le mostre alla Delloro Arte Contemporanea di Berlino, a Londra a The Arc Show presso il Business Design Centre ed alla Kinetica Art Fair presso Ambika P3 alla University of Westminister. Nello stesso anno realizza installazioni alla Bocconi Art Gallery di Milano, al MACRO di Roma, e sempre a Roma nella Basilica di Santa Maria in Montesanto. Nel 2012 è invitato presso il FAD festival de arte digital, alla Funarte di Belo Horizonte, al Meet in Town all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e nella mostra Claim in Berlin. Nell'anno corrente Bernardini è invitato a Londra presso la House Peroni con l'installazione Infinity.

“Via dei Priori è il luogo dove vogliamo vivere, è il luogo dove condividere proposte, suggerimenti e confrontare idee, elaborare progetti, creare occasioni di incontro, di festa ed eventi culturali per rendere la città più ricca di vita e di servizi, più accogliente , più sicura.”
(manifesto Associazione Priori)