Buongiorno Rovereto! la linea e il circolo

Rovereto - 18/05/2013 : 18/06/2013

Mostra di apertura della nuova sede roveretana, presso l’Opificio delle Idee a Sega di Trambileno a Rovereto (TN). L’esposizione è una collettiva degli artisti viventi che più rappresentano la storia della PoliArt Contemporary negli ultimi dieci anni.

Informazioni

  • Luogo: ROVERETO POLIART
  • Indirizzo: C/O Opificio delle Idee Frazione Sega, Trambileno - 38068 - Rovereto - Trentino Alto Adige
  • Quando: dal 18/05/2013 - al 18/06/2013
  • Vernissage: 18/05/2013 ore 16
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa


È con piacere che la PoliArt Contemporary annuncia per sabato 18 maggio alle ore 16 “BUONGIORNO ROVERETO! La linea e il circolo”, mostra di apertura della nuova sede roveretana, presso l’Opificio delle Idee a Sega di Trambileno a Rovereto (TN)


L’esposizione è una collettiva degli artisti viventi che più rappresentano la storia della PoliArt Contemporary negli ultimi dieci anni:

Arcangelo, Matteo Attruia, Alberto Biasi, Agostino Bonalumi, Marco Casentini, Paolo Conti, Marcello De Angelis, Fausto De Nisco, Luigi Di Tullio, Roberto Floreani, Gigi Guadagnucci, Matteo Gironi, Julio Le Parc, Riccardo Licata, Giovanni Lombardini, Alberto Mariani, Ben Ormenese, Fernando Picenni, Sandi Renko, Jorrit Tornquist.

Il rapporto con l’altro da sé, il medesimo/il diverso, è il centro critico della ricerca della PoliArt Contemporary verso cui si è creduto di vedere convergere, secondo imprevedibili e autonome declinazioni, le poetiche degli artisti affermati o emergenti che fanno parte di questa storia.
La galleria sarebbe soltanto un luogo vuoto senza di loro. Con le opere diviene “il dove” ci scopriamo affini. Per questo, il “Buongiorno Rovereto” è un omaggio agli artisti e alle opere. E anche il sottotitolo della mostra “La linea e il circolo” è un omaggio. Al capolavoro del filosofo Enzo Melandri, nella cui prefazione si legge: “Ciò che ci unisce, ipocrita lettore, è la prassi che ci farà ritrovare sempre dalla stessa parte. È lì, che ci riconosceremo”.