Bruno Biffi – Cieli ossidati

Como - 06/03/2017 : 24/03/2017

La mostra raccoglie una serie di incisioni dedicate a cieli e montagne del territorio lombardo realizzate con una particolare tecnica incisoria, l'ossidazione, messa a punto dall'artista stesso.

Informazioni

  • Luogo: THE ART COMPANY
  • Indirizzo: via borgovico 163 interno - Como - Lombardia
  • Quando: dal 06/03/2017 - al 24/03/2017
  • Vernissage: 06/03/2017 ore 18,30
  • Autori: Bruno Biffi
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

La mostra - che proseguirà sino al 24 marzo con apertura dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30 - raccoglie una serie di incisioni dedicate a cieli e montagne del territorio lombardo realizzate con una particolare tecnica incisoria, l'ossidazione, messa a punto dall'artista stesso

"La peculiarità di queste opere - scrive Roberto Borghi - sta nella contaminazione reciproca tra cieli e montagne, in modo tale da far diventare rocciosi i cieli e celesti le montagne, e creare così un orizzonte solcato da linee che non risultano più di demarcazione, ma di connessione."
Ecco un profilo di Bruno Biffi redatto da Gianfranco Colombo:
Ha iniziato a dipingere nel 1980 e pochi anni dopo ha cominciato anche a dedicarsi all'incisione ed ha frequentato i corsi di tecnica dell'incisione presso l'Accademia Raffaello di Urbino. Negli anni successivi si è dedicato alla stampa per importanti autori come Giancarlo Vitali, Velasco e Giansisto Gasparini. Nel 2010 ha iniziato a collaborare con la Fondazione Federica Galli di Milano, di cui cura la parte tecnico-didattica. Sono molte le mostre di cui è stato protagonista ed è impossibile citarle tutte, per questo vorremmo ricordare ancora la collaborazione di Biffi in alcune edizioni prestigiose: nel 2013 escono, per le edizioni “Quaderni di Orfeo”, il volume “Colline a San Donnino”, con testi di Philippe Jaccottet tradotti da Marco Rota e tre incisioni dalla serie “Ipotesi di paesaggio”; la cartella intitolata “Nel scür”, con sette incisioni dalla serie delle Cave e sette poesie inedite di Franco Loi; il volume “Versi dell’assenza di luce” (edizioni “Josef Weiss” di Mendrisio), in cui tre sue incisioni accompagnano i versi del poeta Fabio Pusterla.
In questi ultimi anni Bruno Biffi ha messo a punto la tecnica dell’ossidazione, di cui va giustamente fiero. L’abbiamo visto lavorare su lastre di ferro o alluminio su cui con un pennello stende sapientemente l’acido. Dopo un paio di settimane quando l’ossidazione si è compiuta l’artista interviene con i suoi strumenti e dà corpo alla sua incisione. Un’operazione che va compiuta con una certa velocità perché la reazione chimica continua e praticamente la lastra col tempo si autodistrugge. Una tecnica innovativa con la quale Bruno Biffi sa donare profondità ed efficacia al suo linguaggio.
“Questa perfetta fusione tra mano e mente – ha scritto Paola Cassinelli – ha permesso a Bruno Biffi di costruirsi un personalissimo linguaggio con il quale comunica stati d’animo, sensazioni, slanci, moti, impulsi, percezioni e tutte quelle emozioni che appartengono alla sfera intima che molto spesso non siamo in grado di comunicare nemmeno a parole. Biffi ha ottenuto tutto questo attraverso la sperimentazione di differenti procedimenti tecnici riuscendo a mettere in equilibrio la sfera creativa con quella materiale, stabilendo un perfetto bilanciamento tra il pensiero a la pratica, dando una risposta grafica all’eterno dubbio amletico se è più importante essere o esistere”. Bruno Biffi è oggi un artista che ha saputo farsi conoscere ed apprezzare a livello nazionale ed è presente nei maggiori repertori di incisori italiani.