Brigataes – Il più grande artista del mondo

Napoli - 06/02/2015 : 09/03/2015

La Brigataes offrirà alla pubblica visione per la prima volta reperti antropologici e materiali di scavo provenienti da un presunto ritrovamento, avvenuto negli anni Trenta presso l’acropoli di Cuma, che documenterebbe l’esistenza di un artista di proporzioni gigantesche vissuto quarantamila anni fa.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 6 febbraio 2015 alle ore 18 nella Sala della Meridiana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli inaugurerà la mostra della Brigataes “Il più grande artista del mondo”.
La Brigataes offrirà alla pubblica visione per la prima volta reperti antropologici e materiali di scavo provenienti da un presunto ritrovamento, avvenuto negli anni Trenta presso l’acropoli di Cuma, che documenterebbe l’esistenza di un artista di proporzioni gigantesche vissuto quarantamila anni fa.
La Brigataes racconta così la storia del ritrovamento e della riscoperta


“Nel 1938 gli operai dell’archeologo Amedeo Maiuri, durante gli scavi sulla sommità dell’acropoli cumana, scoprirono – sul fronte occidentale del cosiddetto Tempio di Giove – alcuni enormi frammenti ossei. Il famoso paleontologo Ralph von Koenigswald, già impegnato nella ricerca del Gigantopithecus, avvertito della scoperta si recò sul luogo aggregandosi ai ricercatori e riportando alla luce i reperti di cui disponiamo. Emersero dal terreno eccezionali resti scheletrici e una frazione di lastra in pietra con traccia di pittura rupestre che rivelava una forma simbolica sconosciuta a cui von Koenigswald, attento lettore di Joyce, diede il nome di Chaosmos. E proprio questo elemento dipinto, immediatamente associato alle dimensioni delle ossa della mano, portò lo studioso a ritenere la creatura appena ritrovata il più grande artista del mondo.
Questi preziosi materiali erano pronti per l’allestimento di un’esposizione epocale che avrebbe dovuto tenersi nel museo napoletano nel 1939 e che non fu mai realizzata a causa delle vicende belliche. Vennero conservati e dimenticati per quasi un secolo fino alla recente riscoperta avvenuta in seguito all’inatteso rinvenimento - nel corso di una ricerca archivistica della Brigataes - di un faldone contenente la documentazione dello scavo e le indicazioni sulla loro collocazione in una sezione remota dei magazzini.”
La mostra di carattere storico-documentario presenterà i reperti che la Brigataes avrebbe recuperato e vale a dire ciò che rimane delle imponenti ossa e della grande opera, ma anche documenti, libri antichi (fra cui il rarissimo testo Gigantologia di Emiddio Manzi) e manufatti litici rinvenuti nella zona di scavo.
Una videoproiezione proporrà il filmato d’epoca girato nel luogo della scoperta, restaurato dalla Brigataes.
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione che conterrà i testi critici di Angelo Trimarco, Francesco Poli e Antonello Tolve, edita da Editoriale Scientifica.
L’installazione condurrà il fruitore alla deriva nello slittamento di piani temporali, spaziali, valutativi. Proporrà riflessioni sui paradigmi ed i protocolli scientifici, sulla dialettica vero/falso, sul rapporto quantità/qualità, sui meccanismi dell’attribuzione di valore operata dall’istituzione museale. A tutti fornirà una memoria supplementare.
La mostra, organizzata dal Servizio Educativo della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli, con il coordinamento di Marco De Gemmis e dall’Associazione ES, è stata realizzata con il contributo della Fondazione Banco di Napoli e ha ricevuto il Patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e il Matronato della Fondazione Donnaregina.
Ha reso possibile la realizzazione del progetto Alfredo De Dominicis.
Alla mostra, che si avvarrà dei prestiti del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche,Museo di Antropologia,Università Federico II di Napoli, della Biblioteca Nazionale di Napoli e della Biblioteca Universitaria di Pavia, ha collaborato la Società Apoikia.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 7 febbraio al 9 marzo 2015, dal mercoledì al lunedì ore 9-19,30.


Luogo: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Titolo: Il più grande artista del mondo
Ideazione/realizzazione: Brigataes
Coordinamento/cura museale: Marco De Gemmis
Testi critici: Angelo Trimarco, Francesco Poli, Antonello Tolve
Elaborazione/allestimento reperti: Cortocircuito
Photo: Centro di Fotografia Indipendente
Catalogo: Editoriale Scientifica
Vernissage: 6 febbraio 2015 ore 18
Periodo esposizione: 7 febbraio - 9 marzo 2015 merc-lun 9-19,30

Materiali esposti:
Tre frammenti di scheletro gigante – cranio (cm 242 x 226 x 306), mano (cm. 310 x 210 x 60), femore (cm 685 x 150 x 165) – ed un frammento di lastra in pietra con tracce di pittura rupestre (cm 300 x 400 x 30) realizzati in polistirolo resinato.
Teche contenenti testi antichi, documentazione cartacea e reperti di minori dimensioni.
Pannelli informativi.
Filmato girato presso l’acropoli di Cuma (digital video 5’) a cui hanno partecipato: Paolo Caputo (Direttore del Parco Archeologico di Cuma), Alfredo De Dominicis (direttore editoriale di Editoriale Scientifica), Marco De Gemmis (Responsabile Servizio Educativo della Soprintendenza per i Beni Archeologici), Daniele Marrama (Presidente della Fondazione Banco di Napoli), Angela Tecce (Direttore di Castel S.Elmo), Andrea Viliani (Direttore del Museo MADRE).

BRIGATAES
Sigla di produzione estetica creata nel 1992 da Aldo Elefante.
Nel corso della sua attività ha realizzato installazioni, video, azioni performative, interventi urbani.
Tra le personali ricordiamo: Artists’ serial killer, Galleria Neon, Bologna (1997); Forever, Care of, Cusano Milanino (1998); ES dispenser, Viafarini, Milano (2000); Memories, Placentia Arte, Piacenza (2001); Artista volante non identificato Palazzo Massari, Ferrara, antologica a cura di Silvia Bordini (2002); Invasion of the body artists, Changing Role, Napoli (2004); I have a dream, Maschio Angioino, Napoli, a cura di Gigiotto Del Vecchio (2005); No lives were lost, Museo MADRE, Napoli, a cura di Mario Codognato (2009). Tra le collettive ricordiamo: Storie, Galleria Veravitagioia, Napoli, a cura di Francesco Galdieri (1995); Aperto Italia ’97, Trevi Flash Art Museum, Trevi, a cura di Loredana Parmesani (1997); Arte x tutti, Palazzo Soave, Codogno, a cura di Loredana Parmesani (1997); Fuori uso, Mercato ortofrutticolo, Pescara, a cura di Laura Cherubini (1998); La coscienza luccicante, Palazzo delle Esposizioni, Roma, a cura di Paola Sega Serra Zanetti (1998); Fuori dalle righe, Galleria Continua, San Gimignano, a cura di Elio Grazioli (1999); PS1 Italian Selection, Cittàdellarte, Biella, a cura di Carolyn Christov Bakargiev (1999); Il possibile dal punto zero, Fondazione Ambrosetti, Brescia, a cura di Loredana Parmesani (2003); On Air, Galleria d’arte moderna, Monfalcone, a cura di Andrea Bruciati (2004); Troubled times, Museo della guerra per la pace, Trieste, a cura di Maria Campitelli (2004); Premio Terna 02, Tempio di Adriano, Roma, a cura di Gianluca Marziani (2009).
Nel 1998 il PS1 Italian Bureau seleziona Brigataes fra i dieci artisti rappresentanti l’Italia.