Brac’s Art on table – Valentina Daveri

Firenze - 11/03/2015 : 10/04/2015

Appuntamento di primavera con Brac’s art on table, la mostra “orizzontale” della libreria Brac che dal 2009 vede ogni mese un artista impegnato a produrre 30 tovagliette per i tavoli della libreria.

Informazioni

  • Luogo: LIBRERIA BRAC
  • Indirizzo: Via Dei Vagellai 18 r - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 11/03/2015 - al 10/04/2015
  • Vernissage: 11/03/2015
  • Autori: Valentina Daveri
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle 12 alle 24
  • Uffici stampa: MONICA ZANFINI

Comunicato stampa

Appuntamento di primavera con Brac’s art on table, la mostra “orizzontale” della libreria Brac che dal 2009 vede ogni mese un artista impegnato a produrre 30 tovagliette per i tavoli della libreria.
Questo mese è protagonista Valentina Daveri, con i suoi still life dedicati al cibo, ai fiori e a oggetti fotografati sulla sua scrivania di creativa.
Una “carrellata” su oggetti quotidiani che, attraverso il lavoro di Valentina, si caricano di bellezza e glamour e immergono lo spettatore in una meravigliosa e inattesa “vie en rose”.
Valentina Daveri è nata ad Arezzo nel 1982


Nel 2010 si laurea in architettura. Alla sua formazione, che resta un aspetto non marginale nel suo percorso creativo, si accostano nel tempo ulteriori interessi: fotografia, grafica e allestimenti. Tutto questo viene fuso con la passione per il food. Questa inclinazione viene rafforzata tra il 2011 e il 2013, periodo in cui si trasferisce in Astralia.
Nel 2011 nasce “A day with V”, blog che cura personalmente in grafica e contenuti. Grazie a quest’ultimo nel 2014 vince il secondo premio nella sezione contenuti al concorso Ikea-blogIn.
Espone per la prima volta una selezione dei suoi lavori fotografici in occasione della personale “About V. Creative Life”, mostra a cura di Tiziana Tommei, allestita presso Vineria al 10 ad Arezzo tra novembre e gennaio 2014. Nel gennaio 2015 partecipa alla collettiva “Untitled_Photography”, organizzata da Galleria 33 nello spazio di via Garibaldi ad Arezzo.
Oggi, in continua ricerca di nuove ispirazioni, cerca di riflettere il suo stile attraverso le sue foto e i suoi lavori.
http://www.adaywithv.com/ ; instagram.com/adaywithv



POESIA QUOTIDIANA
(IL TEATRO DELLE COSE)
TESTO CRITICO DI TIZIANA TOMMEI


Opere di still life e food photography, scatole bianche nelle quali elementi semplici sono assemblati in composizioni fatte di con rigore e poesia. Non c’è un racconto, ma la volontà di astrarre oggetti quotidiani per renderli protagonisti di una rappresentazione.
Assemblage e fotografia: il tavolo di legno bianco viene eletto a palcoscenico e su di esso si dispongono objets trouvés e creazioni ex novo, ingredienti di un mondo a sé stante, che è quello personale dell’artista. Se in molte rappresentazioni prevale l’istanza estetica e decorativa, in altre, come nell’assemblaggio con le “memorie” della nonna, si vuole suggerire una sorta di simbolismo, lasciando la parola alla materia presentata, tanto nella sua autonomia quanto nei nessi relazionali che essa è chiamata ad instaurare con gli altri fattori messi sulla scena.
Quello che colpisce è la sintesi e allo stesso tempo l’impatto visivo che un oggetto qualunque può assumere se inquadrato e restituito secondo uno schema formale precostruito e modellato, di volta in volta, sul soggetto. La fotografa gioca con ciò che sceglie d’immortalare, creando dei dialoghi tra ‘cose comuni’ che acquisiscono così sostanza e struttura. Il bianco prevale, assumendo la valenza di autentico protagonista della scena. Tutto è come sospeso in una dimensione immutabile e intangibile. Tutto è fermo, fissato magicamente sotto una luce omogenea che quasi non crea ombre, ragion per cui ciò che è dato pare non avere peso e concreta fisicità. Il cibo, i fiori, gli oggetti, tutto è trattato secondo precise regole, in ottemperanza alla tecnica e in ossequio alla costruzione di un set in cui l’oggetto scelto diviene soggetto.
Eppure, allo stesso tempo, si percepisce una forte familiarità con queste opere e si avverte una natura viva, pulsante, parlante, immobile si, ma brulicante di verve creativa. Composizioni bloccate in una costruzione perfetta, che non perdono però la loro intrinseca finitezza. Si avverte che quello che vediamo è solo un momento, irripetibile e che quanto rappresentato non può sottrarsi al ciclo naturale delle cose.