Benedetta Montini – Same origin / Ibrido atelier

Porto San Giorgio - 17/07/2014 : 25/08/2014

In mostra video, fotografie, collage, pittura e azioni performative realizzate tra il 2012 ed il 2014 dove il comune denominatore è l’origine unica del molteplice creativo dell’artista.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA GINO PIERI
  • Indirizzo: Galleria Gino Pieri 5 - Porto San Giorgio - Marche
  • Quando: dal 17/07/2014 - al 25/08/2014
  • Vernissage: 17/07/2014 ore 19
  • Autori: Benedetta Montini
  • Curatori: Antonello Tolve
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dalle ore 18:30 alle 23:30
  • Telefono: +39 3381400708
  • Email: bene.montini@gmail.com
  • Patrocini: Evento patrocinato dal Comune di Porto S. Giorgio

Comunicato stampa

Oltre ai dittici fotografici che fanno parte della mostra SAME ORIGIN di Benedetta Montini, alla galleria Gino Pieri n° 5 di Porto San Giorgio, dal 17 luglio al 25 agosto, in presenza dell’ artista si aprirà al pubblico un ibrido atelier: video, fotografie, collage, pittura e azioni performative realizzate tra il 2012 ed il 2014 dove il comune denominatore è l’origine unica del molteplice creativo dell’artista. Evento patrocinato dal Comune di Porto S. Giorgio



Sintetico ed elegante il lavoro di Benedetta Montini (Ancona, 1975) muove dal corpo per indagare il territorio della vita in tutte le sue molteplici flessioni e costruire parabole visive che analizzano il reale. L’artista recupera l’inevitabile expérience du corps (M. Merleau-Ponty) – istanza imminente all’io – con lo scopo di rilevare una nuova jonction du physiologique et du psychique. Ma anche di ritornare a sentire il corpo come spietata topia (Foucault), il paese più straziato attraverso il quale si fa conoscenza del mondo. La sua è una sorta di indagine antropofenomenologica che oltrepassa la carne – la sua luminosa eroticità, la sua speciale eroicità, il suo niveo rossore, il giallo di Napoli che la ricopre e trattiene – per trasformarla in carme, in campo poetico il cui fine è quello di toccare verità inaspettate o di creare invisibili analogie. Con Same Origin l’artista aziona ora un nuovo processo la cui artisticità converte il freddo della fisica quantistica in qualcosa di caldo e di romantico, in una visione antroposferica, in un progetto che “libera il pensare dai suoi stessi presupposti dicotomici”.
Antonello Tolve


Benedetta Montini è nata ad Ancona nel 1975. Vive e lavora tra Roma e Porto San Giorgio (AP). Tra le personali si ricordano Caro Capax Dei (Galleria museo del louvre – Roma, 2012) e Azoto Camera Numero 6 (Galleria Marcantoni Arte Contemporanea – Pedaso, 2013). I suoi lavori sono esposti in permanenza negli spazi della
Galleria museo del louvre di Roma.

Contatti:
tel. 0734-678745 / cell 338 14007 08 / [email protected]
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Spazio IBRIDO ATELIER

Spazio del pensiero nel cuore di Porto San Giorgio, cittadina marchigiana del litorale adriatico, Ibrido Atelier – presso la Galleria Gino Pieri, 5 (ex libreria Cerquozzi) – di Benedetta Montini, è un territorio di incontro che, se da una parte richiama alla memoria i sodalizi artistici nati ai tempi della libreria Cerquozzi, dove l’artista fin da bambina ha preso confidenza con quelli che sarebbero poi diventati i temi del suo tracciato poetico, dall’altra si pone come un momento di discussione e di partecipazione.

Il progetto, legato alla mostra SAME ORIGIN (aperta al pubblico dal 17 luglio al 20 agosto 2014), si pone come un vero e proprio laboratorio crocevia di performances, concerti e serate di studio. Come un’esperienza di scultura sociale (Beuys) dove l’artista e il fruitore si incontrano per creare assieme un’opera aperta e dinamica.

Montini considera l’artista come enzima sociale, come un essere catalizzatore di processi creativi. Ma anche come un rizoma creatore che genera attraverso l’opera una struttura plurale fatta di ponti immaginifici e reali, di lacci e legami necessari a costruire infinite terminazioni e infiorescenze.
Nel modus operandi di Benedetta Montini l’arte destabilizza infatti il potere gerarchico per una sorta di coscienza del sé come parte del tutto – di un tutto senza strutture ferree o gerarchie, dove la logica della creatività sembra essere portante e prioritaria rispetto alla logica economica di produzione-consumo.
L’artista come enzima sociale è, secondo Benedetta Montini, un luogo di incontro dove viene stimolata la creatività, la partecipazione, la messa in opera di idee, di pratiche felici e di condivisione della conoscenza.
Suggerire e lavorare per la creazione di connessioni possibili è il gesto maieutico proprio dell’artista che apre ad una visione partecipativa e ad un processo in cui l’opera si fa dunque spazio esperienziale, bisogno di contatto con il territorio, con l’alterità.