Beijaflor – True Blue (armonie del caos)

Brescia - 23/06/2016 : 20/07/2016

“Cosí come due pianeti che impattando l'uno contro l'altro anche solo per un istante vedranno mutata la loro composizione chimico-fisica per sempre, nell'arte di Beijaflor la filosofia si scontra con la materia, dando vita a opere sinestetiche e ancestralmente evocative.” Chiara Chiesa.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA DELL’OMBRA
  • Indirizzo: Via Nino Bixio 14/a - Brescia - Lombardia
  • Quando: dal 23/06/2016 - al 20/07/2016
  • Vernissage: 23/06/2016 ore 19
  • Autori: Beijaflor
  • Curatori: Chiara Chiesa
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Si terrà presso la Galleria dell’Ombra a Brescia in via Nino Bixio 14/a 25123 Brescia Italia la mostra True Blue (armonie del caos) dal 23 Giugno al 20 Luglio 2016 con data di vernissage il 23 Giugno 2016 alle ore 19:00, personale di arte contemporanea dell’artista Beijaflor.
Curatrice: Chiara Chiesa



“Cosí come due pianeti che impattando l'uno contro l'altro anche solo per un istante vedranno mutata la loro composizione chimico-fisica per sempre, nell'arte di Beijaflor la filosofia si scontra con la materia, dando vita a opere sinestetiche e ancestralmente evocative.”

Chiara

“Accettiamo senza discussioni fatti miracolosi come il sorgere del sole ogni giorno, oppure il battere del nostro cuore, che momento dopo momento, ci regala la vita, ma piuttosto che arrenderci alla profondità vertiginosa della nostra dipendenza, preferiamo aggrapparci alla certezza dell’abitudine.
Non abbiamo idea da dove vengano i nostri pensieri, le nostre intuizioni, i nostri sogni, eppure, abbiamo smesso di credere ai miracoli, abbiamo limitando la creatività originale della nostra anima, negando i significati profondi della Sua Esistenza.
Siamo come criceti che corrono su una ruota di plastica.
Siamo ancora in grado di concepire l’infinito, ma abbiamo bisogno di squarciare l’ordinario creando crepacci di buio, per ricordarci ciò che siamo.”

Beijaflor


Citazione dal film Cloud Atlas (Wachowski brothers, 2015)

“La nostra vita non è nostra, da grembo a tomba siamo legati ad altri, passati e presenti, e da ogni crimine e da ogni gentilezza generiamo il nostro futuro; la fede, come la paura o l'amore, è una forza che va compresa come noi comprendiamo la teoria della relatività e il principio di indeterminazione, fenomeni che stabiliscono il corso della nostra vita; queste forze, che spesso ricreano tempo e spazio, che possono modellare o alterare chi immaginiamo di essere, cominciano molto prima che nasciamo e continuano dopo che spiriamo; le nostre vite e le nostre scelte, come traiettorie di quanti, sono comprese momento per momento, ad ogni punto d'intersezione, ogni incontro suggerisce una nuova potenziale direzione; essere vuol dire essere percepiti, pertanto conoscere sé stessi è possibile solo attraverso gli occhi degli altri, la natura della nostra vita immortale è nelle conseguenze delle nostre parole e azioni che continuano a suddividersi nell'arco di tutto il tempo; capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni, tutti i confini sono convenzioni in attesa di essere superati, si può superare qualunque convenzione solo se prima si può concepire di poterlo fare; so che la separazione è un'illusione, la mia vita si estende ben oltre i limiti di me stesso.”