Barbara Uccelli – The Empress

Torino - 12/04/2012 : 19/05/2012

The Empress è un’installazione video interattiva, una specie di videoquadro, nel quale una donna, l’imperatrice, la stessa Barbara Uccelli, è sottoposta ad un processo di rapidissimo invecchiamento.

Informazioni

Comunicato stampa

Gagliardi Art System è lieta di presentare in esclusiva il progetto The Empress dell’artista Barbara Uccelli.

The Empress è un’installazione video interattiva, una specie di videoquadro, nel quale una donna, l’imperatrice, la stessa Barbara Uccelli, è sottoposta ad un processo di rapidissimo invecchiamento. L’inesorabile e veloce scorrere del tempo sul volto della donna è determinato dallo stesso visitatore, che lo innesca attivando inavvertitamente un semplice sensore. L’imperatrice avvolta nel suo cappotto comincia ad invecchiare e il processo termina un’istante prima del momento fatale, per poi tornare alla giovinezza iniziale, in un loop temporale senza fine

Ma prima di essere una videoinstallazione interattiva, in effetti The Empress è una vera e propria performance. Barbara Uccelli si è sottoposta ad una seduta durata un’intera giornata di trasformazione del proprio volto, sotto l’azione delle mani di truccatori professionisti. Ma la performance sarà anche quella che ci sarà la sera dell’opening in cui la Uccelli mescolerà il suo tempo reale a quello dell’immagine che ci guarda dal videoquadro. Questa contemporaneità fisica e gli slittamenti temporali che comporta, è il senso più profondo dell’imperatrice. In mostra oltre alla videoinstallazione, saranno esposte una serie di immagini fotografiche, oggetti e manufatti che appartengono al mondo de The Empress.

Riportiamo un breve estratto dal testo in catalogo di Raffaele Gavarro:
“In realtà quello che accade davanti ai nostri occhi, l’imperatrice che invecchia, quella donna lì che invecchia, è una cosa che conosciamo bene. L’abbiamo vista accadere sul volto di nostra madre, di nostra nonna, della maestra, della fidanzatina dei nostri dodici anni. Non possiamo certo dire di non sapere. Ma quello che accade davanti ai nostri occhi al volto, alla figura e alla mano di Barbara Uccelli, accade con una rapidità che oltre ad essere agghiacciante, ci impedisce di pensare ponendo solo nel metronomo del nostro sguardo il senso di quella mutazione. Ne siamo anche la causa e lo capiamo troppo tardi. Nel senso che vedendo e cercando di vedere meglio ci avviciniamo azionando un sensore che fa partire il video – << Ma non è una foto proiettata. È un video.>> -. A quel punto è troppo tardi. Il volto subisce l’azione del tempo in modo impassibile. Il corpo flette sotto il peso, trema e indietreggia. Il cappotto imperiale, realizzato appositamente per lei dalla stessa Uccelli, non nasconde la perdita del vigore e della freschezza. La mano diventa un artiglio. Quel verde dell’abito cambia, da grazioso e quasi civettuolo assume un tono di sobria eleganza fino ad un violento illividirsi che lascia solo un ricordo acido negli occhi. Proprio in questa corrispondenza tra il vedere meglio avvicinandosi e il conseguente azionarsi del meccanismo, sta la sottolineatura decisiva tra il guardare che rende reale e l’apparire che invece rimane solo un’ipotesi di realtà. Ne abbiamo in questa situazione una dimostrazione obiettiva e una comprensione oggettiva. Anche perché allontanandoci il video torna al punto iniziale. L’imperatrice è di nuovo giovane. Il tempo dello spazio della rappresentazione torna ad allinearsi a quello in cui siamo noi. La cosa è decisamente tranquillizzante, tranne per il fatto che è come aver commesso un danno che pur se riparato ha dimostrato quella fragilità che tutti noi, proprio tutti, nascondiamo per bene sotto quantità industriali di apparente indifferenza e inevitabile fatalismo. Barbara Uccelli è in mezzo a voi, proprio mentre state guardando l’imperatrice. È lì che invecchia, o attende di invecchiare in conseguenza al vostro guardare meglio, ma è anche qui che parla e beve e invecchia davvero, come tutti noi. In questa doppiezza di finzione e realtà che si intrecciano, si sostituiscono e si alternano, caratterizzando il nostro stesso essere qui in questo momento in sincronia con la Uccelli che parla, beve e invecchia, mentre l’imperatrice attende e invecchia per poi tornare giovane, si rintraccia la forza del paradosso che introduce una rappresentazione che non ha più con la realtà un rapporto univoco. Non è più l’immagine ripresa dal reale, ma è l’immagine che si fa reale e il reale che assomiglia all’immagine, in una perdita definitiva di qualsiasi senso di distinzione tra verità e finzione che sinceramente lascia sconcertati.”.

Barbara Uccelli è nata a Premosello (VB) nel 1975. Vive e lavora a Milano.
Laureata in Scienze della Comunicazione all’università di Torino, nel 1998 è stata assistente alla regia di Luca Ronconi per Questa sera si recita a soggetto, spettacolo prodotto dal Teatro di Roma.
Tra le ultime mostre personali: 2010: Queens, galleria Oltre Dimore, Bologna; 2009: Writers, galleria Ingresso Pericoloso, Roma. Tra le ultime collettive: 2011: Non tutto è in vendita, Artefiera Off, Bologna; Biennale di Fotografia, sedi varie, Alessandria.

Gagliardi Art System is pleased to present exclusively the project The Empress by the artist Barbara Uccelli.

The Empress is an interactive video installation, a sort of video-painting, in which a woman, the empress, embodied by Barbara Uccelli herself, is subjected to a process of extremely rapid aging. The unrelenting, swift passing of time on the woman's face is caused by the visitors themselves, who trigger it by unwittingly activating a simple sensor. Wrapped in her coat, the empress begins to age, and the process ends a moment before the fatal hour, only to revert to the initial youth, in an endless time loop. In fact, before being an interactive video installation, The Empress is a true performance. Barbara Uccelli underwent a one-day long session in which her face was transformed at the hands of professional make-up artists. The same performance will also take place during the opening evening, and will see Uccelli mixing her real time with that if the image that looks at us from the video-painting. This physical simultaneity, and the time shifts it involves, is the deepest meaning of The Empress. Besides the video installation, a series of images will be on view, along with objects and artifacts belonging to the world of The Empress.

The following is a short extract from the catalogue tex by Raffaele Gavarro:
"[...] What is happening before our eyes to the face and hand of Barbara Uccelli, happens so quickly that it chills your spine, preventing us from thinking, as we can only grasp that mutation through the metronome of our look. Simultaneously, we are the cause of it all, and it's only too late that we realize it. I mean, by seeing and trying to see better, we move closer, activating a sensor, which starts the video << But it's not a projected photo. It's a video.>> And by then it will be too late. The face suffers the action of time impassibly. The body bends under its weight, shivers, and shrinks. The imperial cloak, especially created for the empress by Uccelli herself, does not hide the loss of vigor and freshness. The hand turns into a claw. The green of the dress changes, from a graceful, almost coquettish hue, to a shade of sober elegance, until it abruptly turns livid, leaving only an acid memory in our eyes. It is just this correspondence between seeing better by getting closer, and the consequent activation of the mechanism, that emphasizes the difference between sight, which makes things real, and appearance, which instead remains only a hypothesis of truth. In this situation we have an objective demonstration and understanding of this difference. Also because if we move away, the video reverts to the starting point. The time in the space of representation gets back in line with our time. This is definitely reassuring, if it weren't for the fact that we have caused a damage which, although it has been repaired, has shown us the frailty that every single one of us keeps hidden under tons of apparent indifference and inevitable fatalism. Barbara Uccelli is among you, just as you are looking at the empress. It is right there that she is aging, or is waiting to age, as a consequence of your looking better, but it is also here that she is talking, drinking, and really aging, just like everyone of us. In this double play where fiction and reality intertwine, replace and alternate each other, marking our very being here now, in sync with Uccelli as she talks, drinks, and ages, while the empress waits and ages, only to get young again - it is here that we sense the power of paradox, of introducing a representation that no longer has a univocal relationship with reality. It is no longer the image taken from reality, it is the image that becomes reality, and reality that looks like the image, in a definitive loss of any distinction between truth and fiction. This is honestly shocking."

Barbara Uccelli was born in Premosello (VB) in 1975. She lives and works in Milan.
After graduating in Communication Science from Turin university, in 1998 she was an assistant director to Luca Ronconi for Questa sera si recita a soggetto, a show produced by Teatro di Roma.
Among her latest personal exhibitions: 2010: Queens, galleria Oltre Dimore, Bologna; 2009: Writers, galleria Ingresso Pericoloso, Rome. Among her latest group exhibitions : 2011:Non tutto è in vendita, Artefiera Off, Bologna; Biennale di Fotografia, various venues, Alessandria.