Barbara Mori – L’opera d’arte

Roma - 29/03/2012 : 31/03/2012

La prima personale in Italia di Barbara Mori, un'artista argentina naturalizzata spagnola, dal titolo: L'opera d'arte: luogo ideale // La obra de arte: lugar ideal.

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Comunicato stampa

La prima personale in Italia di Barbara Mori, un'artista argentina naturalizzata spagnola, dal titolo: L'opera d'arte: luogo ideale // La obra de arte: lugar ideal si svolgerà dal 29 al 31 marzo 2012 alla Galleria Rilievi in Roma, a via della Reginella 1a. ArchivioArte ha scelto di presentare l'artista, che da anni vive a Palma de Mallorca, per far conoscere al pubblico romano la sua ricerca improntata sulla materia. Nel processo creativo è fondamentale, prima di tutto, il rispetto per la materia. Lavoro con differenti materiali e con la consapevolezza che il risultato si ottiene dalla loro sapiente mescolanza

(Barbara Mori). “La carta è stata per lungo tempo la base per i suoi lavori, a testimoniare l'importanza del rapporto tra pittura e supporto, nel tempo sostituita dal cartone, poi dal legno e, solamente più avanti, quanto la padronanza della materia ha trovato la giusta autonomia espressiva, dalla tela. Oggi le sue opere arrivano ad includere addirittura i materiali per l'edilizia o elementi come cera, terra e caffè. Nascono così quelle superfici intense su cui prendono vita, la terra, le pietre, i muri, le macchie, le crepe, le consunzioni, i segni del tempo” così descrive la tecnica dell'artista Giacomo Belloni, uno dei curatori della mostra con Simona Capodimonti, e continua nel testo critico dicendo: “quando ci si trova davanti alle opere di Barbara Mori si rimane colpiti da quella loro capacità di inserirsi con discrezione nell'ambiente che le ospita. Nonostante la potenza espressiva esse riescono sempre a mantenere un rapporto di serena coesistenza con il contesto, proprio per quella riguardosa naturalezza cromatica che consente loro di mimetizzarsi senza alcuna invadenza”. Così le opere di Barbara Mori dalla galleria Rilievi in centro storico, a due passi dal Ghetto e dalla nota fontana delle Tartarughe, si aprono, urbi et orbi, alla città eterna e al mondo in un dialogo osmotico e creativo di respiro internazionale come fossero proprio a loro agio in un lugar ideal.