Balsamo | Distinto | Rapdour

Napoli - 21/09/2016 : 30/11/2016

La Galleria Dino Morra è lieta di presentare per il terzo appuntamento dedicato al ciclo delle tre mostre dedicate a Arash Rapdour, Domenico Balsamo, Enzo Distinto.

Informazioni

  • Luogo: DINO MORRA ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: P.zza Enrico De Nicola, 46 80139 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 21/09/2016 - al 30/11/2016
  • Vernissage: 21/09/2016 ore 19,30
  • Autori: Arash Radpour, Domenico Balsamo, Enzo Distinto
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Aperti dal martedì al venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00 lunedì e sabato su appuntamento / domenica chiuso

Comunicato stampa

Arash Radpour

A/R (Round Trip)



Domenico Balsamo

Fake Paradise



Enzo Distinto

Universe People




Opening

Mercoledì 2I.09.2016 ore 19.30

fino al 30.11.2016



La mostra si apre nel Floor Space con A/R (Round Trip) dell’artista italo-iraniano Arash Radpour. Nei suoi lavori esposti l’attenta ricerca tecnico/formale diventa uno strumento di indagine sul contemporaneo: su questa era di capitalismo globalizzato, caratterizzata dall’incessante spostamento delle merci e delle persone su scala planetaria

È il mercato mondiale di ciò che in modo discutibile chiamiamo neoliberalismo, e che oramai accomuna e connette seppur in modo differente, non solo i grandi centri metropolitani e industriali occidentali, ma anche le periferie, le località prima sconosciute di ogni continente. Sono perciò lavori realizzati in tempi e luoghi differenti, che nascono dall’esperienza del viaggio. Propria di un’estetica industriale, la foto Containers è stata scattata sulla strada che collega Piacenza a Genova, dal cui porto le casse di trasporto iniziano il loro tragitto di smistamento. La fotografia Commerce, è stata invece scattata nel suo ultimo viaggio in Iran nel 2016, dove dopo 26 anni di assenza è ritornato per sviluppare questa ricerca sul tema del commercio e sui luoghi ad esso correlati anche sul territorio iraniano. È un’immagine del Bazar di Kashan, una delle più antiche città della Persia. Mercati caratteristici delle città musulmane, i bazar sono luoghi solitamente affollati e di estese dimensioni, che occupano a volte anche piazze o interi quartieri destinati agli affari, alla vendita e all’acquisto di merce eterogenea. Il video in mostra Salton Sea, è un documento sull’omonimo lago nella California del sud, realizzato in 12 ore di ripresa consecutiva. Questo lago, formatosi in seguito ad un’alluvione agli inizi del XX secolo, è di tali dimensioni da aver creato un mare interno al deserto. Il suo livello di inquinamento è altissimo, e quasi tutto ciò che vi si trova all’interno — pesci e vegetazione — è privo di vita. Ciò che è rimasto nell’intera area circostante sono i resti di un progetto mai portato a termine di trasformarlo in un luogo di turismo balneare. Sono tutti spettri del consumo, ma anche tracce dell’andirivieni di chi produce o usufruisce della produzione, trascurando a volte il capitale umano che esiste sulla strada.



L’Underground Space ospita un progetto inedito di Domenico Balsamo, un’installazione multisensoriale che si inscrive perfettamente nella ricerca dell’artista di formalizzazione del non tangibile, dell’inorganico. Il dare forma a un proprio percorso interiore, è forse un modo per sublimare il principio di realtà attraverso l’atto creativo, ma è anche un modo per sovvertire la convenzionale perfezione delle apparenze, che sempre celano un fuori scena, un’ombra. Sospese nello spazio semibuio, i pannelli di legno rivestiti con tessuto matelassè presentano figure stilizzate di un immaginario infantile, simboli collettivi di quel fiabesco e lontano esotico, proprio dell’avventura verso l’ignoto. Progettata in collaborazione con l’architetto Ciro Gallo, la grande struttura ad igloo condivide la sua funzione con uno degli emblemi dell’Arte Povera, in quanto luogo arcaico e totalizzante che separa l’interno dall’esterno, sia nello spazio fisico che nella dimensione spirituale. Ma diventa qui un diorama, un’attuale caverna platonica, luogo per eccellenza di rappresentazione delle illusioni, in cui ignavi e ancora ignari, si crede passivamente alle proiezioni delle cose sensibili. L’interno è un ambiente sinestetico nel quale agisce come un’eco la componente acustica, opera del sound artist Carmine Minichiello che contamina ritmi elettronici con i suoni e i versi di una foresta tropicale. L’esterno invece, così come il retro dei pannelli, sono lasciati volutamente visibili nel loro stato grezzo, mostrando la loro complessa e “imperfetta” immagine complementare. La rappresentazione del doppio, qui doppio volto delle cose, rivela l’aspetto perturbante dell’estraneo familiare. Come quel Giano Bifronte che presiedeva e sorvegliava i passaggi e gli ingressi, vedendo il dentro e il fuori, il passato e il futuro, Fake Paradise è questo occhio da narratore onnisciente sul tempo, una sintesi temporale tra ricordi e pronostici. La sensibilità dell’artista sembra sempre essere toccata dall’inquietudine di un tradimento: quello dell’illusione smitizzata. È una presa di coscienza individuale e uno sguardo lucido sull’innocenza rubata, che in lui solo grazie alla disciplina progettuale trova quel senso necessario per sfuggire dall’inganno dei paradisi artificiali.



Il progetto portato avanti nello Studio Space, che la Galleria Dino Morra ha scelto di dedicare a lavori sul territorio di Napoli, in questa occasione esce fuori dal consueto spazio espositivo aprendo le porte dell’atelier dell’artista napoletano Enzo Distinto. I lavori presentati nella mostra Universe People sono stati realizzati durante il suo periodo di residenza nel 2015, presso l’Associazione Culturale Maria Thereza Alves e Jimmie Durham, il quale di lui scrive: “possiede una disciplina interna che è fatta di pura umiltà. […] Probabilmente è proprio questo che rende la maggior parte dei suoi lavori di un livello più alto delle normali categorie o creazioni visuali”. Dotato di una particolare sensibilità plastica, la poetica dell’artista si evince da una delicata ibridazione tra strumenti o potenzialità della tecnologia ed elementi materici o formali della natura, di ciò che è animato. Vedendo le sue opere si è pervasi da una serie di impulsi che agiscono come una risonanza psichica, di immagini che insorgono e si ripetono, come una sorta di lasciapassare per un universo parallelo o extraterrestre. Più che una visione futuristica o post-umana sono prodotti di un immaginario in cui lo spazio e il tempo si annullano, come ad affermare che tutto è connesso lì dove non vi è cronologia storica. Le mappe topografiche, elemento ricorrente nelle sue opere, sono qui dei disegni circolari realizzati a matita, poi dipinti con olio di riciclo per motori. Si tratta di cartine di alcune metropoli recuperate da internet, poi intersecate e sovrapposte. Questa sovrapposizione di reale — luoghi esistenti — e immaginario — luoghi possibili — si riflette anche nella stratificazione dei piani di lettura: sono spazi mentali e non geografici. Una serie di sculture, realizzate con tessuti con stampe africane induriti attraverso la resina, impongono la loro presenza scenica. Sembrano massi terrestri o piante aliene, da cui fuoriescono rami artificiali culminanti in piccole pietre “preziose”, occhi di una forma di vita sconosciuta, o antenne di un circuito elettronico. Sono forse solo oggetti dalla forma organica, o forse abitanti di quelle che sono le sue città invisibili.



Valentina Apicerni

Biografie



Arash Radpour (Teheran,1976) è un fotografo e videomaker italo-iraniano. Fondamentale nel suo percorso artistico è la sua esperienza newyorkese nel 2003 in cui realizza una serie di paesaggi notturni che lo porteranno, al suo rientro a Roma dal 2004, ad esporre a livello internazionale. Tra le sue mostre ricordiamo: Palazzo della Ragione, Milano, 2005; Biennale di Venezia, Arsenale, 2007; Gallery of Modern Art, Nuova Delhi, 2007; Victoria Memorial Hall, Kolkata, 2007; PAN, Napoli, 2010; MAMBA Museum, Buenos Aires, 2013; MAXXI, Roma, 2013; MACRO, Roma, 2014. I suoi lavori sono parte di collezioni private e pubbliche, tra cui al Lu.C.C.A Center of Contemporary Art di Lucca, e al Museo della Certosa di San Martino di Napoli.



Domenico Balsamo (Napoli, 1979) è un artista poliedrico, laureato in architettura, affianca alla propria carriera di attore di cinema e di teatro un costante percorso artistico. Tra le principali mostre a cui ha partecipato si citano: Polis, Nea Art Gallery, Napoli, 2013; Vietato ai minori, ESSEARTE, Napoli, 2013; Amor Sacro, Museo Civico di Castelbuono, Palermo, 2013; The Go-Between, Museo di Capodimonte, Napoli, 2014; Sérieux s’abstenir, Art Magna Art Gallery, Bruxelles, 2014; Cogli l'arte, Complesso monumentale di S. Francesco, Giffoni Valle Piana, 2015; Si ricorda la personale Evasioni, Galleria ESSEARTE di Napoli, 2014, poi presentata alla Galleria Minigallery Contemporary Art, Assisi, 2015.



Enzo Distinto (Napoli, 1965) è un artista visivo le cui tecniche espressive spaziano dal disegno all’incisione, dalla scultura all’installazione. Fondamentale nel suo percorso artistico sono state le collaborazioni con gli artisti Franz West e Jimmie Dhuram. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo: VI Biennale Internationale du Film sur l'Art, Centre George Pompidou, 1997; JARS III, Kunstcentrum, Sittard, 1999; Alberi Rossi, Orto Botanico di Napoli, 2001; Republic, personale alla Galleria VeraVitaGioia, Napoli, 2004; Totem, Changing Role Gallery, Roma, 2008; Impresa da Talenti, PAN, Napoli, 2010. Nel 2013 partecipa al progetto di arte e natura Bosco Arte Stenico, Trento.



Un particolare ringraziamento per la realizzazione di Fake Paradise all’assistente dell’artista Vincenzo Vigliotti, al sound artist Carmine Minichiello, all’architetto Ciro Gallo, all’ingegnere Gianluca Angelone e Pio Della Volpe.