Az.Namusn.Art

Porto Torres - 16/12/2011 : 28/12/2011

Artists in Resistance. Mostra documentaria. Il collettivo artistico e' impegnato da alcuni anni nella denuncia di emergenze ambientali che nascondono sempre emergenze sociali, innescate da rapporti di potere tra l'industria e il territorio e segnate dall'esautoramento dei cittadini delle scelte legate ai propri luoghi.

Informazioni

  • Luogo: TORRE ARAGONESE
  • Indirizzo: Fronte porto - Porto Torres - Porto Torres - Sardegna
  • Quando: dal 16/12/2011 - al 28/12/2011
  • Vernissage: 16/12/2011 ore 18.30
  • Generi: documentaria

Comunicato stampa

Artists In Resistance è il nuovo progetto del collettivo artistico Az.Namusn.Art che si compone di una mostra documentaria dei progetti editi e di un dibattito pubblico.

Di fatto il nucleo principale di questo nuovo progetto è l’assemblea pubblica a cui è invitata la comunità cittadina e la comunità dell’arte. Oggetto del dibattito sarà l’inquinamento del territorio e della catena alimentare; il ruolo di ogni singolo cittadino nei confronti di emergenze ambientali ed il ruolo dell’arte e della cultura nella “rappresentazione” di tali tragedie



La data d’inaugurazione è segnata da un evento molto importante per la città di Porto Torres. Infatti, nella mattinata del 16 dicembre si terrà la prima udienza del processo a carico di alcuni manager del Gruppo Eni. L’accusa è di “disastro ambientale e concorso continuato e consapevole in avvelenamento doloso di sostanze destinate all’alimentazione”, dall’area industriale del petrolchimico di Porto Torres. Proprio le zone industriali sarde, in particolare il territorio turritano nel nord Sardegna e del Sulcis Iglesiente nel sud, detengono insieme alla Campania il tristissimo primato per l’estensione delle aree contaminate. Questi dati sono stati resi noti dal documento relativo ai S.I.N. (siti di interesse nazionale soggetti a bonifiche) che indica nel numero di 445.000 gli ettari di territorio contaminato in Sardegna contro i 345.000 ettari di territorio contaminato in Campania.

Il collettivo artistico è impegnato da alcuni anni nella denuncia di emergenze ambientali che nascondono sempre emergenze sociali, innescate da rapporti di potere tra l’industria e il territorio e segnate dall’esautoramento dei cittadini delle scelte legate ai propri luoghi. Az.Namusn.Art lavora affinchè ogni individuo prenda coscienza di ciò che accade sul territorio e propone, con l’azione di riappropriazione prima delle coscienze e poi degli spazi, la costruzione di una comunità attenta al territorio e libera nella possibilità di proporre un’alternativa estetica dell’esistere.
Il tema delle bonifiche è caro al collettivo artistico, infatti, in occasione della mostra conclusiva della residenza estiva in Austria, il collettivo ha istituito un’agenzia immobiliare lottizzando e mettendo in vendita parte dei terreni di proprietà Eni soggetti a bonifica ma ancora contaminati. Il gesto ironico quanto provocatorio puntava i riflettori su un territorio dalle enormi potenzialità turistiche e paesistiche sommamente scempiato dall’industria del petrolio, dalle mancate bonifiche, dagli alti tassi di mortalità per malattie legate all’inquinamento e dal ricatto del lavoro per la sopravvivenza.

Già nel 2007 con Clear Lab gli artisti avevano sollecitato l’attenzione della città portando in piazza con un’azione pubblica un ingente quantitativo di flaconi contenenti sostanze chimiche tossiche prelevate da un ex cementificio in abbandono.

Anche la scelta del luogo, la Torre Aragonese che nell’ultimo anno è stata simbolo della protesta degli operai della Vinyls, che rivendicano la necessità di lavorare nello stabilimento industriale turritano, non è un caso. Nasce dall’esigenza di creare una piattaforma di discussione comune, un’occasione di dibattito aperto in cui mettere in condivisione i dati sanitari legati all’inquinamento del territorio ma anche collettivamente discutere, nella tutela delle necessità individuali, del futuro industriale eco-sostenibile nella città.

Infine, il titolo stesso del progetto, Artists in Resistance, dichiara le strategie poetiche del collettivo: modalità agit prop per un’azione estetica diffusa sul territorio nella ferrea convinzione che il binomio etica-estetica sia indissolubile.