Ayman Baalbaki – Hanoi/Hong Kong

Torino - 24/09/2013 : 31/10/2013

A distanza di tre anni e mezzo l'artista libanese continua la propria collaborazione con la galleria esponendo una nuova serie di lavori sia su tele di grande formato che con un'installazione di singoli lavori di acrilico su cartoncino che in tutto richiamano l'espressività dei dipinti.

Informazioni

  • Luogo: LUCE GALLERY
  • Indirizzo: Largo Montebello 40 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 24/09/2013 - al 31/10/2013
  • Vernissage: 24/09/2013 ore 18,30
  • Autori: Ayman Baalbaki
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Hanoi/Hong Kong

Luce Gallery è lieta di inaugurare la nuova stagione espositiva con la seconda mostra personale presso la galleria di Ayman Baalbaki.
A distanza di tre anni e mezzo l'artista libanese continua la propria collaborazione con la galleria esponendo una nuova serie di lavori sia su tele di grande formato che con un'installazione di singoli lavori di acrilico su cartoncino che in tutto richiamano l'espressività dei dipinti.
Hanoi / Hong Kong è un nuovo episodio della rappresentazione del vigore dei lavori dell'artista

In un crescendo di pennellate espressioniste, dense e materiche ma al contempo veloci e sicure, l'artista evoca il richiamo ad un'interpretazione politica che si trasforma in emozionale. I simboli di una guerra passata ma sempre presente negli occhi dell'artista, formano i soggetti principali del suo lavoro, in cui prevale la speranza e la positività simboleggiata dai fiori e dagli accessi colori.
Baalbaki rompe le regole convenzionali del ritratto negando allo spettatore la visione completa del soggetto coperto dalla kaffiyeh, ma lasciando intravedere lo sguardo degli occhi del suo eroe, propone un contrasto tra impenetrabilita' e lettura, in un dipinto che affonda le radici nella cultura iconografica bizantina.
La fisicità dei ritratti irrompe nei diversi soggetti con la stessa potenza espressiva ed anche nelle costruzioni distrutte, in un crescendo di linee verticali, viene negata allo spettatore la visione completa degli edifici interrotti, ove l'artista innalza la propria torre di babele a simbolo di rinascita e di protesta. Si tratta di un lavoro in cui la simbologia dei soggetti scelti esprime l'identità dell'artista che rimane nella sua espressione introspettiva e molto personale
In Ballbaki dominano la tradizione, la nostalgia e la speranza in una rinnovata rappresentazione che precorre la primavera islamica. L'Al Mulatham, il guerriero della libertà, come viene definito in medio oriente, è l'eroe dell'artista, che in lui veglia sovrano come a scacciare i demoni della guerra.
Balbaki evidenzia il contrasto fra la distruzione della guerra e l'arte stessa in quanto creazione, sublimando un connubio difficle da ottenere.
La mostra ancora una volta lascia lo spettatore con un interrogativo, al quale l'artista risponde con l'ambiguità della maschera e della metafora attraverso i suoi simboli, che vengono in ultima analisi trasformati in verità universale.

Ayman Baalbaki è nato nel 1975 a Odeissè (Libano). Vive a lavora a Beirut.
Tra le mostre personali ricordiamo quelle tenute alla Rose Issa Projects a Londra (2009 e 2011), alla Agial Art Gallery a Beirut (2006 e 2008) ed appunto a Luce Gallery nel 2010.
Tra le mostre collettive, Vancouver Art Gallery, "Destination X" (2013), la Biennale di Venezia nel 2011, "The Future as a Promise" e nel 2013 "Glassstress"; Istitut du Monde Arabe, a Parigi (2012-2013), "25 ans de creativitè arabe"; Fondation Villa Empain Bruxelles (2012), "Contemporary Lebanese artists and designers"; Bluecoat Art Centre, Liverpool and Beirut Exhibition Centre, "Arabicity" (2011); The Farjam Collection at Dubai International Financial Centre, "Nujoom: Constellation of Arab Art" (2010).


English version


Luce Gallery is delighted to open the new exhibiting season with the second solo show at the gallery by Ayman Baalbaki.
At the distance of three years and a half the libanese artist continue the collaboration with the gallery exposing a new series of works either on big large format canvases then with an installation on single works made of acrylic on paper that totally recall the painting expressivity.
Hanoi / Hong Kong is the new episode of the representation of the force inside the artist' work. In a growth of expressionist brushstroke, dense an matheric but at the same time sure and quick, the artist call forth to a political interpretation that turns in emotional. The symbols of a past war, always present in artist' eyes, form the principal subjects of his work, where prevail the expectation and the positivity symbolized by flowers and bright colours.
Baalbaki breaks the conventional rules of the portrait denying to the viewer the complete vision of the subject covered by the kaffiyeh, but giving a glimpse to the hero's sight, propose a contrast between impenetrability and lecture, in a painting that sinks roots the inconographyc byzantine culture.
The physicality of the portraits break into different subjects with the same expressive power and also in the destroyed building, in a crescent vertigo of vertical lines, is denied to the spectator the complete vision of the interrupted building, where the artist rises his tower of Babel as a symbol of rebirth and of protest, in a work where the symbology of the choosen subjects express the artist identity that remains personal in his introspective expression.
In Baalbaki dominate the tradition, the nostalgia and the expectation in a renewed representation that preempt the cultural islamic revolution. The Al Mulatham, the Freedom Fighter, as defined by middle-eastern people, is the artist's hero, that in him waking sovereign how to cast out demons of war.
Baalbaki point out the contrast between the war destruction and art itself as creation, sublimating an union difficult to obtain.
The exhibition one more time let the viewer with a question, to which the artist answer with the ambiguity of the masks and the metaphors through his classic symbols, that at least are transformed in universal truth.

Ayman Baalbaki is born in 1975 in Odissè (Lebanon). He lives and works in Beirut.
The solo shows include Rose Issa Projects in London (2009 and 2011), Agial Art gallery in Beirut (2006 and 2008), like also Luce Gallery in 2010.
Selected group shows include Vancouver Art Gallery, "Destination X" (2013 currently on view), Venice Biennial 2011, "The Future as a promise" andVenice Biennial 2013 "Glassstress"; Istitut du Monde Arabe, in Paris "25 ans de creativitè Arabe" (2012-2013); Fondation Villa Empain Brussels, "Contemporary Lebanese artists and designers" (2012); Bluecoat Art Centre, Liverpool and Beirut exhibition Centre, "Arabicity" (2011); The Farjam Collection at Dubai International Financial Centre, "Nujoom: Constellation of Arab Art" (2010).