Ayesha Sultana – Blue Velvet

Roma - 24/10/2014 : 30/11/2014

I velluti di Ayesha Sultana presentano sempre alcune parole ricamante pazientemente a mano dall’artista. Non si tratta di versi o frammenti di una poesia, le sue parole sono più simili a lampi improvvisi che compaiono su una sorta di paesaggio familiare.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Valentina Bonomo è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra “Blue Velvet” dell’artista bengalese Ayesha Sultana, venerdì 24 ottobre 2014 in via del portico d’Ottavia 13 a Roma.

Reduce da una mostra presso la Galleria Experimenter di Calcutta e da una residenza presso la Delfina Foundation di Londra ottenuta quale vincitrice del Dhaka Art Summit Award 2014, Ayesha Sultana si presenta per la prima volta in Italia presso la Galleria Valentina Bonomo di Roma con una mostra intitolata “Blue Velvet” incentrata sui suoi “velluti” e su una serie di disegni


L’artista (nata a Jessore, in Bangladesh, nel 1984), si è formata a Lahore in Pakistan dove ha studiato con Rashid Rana e a Dhaka dove fa parte del gruppo di artisti riuniti sotto il nome di “Britto”.

I velluti di Ayesha Sultana presentano sempre alcune parole ricamante pazientemente a mano dall’artista. Non si tratta di versi o frammenti di una poesia, le sue parole sono più simili a lampi improvvisi che compaiono su una sorta di paesaggio familiare. L’uso di un materiale come il velluto avvolgente e morbido usato per abiti o per tendaggi crea una sorta di ambiente domestico nel quale ci troviamo a nostro agio. Ma la tranquillità dell’atmosfera è rotta da una realtà al tempo stesso evocata in termini generici ma definita in maniera tagliente dalle parole ricamate.

I disegni, nati durante un viaggio dell’artista in Campania, sono dedicati a Napoli o meglio a quei minuscoli dettagli della città che hanno incantato l’artista. Sono suggerimenti per leggere l’armonia delle piccole cose, la bellezza del particolare.

Due piccoli oli accompagnano la mostra, uno dei quali rappresenta una fontana di un palazzo romano.