Autofocus 7 – Francesca Arri / Giuliana Storino

Torino - 19/11/2015 : 09/01/2016

Al project space di VANNI a Torino saranno presentate le opere delle vincitrici di Autofocus 7, il concorso per giovani artisti promosso da VANNI occhiali, con il patrocinio del GAI, a cura di Olga Gambari.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO AUTOFOCUS VANNI OCCHIALI
  • Indirizzo: Piazza Carlo Emanuele II, 15/A, 10123 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 19/11/2015 - al 09/01/2016
  • Vernissage: 19/11/2015 Inaugurazione dalle ore 18 Performance alle ore 20
  • Autori: Giuliana Storino, Francesca Arri
  • Curatori: Olga Gambari
  • Generi: arte contemporanea, performance – happening, personale
  • Orari: da martedì a sabato ore 10-12.30 e 15.30-19

Comunicato stampa

Torino, 16 novembre 2015 – Al project space di VANNI a Torino il 19 novembre dalle ore 18 saranno presentate le opere delle vincitrici di Autofocus 7, il concorso per giovani artisti promosso da VANNI occhiali, con il patrocinio del GAI, a cura di Olga Gambari.

La selezione è il risultato di un’edizione particolarmente ricca di progetti internazionali, che testimoniano la crescita del concorso Autofocus, che per la settima volta ha chiamato a raccolta giovani artisti da tutta Europa



Nelle parole di Olga Gambari, che ha selezionato le candidature: “Gli artisti sono stati premiati per il valore della ricerca e la tensione alla sperimentazione espresse nei lavori e nei loro percorsi, così come per la corrispondenza tra parte concettuale e formalizzazione delle opere”.

Il momento clou del premio è programmato Giovedì 19 novembre dalle ore 18 con l’inaugurazione della personale di Giuliana Storino (premio per il progetto espositivo) e la presentazione della performance site specific di Francesca Arri, alle ore 20 in piazza Carlina presso l’area espositiva permanente del concorso Autofocus, annessa alla showroom del marchio VANNI.

Autofocus ha già presentato “un assaggio” dei lavori delle vincitrici e delle finaliste a “”The Others (5-8 novembre), la manifestazione torinese per l’arte emergente e di ricerca alle ex carceri Le Nuove.

Il premio per Giuliana Storino consiste nell’organizzazione della mostra personale, con relativo catalogo e un premio acquisto. Francesca Arri riceverà un contributo alla realizzazione della performance. Entrambe le artiste hanno partecipato con il sostegno del concorso all’edizione appena conclusa di The Others.



Project Space di VANNI
(presso la showroom Baricole)
Piazza Carlo Emanuele II, 15/A
Torino, tel. 011-836234

Inaugurazione dalle ore 18
Performance alle ore 20
www.vanniocchiali.com/arte



Giuliana Storino
Manduria (Ta), 1986, vive e lavora a Milano

Caduta libera

I lavori di Giuliana Storino si sviluppano su dicotomie, semplici ed efficaci, che rapprendono in maniera sintetica un profondo senso esistenziale, a livello concettuale così come materico, organico. Terra e acqua, staticità e movimento, vuoto e pieno, progetto e azione, volo e caduta, pensiero e materia, leggerezza e peso.
Questo risultato è frutto di un percorso di ricerca ed elaborazione attraverso cui l’artista ha sviluppato il pensiero e la pratica. E la resa estremamente raffinata e impalpabile del suo lavoro, letteralmente ‘fatto di terra’, ne è conferma.
Carte e tele presentano microcosmi di materia terrosa polverizzata, che si addensa e condensa in composizioni pittoriche e scultoree, traccia di vere e proprie azione performative.
Giuliana prende il terreno, lo setaccia e poi lo fa cadere su supporti dove nebulizza dell’acqua, in una sequenza di stratificazioni dove la sua energia fisica, così come la forza di gravità della caduta del materiale stesso e del particolato acqueo, assumono un ruolo attivo determinante. La materia è sottoposta a un processo alchemico di trasformazione circolare tra gli stati di materializzazione e di smaterializzazione. Poi fisica, chimica e altre condizioni contingenti fanno il resto, collaborando a realizzare il lavoro. Con una percentuale importante riconosciuta al ‘caso’, compresa, però, all’interno di una struttura progettuale perfettamente determinata a priori. Un processo creativo e generativo che assomiglia a un rito, di cui l’artista non è protagonista esclusivo, perché la vita, in forma di dettagli che si rivelano nel tempo dell’accadimento, entra in gioco. Opera viva quanto mai, quindi. E documento di memoria.


Francesca Arri
Asti, 1983, vive e lavora a Torino

Le guerre degli altri (Peacekeeping)
Performance con 25 attori

Le sue azioni sono energia pura e fisicità primitiva, violente e fragili al tempo. Artigliano e insieme chiedono protezione al pubblico che le osserva, per poi farlo diventarne parte.
Arri crea coreografie corali semplici e dirette, che attivano un immaginario scenografico soggettivo in ciascun osservatore. Ogni nuovo progetto nasce da laboratori condivisi come una comunità, in cui i performer si fondono uno nell’altro, nel respiro come nel gesto. Situazioni di grande impatto sensoriale ed emotivo, in cui il corpo, i corpi diventano altro, trasfigurano senza bisogno di artifici e accessori. Un’idea di performance che pone il movimento e l’espressività corporale come motori e protagonisti. Performance che si sviluppano a spirale, pian piano coinvolgendo spazio e spettatori, fino a essere unico corpo organico. Francesca Arri è una creatura multiforme quando performa, trattando con poesia e senza falsi pudori temi legati all’individuo e alla società. La relazione con l’altro, la madre, il corpo, il cibo, la famiglia, l’infanzia, la guerra…
In questa performance va in scena una guerra, scope come fucili, soffi di farina come spari. Sembra un gioco di bambini, in cui gli oggetti domestici diventano altro, per dar vita a un conflitto metaforico. I bambini vogliono fare i soldati, mentre i soldati sono come bambini, e il mondo, indifferente, da sempre sta a guardare: in scena l’insensatezza del genere umano, che ha nel suo codice genetico l’autodistruzione. Alla fine, di questo gran polverone, tra chili di farina gettata nell’aria e scope che da fucili sono ritornati utili strumenti di pulizia, nulla rimane. Tutto è di nuovo pulito e al suo posto, la memoria cancellata. Pronti al prossimo conflitto.