Aurora Paolillo – Oggetti sensibili

Torino - 18/11/2015 : 18/11/2015

In occasione dell’inaugurazione del suo studio, Aurora Paolillo presenta una serie di nuovi e vecchi lavori. Le opere sono tutte legate dallo stesso comune denominatore: la composizione.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione dell’inaugurazione del suo studio, Aurora Paolillo presenta una serie di nuovi e vecchi lavori. Le opere sono tutte legate dallo stesso comune denominatore: la composizione. Trovare il giusto equilibrio tra i colori, le forme e i materiali è per l’artista una sorta di quotidiana ossessione. Le sculture, composte da diversi “oggetti”, formano vere e proprie strutture isolate, racchiuse e immobili che silenziosamente osservano lo spettatore. Per l’artista riordinare gli oggetti nello spazio è il modo e, soprattutto, la necessità di ricollocare sé stessi nella realtà, lasciando aperta ogni possibile variazione e cambiamento rispetto all’assetto abituale delle cose

Opere scultoree, fotografiche e pittoriche si alternano nel tentativo di mostrare la materia viva delle cose che ci circondano. Protagonisti indiscussi dell’opening sono gli “oggetti sensibili” e la bellezza delle cose futili.


[...] Ma io vivo intensamente solo le sensazioni minime e di cose piccolissime. Forse mi accade a causa del mio amore per la futilità. O forse a causa della mia scrupolosa attenzione ai dettagli.
Ma credo piuttosto (non lo so, e queste sono cose che non analizzo mai) che dipenda dal fatto che le cose minime, non avendo assolutamente nessuna importanza sociale o pratica, possiedono, proprio per questa assenza, una indipendenza assoluta da laide contaminazioni con la realtà. Le cose minime mi sanno di irrealtà. L’inutile è bello perché è meno reale dell’utile, che continua e si propaga, mentre il meraviglioso futile, il glorioso infinitesimale rimane dov’è, non è altro che quello che è, vive libero e indipendente. L’inutile e il futile aprono nella nostra vita reale squarci di estetica umile. Quanti sogni e amorevoli delizie provoca nella mia anima l’insignificante esistenza di uno spillo infilato in un nastro! Triste colui che ignora l’importanza che questo può avere! [...] il mistero non traspare mai quanto nella contemplazione delle cose minuscole le quali, per la loro immobilità, gli sono perfettamente traslucide e si fermano per lasciarlo passare. [...]Contemplando un sassolino in mezzo alla strada, il quale, non suscitando in noi altra idea se non il fatto che esiste, può solo suscitare, di conseguenza, l’idea del mistero della sua esistenza. […] Mi occupo unicamente di me. Il mondo esterno è per me sempre mera sensazione. Non mi scordo mai che provo sensazioni”.
da Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa