Attilio Quintili – Campo di frammenti

Deruta - 27/01/2015 : 20/02/2015

Nel Giorno della Memoria, in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto, si auspica una riflessione sul perché di certi accadimenti e da quali presupposti si originano e si perpetuano. I frammenti esplosi di Quintili che reiterano sempre la stessa faccia navigano, in ombra, in un campo sospeso di luce. Portare in luce i frammenti attraverso la memoria significa prima di tutto conoscenza di se stessi e della propria capacità di apprendimento.

Informazioni

  • Luogo: FREEMOCCO'S HOUSE
  • Indirizzo: Via Vincioli 18 - Deruta - Umbria
  • Quando: dal 27/01/2015 - al 20/02/2015
  • Vernissage: 27/01/2015 ore 21
  • Autori: Attilio Quintili
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

A partire dal 27 gennaio 2015 l'Associazione D.E.L.O.S di Vicenza presenta un secondo appuntamento del progetto Opera delocalizzata per Latente>Diffusa, progetto volto alla sensibilizzazione della cittadinanza sul tema delle differenze e le violenze che la loro paura provoca nella collettività. Mai come quest'anno si sente infatti la necessità di riflettere sulle reazioni che la paura del diverso possono provocare. Stimolo alla riflessione è fornito dall'installazione CAMPO DI FRAMMENTI di Attilio Quintili, installazione che viene esposta per la prima volta in occasione della Giornata della Memoria 2015 all’interno della Loggia del Capitaniato di Vicenza

Il frammento è per sua natura rovinato, lacunoso, alterato ed è la base dalla quale l’artista ricostruisce l’opera diventando così fonte primaria di conoscenza.Ogni azione umana non può essere sostenuta e condotta senza memoria diventando essa stessa base di conoscenza. Nel Giorno della Memoria, in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto, si auspica una riflessione sul perché di certi accadimenti e da quali presupposti si originano e si perpetuano. I frammenti esplosi di Quintili che reiterano sempre la stessa faccia navigano, in ombra, in un campo sospeso di luce. Portare in luce i frammenti attraverso la memoria significa prima di tutto conoscenza di se stessi e della propria capacità di apprendimento, conoscenze che sono alla base di ogni funzione mentale dal ragionamento all’azione. Per portare luce alla memoria del fruitore dell’installazione è auspicabile dar vita ad un percorso di conoscenza consapevole prima di tutto di se stessi così che ciascuno possa condizionare la realtà di quanto si andrà in futuro a compiere. Nell’installazione le facce esplose in ceramiche diventano il simbolo archetipico di quanto accaduto inducendo lo spettatore ad un’introspezione essenziale per non dimenticare, per comprendere ma soprattutto per non dar vita all’ennesimo Olocausto.

Loggia del Capitaniato: il palazzo del Capitaniato, noto anche come loggia del Capitaniato o loggia Bernarda, è un palazzo di Andrea Palladio che si affaccia sulla centrale Piazza dei Signori a Vicenza, di fronte alla Basilica Palladiana, attualmente sede del consiglio comunale cittadino. Fu decorato da Lorenzo Rubini, e all'interno i dipinti sono di Giovanni Antonio Fasolo. Il palazzo fu progettato nel 1565 e costruito dal 1571 al 1572. Dal 1994 è, con le altre architetture di Palladio a Vicenza, nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

coordinamento dell’iniziativa Domenico Iaracà, Referente DELOS per Latente>Diffusa