Asta Arte moderna e contemporanea
Comunicato stampa
Capolavori del Novecento, rarità da collezione e protagonisti dell’arte contemporanea: l’asta autunnale di Arte Moderna e Contemporanea di Aste Bolaffi, in programma il 3 novembre 2026, riunisce una selezione di opere di particolare rilievo storico e artistico, con un percorso che spazia dalle avanguardie del primo Novecento alle più recenti espressioni della ricerca contemporanea.
Multipli ed edizioni e Opere uniche
La vendita è articolata nelle sezioni Multipli ed edizioni e Opere uniche. La prima riunisce rarità e testimonianze significative, dal portfolio Mythologie di Giorgio de Chirico e Jean Cocteau alle ceramiche di Picasso, fino a Salvo e Alighiero Boetti, con un nucleo dedicato alla fotografia che comprende opere di Matiz, Giacomelli, Fontana, Ghirri e Hofer.
Tra le opere uniche spicca una straordinaria tela di Vittorio Zecchin, appartenente al ciclo Le mille e una notte, realizzato nel 1914 per l’Hotel Terminus e considerato tra i capolavori del Liberty veneziano. Accanto a importanti testimonianze di Felice Casorati e dei Sei di Torino, la selezione comprende due Fiori di Filippo de Pisis, un dipinto di Mario Tozzi del 1925 e un grande Ennio Morlotti proveniente dalla celebre mostra londinese alla Galleria Marlborough.
Da secondo Novecento al contemporaneo torinese
Il secondo Novecento è rappresentato da protagonisti quali Guttuso, Arman, Boetti e Pistoletto. Tra i lotti di maggior rilievo figurano Superficie bianca di Enrico Castellani, del 2005, e Senza titolo di Mario Schifano, del 1979-80. Vertice della sessione è Pianista di Michelangelo Pistoletto, opera unica del 1962-2002 in serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, proposta con una stima di € 600.000-800.000. Di particolare interesse anche Mur 807 di Reynaud, importante assemblaggio del 1967.
Ampio spazio è riservato alla scultura, dal marmo nero di Agustín Cárdenas all’installazione sonora Catastrofe di Piero Gilardi, fino al raro bronzo San Giorgio e il drago di Salvo. A chiudere idealmente il percorso è La Zingara (La buona fortuna) di Arturo Martini, monumentale scultura in grès presentata alla II Quadriennale di Roma del 1935. Dei sei esemplari previsti, soltanto tre sono oggi conosciuti. La provenienza dalla collezione di Domenico Caraceni, che acquistò l’opera direttamente dall’artista nel 1947, ne accresce ulteriormente il rilievo storico e collezionistico.
La sessione si conclude con uno sguardo al contemporaneo torinese, attraverso opere di artisti delle generazioni più recenti, tra cui il grande dittico La variabilità del peso delle cose di Guglielmo Castelli.