Arte pubblica e paesaggio

Milano - 02/11/2015 : 02/11/2015

La conferenza prende spunto dal volume di Alessandra Pioselli "L'arte nello spazio urbano. L'esperienza italiana dal 1968 a oggi" edito da Johan & Levi.

Informazioni

Comunicato stampa

Lunedì 2 novembre ore 18.15

Johan & Levi partecipa alla conferenza organizzata dal FAI - Fondo Ambiente Italiano

"Arte pubblica e paesaggio"
Le funzioni dell'opera in rapporto al sito

Intervengono Alessandra Pioselli e Claudia Losi

Villa Necchi Campigli
via Mozart 12, Milano

Ingresso libero


La conferenza prende spunto dal volume di Alessandra Pioselli
"L'arte nello spazio urbano

L'esperienza italiana dal 1968 a oggi"
edito da Johan & Levi





Arte pubblica: termine che evoca esperienze molto diverse fra loro, dalle operazioni politiche ad altre più ludiche, progetti di trasformazione effimera di luoghi e paesaggi, azioni partecipa­tive, piccoli gesti quotidiani portati all’aperto, forme di esplorazione attiva dei territori. Ma qual è stata la via italiana a questa pratica arti­stica? Gli artisti hanno seguito molteplici stra­de reinventando il rapporto con lo spazio e con il pubblico all’interno della dimensione urbana.

Alessandra Pioselli sceglie come punto di par­tenza il 1968, con il suo peculiare bagaglio critico ed espressivo, e lo colloca sullo sfondo delle vicende politiche ed economiche italiane. Gli artisti escono nella città, contestano, iro­nizzano, si calano nel sociale e si fanno voce di un’incalzante energia collettiva. Dai temi del­la lotta per la casa e per il lavoro discende una mappatura fatta di luoghi forse periferici ma nevralgici, di azioni militanti e di riletture “al­tre” del concetto di bene culturale. Lungo gli anni settanta, poi, il ruolo di animatori quali Enrico Crispolti, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra e altri fa da contrappunto a quello di gruppi come il Collettivo Autonomo di Porta Ticinese o il Laboratorio di Comunicazione Militante a Milano, che declinano in chiave non autoriale il tema della protesta e della militanza: la scul­tura ambientale si diffonde con una rinnovata funzione civica.

Tramontata la stagione della partecipazione popolare, con gli anni ottanta il fronte si fran­tuma e si differenzia: nascono i parchi arti­stici, si diffondono le esperienze di lavoro nei contesti più problematici e delicati, le ricerche sul territorio fanno i conti con la memoria col­lettiva in modo sempre più emozionale e sog­gettivo. I gesti, i segni e le relazioni assumono un valore simbolico, semantico: se Maria Lai, nella sua Sardegna, propone azioni collettive di poetica incisività, Maurizio Cattelan gio­ca con intelligente provocazione a mostrare le contraddizioni di una società multiculturale sempre più complessa. Nuove committenze e nuovi interlocutori, sullo sfondo di una città gentrificata che stenta a riconoscersi come co­munità, suggeriscono oggi una rilettura criti­ca del concetto di partecipazione: vero protago­nista di questo volume.

Alessandra Pioselli è critico, curatore d’arte contemporanea e direttore dal 2010 dell’Acca­demia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. È docente di Storia dell’arte contemporanea presso la stessa Accademia e di Arte pubblica presso il Master in economia e management dell’arte e dei beni culturali del Sole24Ore (Milano). Collabora con la rivista Artforum (New York).