Arte Cinetica

Brescia - 23/05/2014 : 08/06/2014

La mostra presenta 24 importanti opere di arte cinetica e programmata provenienti da collezioni private bresciane. L'obiettivo e' di fornire al visitatore gli strumenti utili a riconoscere il pensiero generativo di questa tendenza.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DI SANTA GIULIA
  • Indirizzo: Via Musei 81/b - Brescia - Lombardia
  • Quando: dal 23/05/2014 - al 08/06/2014
  • Vernissage: 23/05/2014 ore 17,30
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal 1 ottobre al 15 giugno da martedì a domenica ore 9.30-17.30 (chiusura biglietteria ore 16.30) Il museo rimane chiuso nelle giornate del 24, 25 e 31 dicembre. 1 gennaio apertura dalle 12.00 alle 17.30 dal 16 giugno al 30 settembre da martedì a domenica ore 10.30-19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00) mercoledì ingresso con visita tematica con partenza alle 19.00 e alle 20.30 Chiuso tutti i lunedì non festivi.
  • Biglietti: € 10,00 Intero € 7,50 Ridotto (gruppi da 10 a 30 persone e convenzioni - clicca qui per verificare l'elenco delle convenzioni attive) € 5,50* Ridotto (dai 14 ai 18 anni; sopra i 65 anni; studenti universitari e delle accademie) € 3,00 Ridotto (classi di min.15 alunni e gruppi di min.10 studenti universitari) € 4,50 Scuole con didattica € 4,50 Gratuito (Desiderio Card; soci ICOM) L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto del Museo di Santa Giulia.

Comunicato stampa

Gli artisti presenti in mostra sono Marina Apollonio, Mario Ballocco, Alberto Biasi, Hartmut Böhm, Ennio L. Chiggio, Toni Costa, Franco Costalonga, Carlos Cruz-Diez, Dadamaino, Hugo Demarco, Lucia Di Luciano, Horacio García Rossi, Hans Jörg Glattfelder, Julio Le Parc, Marcello Morandini, Giovanni Pizzo, Francisco Sobrino, Ludwig Wilding.

La mostra nasce nell’ambito dei corsi e laboratori di storia dell’arte contemporanea del percorso formativo in Ideazione e produzione per l’organizzazione artistica del corso di laurea S.t.ar.s

(Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia:

- il Laboratorio di organizzazione di eventi espositivi, tenuto da Fabio Paris, che si è occupato, con i suoi allievi, dell’organizzazione, dell’allestimento, della grafica, della comunicazione e del catalogo della mostra;
- il corso di Istituzioni di storia dell’arte contemporanea, tenuto dal prof. Paolo Bolpagni, che, oltre a dedicare alcune lezioni di approfondimento monografico al tema dell’arte cinetica, oggetto della mostra, si è occupato della selezione delle opere da esporre, della supervisione dei testi introduttivi e dei rapporti istituzionali;
- il Laboratorio di scrittura critica, tenuto dal dott. Kevin McManus, che ha coordinato il lavoro di schedatura delle opere esposte da parte di alcuni allievi ed ex allievi;
- il corso di Storia dell’arte contemporanea, tenuto dalla prof.ssa Elena Di Raddo, che è stata la referente complessiva nello sviluppo del progetto.

Quindi “Arte cinetica” è, di fatto, una mostra-saggio finale, attraverso cui gli studenti dello S.t.ar.s. dell’Università Cattolica hanno affrontato direttamente la creazione di un evento espositivo di alto livello, in una prospettiva professionalizzante e altamente formativa, che li ha immersi nel lavoro preparatorio inerente all’organizzazione della mostra: dallo studio del percorso espositivo, alla schedatura delle opere, all’allestimento, alla promozione attraverso i media.

Il tutto è stato reso possibile anche grazie a un accordo stipulato tra l’Università Cattolica, il Comune di Brescia e la Fondazione BresciaMusei, che ha messo a disposizione gli spazi espositivi della Sala dell’affresco nel Museo di Santa Giulia. È, questa, un’importante “prima volta", l’avvio di un percorso di collaborazione finalizzato alla formazione e alla conoscenza.

La mostra presenta ventiquattro importanti opere di arte cinetica e programmata provenienti da collezioni private bresciane (tra cui la raccolta Prestini). L’obiettivo è di fornire al visitatore gli strumenti utili a riconoscere il pensiero generativo di questa tendenza, sviluppatasi soprattutto negli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
Al centro dell’attenzione, in queste opere, è lo studio della percezione visiva e della resa in termini pittorici e plastici del movimento, della luce e dei fenomeni ottici.

Il linguaggio impiegato dagli artisti è di matrice astrattista, ma va oltre le mere istanze compositive e formalistiche. L’intento è di puntare al coinvolgimento dello spettatore non sul piano emozionale, ma su quello percettivo e psicologico, e quindi di:

- stimolare i fenomeni della visione;
- studiarne l’instabilità e la mutevolezza;
- sperimentare le facoltà cinetiche dell’opera, sia dal punto di visto virtuale, sia meccanico;
- “programmare” il risultato estetico, individuando un metodo di “costruzione” dell’immagine rigoroso e oggettivo.

Una novità, nell’allestimento, è l’audioguida sotto forma di applicazione, scaricabile gratuitamente e funzionante tramite telefoni cellulari e tablet. Presso la biglietteria del museo saranno consegnate ai visitatori le indicazioni per l’utilizzo dell’applicazione. Ogni opera esposta avrà accanto una TAG, collegata a una scheda esplicativa, alla quale sarà possibile accedere per ascoltare la spiegazione e il commento dell’opera stessa.

La mostra è realizzata con il contributo degli allievi del Laboratorio di organizzazione di eventi espositivi (Marta Arizzi, Maria Giovanna Barbaglia, Lara Bessi, Letizia Bonomi, Marta Cavalieri, Chiara Chiarelli, Giuditta Colombi, Davide Fogassi, Silvia Frugoni, Luca Gabbriellini, Giorgia Ghiretti, Lorenzo Guajana, Marisa Paderni, Enrico Ratti, Chiara Rigolli, Linda Rocco, Camilla Sartori, Maria Serena Seghezzi, Diego Taetti, Chiara Turati, Alessandra Van Zwam, Giulia Vitali) e di allievi ed ex allievi del Laboratorio di scrittura critica, che hanno contribuito alla schedatura delle opere (Silvia Andrini, Celeste Baracchi, Ilaria Bosetti, Chiara Chiarelli, Elena Facchetti, Maria Gaburri, Cinzia Guida, Giovanni Lamera, Chiara Rigolli, Camilla Sartori). Le traduzione delle schede in inglese sono a cura di Lucas Padovani.

Con il contributo di TRAVEL SIA