Art Mob

Reggio Emilia - 12/07/2013 : 12/07/2013

Un "art mob", formula espositiva estemporanea, che si propone di mettere a contatto chi crea arte, e cultura in generale, con tutti coloro che ne vogliono godere non solo come semplici spettatori, ma anche come curiosi esploratori dei mondi e degli spiriti che ispirano e muovono gli artefici nel dare vita alle loro opere.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO ICARUS
  • Indirizzo: via IV novembre, 9 - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 12/07/2013 - al 12/07/2013
  • Vernissage: 12/07/2013 ore 19
  • Curatori: Mariaelena Raimondo
  • Generi: performance – happening

Comunicato stampa

Venerdì 12 luglio 2013 dalle ore 19 (fino alle 23.30) presso lo spazio Icarus di via IV novembre 9 a Reggio Emilia, si svolgerà un "art mob", forumla espositiva estemporanea, che si propone di mettere a contatto chi crea arte, e cultura in generale, con tutti coloro che ne vogliono godere non solo come semplici spettatori, ma anche come curiosi esploratori dei mondi e degli spiriti che ispirano e muovono gli artefici nel dare vita alle loro opere

Partecipano gli artisti: Amaro, Mauro Barbieri, Giorgio Bernucci, Annalisa Bondioli, Claudia Carpenito, Paride Cevolani, Andrea Chiesi, Cuoghi Corsello, Simone Fazio, Simone Ferrarini, Pier Lanzillotta, Angela Maltoni, Paolo Mattioli, Giovanni Monti, Rita Minelli, Silva Nironi, Luigi Olivero, Manuel Portioli + Bee Live, Mattia Scappini, Emanuele Sferruzza; l’evento è curato da Fulvio Chimento e Mariaelena Raimondo.

Il pubblico avrà la possibilità di confrontarsi direttamente con chi espone i propri lavori, interagendo e conversando in modo rilassato e complice, molto diverso dalla consueta distanza, o addirittura soggezione, che a volte, magari involontariamente, si crea in situazioni più istituzionali.
Per l'occasione saranno molte diverse energie e individualità a occupare la scena, moltiplicando quindi gli stimoli e il possibile interesse dei fruitori.
Lo spunto è stato fornito dalla location molto particolare, una grande sala adibita a show room aziendale in tempi passati, e quindi attrezzata con numerosissime mensole destinate all'epoca all'esposizione di prodotti e materiali.
Immediato il rimando al raccontino di Dino Buzzati, metafora delle aspettative esistenziali puntualmente deluse dal carico di pesantezza e disillusione che la vita continuamente oppone all'entusiasmo della fantasia.
Ma appunto in contrasto con la crescente volgarità e banalità che assale l'animo umano, invadendo anche gli spazi tenuti in serbo per le cose più preziose, l'arte, come veicolo di verità e bellezza, può essere rimedio e irriducibile speranza nel meglio.
Così le tante mensole vuote e abbandonate saranno affidate all'estro di artisti che ne faranno il teatrino magico, la piccola wunderkammer, del proprio immaginifico universo, offrendo ai visitatori una molteplice e variegata "meraviglia".
Che poi potrà essere anche narrata dalla viva voce di chi ne viene quotidianamente illuminato nel proprio percorso creativo, in una condivisione "orizzontale" che sicuramente lascerà qualcosa di profondo in entrambe le parti del dialogo, sia in chi scopre, che in chi rivela.
LE MENSOLE di Dino Buzzati
Ho la passione delle mensole, ne possiedo una grande quantità, la mia casa ne è piena. Una mensola per la mamma, bella, comoda, signorile, con le sue frange, le sue filettature d'oro, abbastanza spaziosa, bella, insomma. Una piccola ma straordinariamente elegante per lei, posso dire anzi che di tutte mi piace di più! L'ho anche messa nel posto migliore: ci batte il sole, quando c'è. Una grande, solida, di ottimo legno, per i cari amici. Una per i cagnolini raminghi. Una per sua eminenza il cardinale, se mai venisse, molto seria, nello stile adatto, con angeli e immagini di santi. Una per Sua Maestà l'Imperatore, è doveroso pensare anche a lui; logicamente è la più sontuosa, con filigrane d'oro, volute in stile barocco, la corona e un magnifico baldacchino di seta rossa sospeso sopra. Ce ne sono tante altre, naturalmente, ho pensato a tutti. Ma chi le adopera? Vi si appolaiano come civette quelli del Comitato di vigilanza, il ragionier Todeschini, il dott. Gatti, il vice ispettore del Gas, signor Cinque, il signor maggiore Lunardi del Commissariato. Tutta gente così. (L'Imperatore non viene. Sua Maestà, per meglio dire, e neppure sua eminenza). Hanno culi larghi e pesanti, le delicate mensole di palissandro scricchiolano sotto la tremenda pressione. Anche quella destinata a lei è stata occupata da un gruppetto di assicuratori; vi si agitano discutendo delle partite di calcio, i piedi penzoloni. Ogni tanto qualcuno, per avere troppo bevuto, vomita, imbrattando il tappeto di sotto. Io non ho il coraggio di cacciarli, non l'avrò mai. Loro dicono: “ Tanto non sarebbe venuto nessuno. Che gusto lasciarle inutilizzate? Meglio che le godiamo noi”. E ci piantano sopra i loro culi maledetti. Ma se il cardinale per caso arrivasse? Penso io. Se a Sua Maestà venisse il capriccio all'improvviso?