Aroldo Bellini Scultore

Perugia - 14/07/2016 : 09/10/2016

La mostra rende omaggio ad uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento.

Informazioni

Comunicato stampa


“Aroldo Bellini Scultore - gessi, bronzi, disegni, medaglie
della collezione dell'Accademia di Belle Arti di Perugia”

La mostra, che rende omaggio ad uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento, sarà inaugurata il 14 luglio e resterà aperta fino al 9 ottobre 2016
Un bronzo anche nel Museo civico di Palazzo della Penna


COMUNICATO STAMPA

Perugia, 12 luglio 2016 – Con trentaquattro opere scultoree, di cui venti gessi, nove bronzi, tre cere, una in terracotta e una in marmo, una ventina di disegni, foto storiche e medaglie, la mostra dedicata all'artista Aroldo Bellini è pronta al taglio del nastro. Allestita nel Museo dell'Accademia di Belle Arti di Perugia, con un bronzo, dei nove, che farà da richiamo nell'ingresso del Museo civico di Palazzo della Penna, rappresenta un omaggio ad uno dei concittadini più illustri, a lungo dimenticato. L'esposizione, arrichita di una monografia, ripercorre i vari passaggi formativi dell’artista in quasi cinquant’anni di attività, e restituisce allo scultore la giusta posizione all’interno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento. La mostra sarà inaugurata giovedì 14 luglio, alle 18, presso il Museo dell'Accademia, alla presenza del presidente della Fondazione, Mario Rampini, dell'assessore alla Cultura, Teresa Severini, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Giampiero Bianconi, del Conservatore dei beni dell'Accademia, Giovanni Manuali, e della curatrice della monografia, Barbara Tosti. L'esposizione rimarrà aperta fino al 9 ottobre, tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Il progetto portato avanti dall'Accademia, grazie al sostegno della locale Fondazione Cassa di Risparmio e al contributo del Comune, testimonia ancora una volta la chiara volontà, da parte dell’antica istituzione, di valorizzare il proprio patrimonio storico-artistico, in questo caso un generoso lascito della moglie dello scultore, Laura Brauzzi.
Bellini (Perugia 1902 - Roma 1982) si formò artisticamente presso l'Accademia per poi dirigersi verso quel successo e quel riconoscimento più ampio che lo porteranno a lavorare nella Capitale durante gli anni del Ventennio, approdando definitivamente a posizioni novecentiste e classiciste nella decorazione scultorea dello Stadio dei Marmi al Foro Italico (sue le 23 statue), finché, abbandonato lo scenario di regime, tornerà in Umbria dedicandosi a lavori di piccole dimensioni, legati a temi individuali, di gusto antico con una sorta di malinconica introspezione.
Della sua attività, in città restano il monumento ai caduti e i bassorilievi in sant’Ercolano del 1924 e la statuetta votiva raffigurante la Vergine con il Bambino del 1927 collocata nella facciata del Duomo. Nei dintorni di Perugia la cappella cimiteriale per la famiglia Milletti dove si conserva una maestosa Pietà di marmo successiva alla partecipazione al concorso nazionale indetto a Firenze nel 1923 per la realizzazione del Monumento alla Madre italiana in Santa Croce dedicata ai caduti della grande guerra, dove Bellini fu scelto fra i primi sei (vincitore Libero Andreotti).


Biografia sintetica
Aroldo Bellini (Perugia 1902 – Roma 1982)
Aroldo Bellini, studente dell’Accademia di Belle Arti di Perugia dove si diplomò in scultura nel 1924 (scuola di scultura con Giuseppe Frenguelli, scuola di architettura con Ugo Tarchi), appena diciottenne espone alla Mostra d’Arte Moderna Umbra del 1920 ottenendo il riconoscimento di Dottori che dalle pagine del periodico d’arte “La Griffa!” ne esalta la precoce qualità artistica. A questo primo periodo risalgono il busto del tenore Ferroni al Teatro Morlacchi, la lapide commemorativa della marcia su Roma all’Hotel Brufani, la decorazione in bassorilievo dei tre archi, il David in bronzo per l’atrio delle Palazzo delle Poste (opere andate perdute), i bozzetti per il Monumento ai Caduti (poi non realizzato) prospiciente la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi ed il Ritratto della Signora Lilli.
Dell’attività giovanile di Bellini in città restano il monumento ai caduti e i bassorilievi in sant’Ercolano del 1924 e la statuetta votiva raffigurante la Vergine con il Bambino del 1927 collocata nella facciata del Duomo. Nei dintorni di Perugia la cappella cimiteriale per la famiglia Milletti dove si conserva una maestosa Pietà di marmo successiva alla partecipazione al concorso nazionale indetto a Firenze nel 1923 per la realizzazione del Monumento alla Madre italiana in Santa Croce dedicata ai caduti della grande guerra, dove Bellini fu scelto fra i primi sei (vincitore Libero Andreotti).
Nei primi anni Venti è documentata la partecipazione di Bellini alla grande fabbrica del monumentale Altare della Patria dove, a bottega da Angelo Zanelli, partecipa ai lavori per la realizzazione degli altorilievi e conosce Publio Morbiducci (l’incontro fu l’inizio di una lunga amicizia, i due lavorarono insieme al Foro Italico, all’Eur, per l’Esposizione Internazionale di New York del 1939).
A partire dal 1929 fino al 1936 (con la partecipazione al concorso per la decorazione scultorea del Foro Italico con il bozzetto inerente la provincia di Perugia) il suo lavoro sarà da considerarsi in relazione all’intero complesso architettonico e scultoreo del Foro Italico per cui realizzerà 23 statue, fino al progetto per la grandiosa opera monumentale “Statua all’Italia fascista”, un’impresa colossale di ben 86 metri.
Partecipa altresì a varie mostre promosse dal regime (Mostra Autarchica del Minerale italiano, Mostra del Dopolavoro, Mostra dell’ONB, padiglione italiano alla Esposizione Universale di New York). Nel 1939 partecipa alla terza Quadriennale di Roma con due bronzi (La Buona terra e il Tuffatore). Per la decorazione del Palazzo della Civiltà Italiana, consistente in ventotto statue al piano terra, Bellini esegue una statua dal titolo L’Ordine Sociale e il bozzetto per i Dioscuri (poi realizzati da Morbiducci). Nel 1940 torna a Perugia e realizza la tomba monumentale della moglie dell’amico perugino Mario Spagnoli, Eugenia, scomparsa prematuramente.
Dopo l’intensa attività del dopoguerra con la serie di bronzetti di soggetto esistenziale, i lavori sacri per la Sardegna (1959) e i monumenti in Cile (1958), nel 1979 Bellini allestisce una mostra antologica a Roma all’Accademia di san Luca a cura di Fausto Bergonzi. Nel 1965 è nominato “Accademico nazionale di San Luca” e, dal 1966 al 1974, è membro del consiglio direttivo della “Scuola d’arte della medaglia”.
Ultimamente, numerose sue opere sono state inserite nella grande mostra Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre, a cura di Fernando Mazzocca, tenutasi a Forlì, Musei di San Domenico, dal febbraio al giugno del 2013, pubblicate nel catalogo di Silvana editoriale.