Arnaldo Vignali – Sincretismi

Modena - 11/05/2019 : 02/06/2019

L'esposizione presenta una nuova serie di dipinti inediti realizzati a tempera su diversi supporti che si collegano al tema della memoria e del ricordo.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ARTEKYP
  • Indirizzo: Via Torre 65 - Modena - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 11/05/2019 - al 02/06/2019
  • Vernissage: 11/05/2019 ore 18,30
  • Autori: Arnaldo Vignali
  • Curatori: Francesca Baboni, Stefano Taddei
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: aperto tutti i giorni mattina 10-13 pomeriggio 16-19.30

Comunicato stampa

Si inaugura sabato 11 maggio alle ore 18.30 presso la galleria Artekyp Open Studio di Modena una mostra personale di Arnaldo Vignali, dal titolo “Sincretismi”, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei. L'esposizione presenta una nuova serie di dipinti inediti realizzati a tempera su diversi supporti che si collegano al tema della memoria e del ricordo.
“La memoria fagocita perennemente un vissuto prestabilito

Ponendosi come un viatico abusato e rimasticato dalla storia dell'arte, la questione mnemonica nelle opere di Arnaldo Vignali trova una nuova ed inedita connotazione, che gioca attraverso un caos intellettivo che serve a ricostruire un'apparente ordine. Non tanto per il punto di partenza, le fotografie da cui l'artista prende soltanto spunto senza arrivare all'imitazione delle stesse, bensì con la trasformazione del medium fotografico in altro, che comprende collegamenti letterari, musicali, antropologici e sociali.” (Francesca Baboni)
“Attraverso una ricerca pittorica peculiare si aggrappa a tale vissuto e ci trasporta nel suo mondo personale/poetico ma con un rimando verso il collettivo. Tramite una fede nella conoscenza dell’uomo infatti passa ogni possibilità collettiva di sviluppo. In congiunture in cui il sociale sta perdendo colpi perché si stanno sfrondando le differenze di censo c’è bisogno di trovare codici che possano assecondare un lascito verso il prossimo – non massificante - il più possibile ecumenico. Questo senza soggiacere alla datacrazia imperante o ad una società dove reale e finzione si compenetrano copiosamente. Tale testimonianza diventa però estremamente complicata in una società d’immagini sempre più provocatamente vuote e dove l’emotività puzza sempre più di artificiale.” (Stefano Taddei)
Catalogo in mostra coi testi dei curatori.