Antonio Roberto Sebastian Matta Echaurren – Les oh! Tomobiles

Roma - 30/05/2012 : 06/07/2012

In mostra saranno presentate alcune grafiche che il noto artista cileno realizzò in occasione dell’ illustrazione di un testo inedito di Josè Pierre.

Informazioni

  • Luogo: CASINA GIUSTINIANI - L.I.ART
  • Indirizzo: Viale David Lubin 4 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 30/05/2012 - al 06/07/2012
  • Vernissage: 30/05/2012 ore 18.30
  • Autori: Roberto Sebastian Matta
  • Generi: arte contemporanea, personale, disegno e grafica
  • Orari: Lun - Ven dalle 16 alle 19 - La mattina su appuntamento - Sabato e Domenica chiuso
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: archivioafro@virgilio.it

Comunicato stampa

In mostra saranno presentate alcune grafiche che il noto artista cileno realizzò in occasione dell’ illustrazione di un testo inedito di Josè Pierre. L’edizione affidata all’editore George Visat fu pubblicata per la prima volta a Parigi nel 1972. In quel periodo l’artista aveva già virato l'automatismo delle sue origini surrealiste in una versione più controllata e aderente alle forme della realtà, giungendo ad una sorta di "realismo aperto", come lo ha definito Alain Jouffroy, da cui emergono quelle peculiarità che non abbandonerà più

Si tratta di una figurazione che trova nella lieve deformazione, nell’evidente ironia la chiave per tradurre quel mondo fantastico che per Matta è più vero della realtà tangibile che lo circonda.
Giunto a Parigi negli anni ’30 aveva aderito al Surrealismo con cui condivideva l’idea di pittura come strumento primario d’espressione e quindi di libertà, nelle sue tele scenari fantascientifici si caricano di figure bio-maccanomorfe e lasciano trapelare la sensazione di grande energia sprigionata da gesti liberi da qualsiasi condizionamento razionale e aperti al sogno e all’inconscio. Emigrato negli Stati Uniti allo scoppio della seconda guerra mondiale era stato fra il gruppo di coloro che avevano fortemente influenzato la successiva generazione artistica americana , in particolare la corrente dell’Espressionismo Astratto.
L’evento, promosso dall’Associazione L.. I. Art grazie all’ormai consolidata collaborazione con la Fondazione Archivio Afro e con il sostegno della Scaletta, ruoterà attorno alla tematica dell’automobile, che nelle grafiche in mostra è declinata in chiave ironica e giocosa. Si tratta probabilmente di un soggetto da cui Matta appare particolarmente attratto, in questi stessi anni infatti nasce il progetto a quattro mani, realizzato con il pittore e scultore Bruno Elisei, Autoapocalipse; una casa edificata riciclando vecchie automobili il cui intento è una chiara provocazione al consumismo.

Cenni biografici (Santiago del Cile, 1911 – Civitavecchia, 23 novembre 2002)
Nasce a Santiago del Cile nel 1911. Dopo aver ottenuto la laurea in architettura nel 1933, si trasferisce a Parigi dove comincia a lavorare presso lo studio di Le Corbusier. Nel 1937, tappa fondamentale nella sua evoluzione artistica,: conosce Pablo Picasso, del quale segue la preparazione di Guernica, e Salvator Dalì che lo introduce nell’ambiente surrealista. Nel 1938 Matta partecipa alla “Exposition Universale du Surrealisme” e l’anno successivo aderisce a pieno al movimento. Nascono le Morfologie psicologiche da lui in seguito denominate Inscape, oli che rappresentano figure misteriose ed enigmatiche scaturite dal flusso inconscio dell’”automatismo psichico”. Allo scoppio della seconda guerra mondiale si trasferisce a New York dove frequenta i surrealisti e i dadaisti emigrati in massa ed esercita una forte influenza sui giovani artisti statunitensi. Nel ’42 partecipa alla mostra “Artist in exile” organizzata alla Pierre Matisse Gallery. Del 1948 è la sua partecipazione alla Biennale di Venezia e il trasferimento in Europa. L’opera dell’artista, muta e si sviluppa attorno ai temi dell’incomunicabilità e dell’angoscia per poi giungere alla polemica politica e alla critica sociale. Gli anni ’50 registrano la sua presenza assidua in mostre collettive, personali e grandi manifestazioni di arte contemporanea, importante nel 1958 è la partecipazione alla decorazione del Palazzo dell’Unesco a Parigi. In Cile fa ritorno soltanto quando Salvador Allende vince le elezioni ma dopo il golpe di Pinochet, decide di diventare cittadino francese, nonostante trascorra lunghi periodi in Italia dove ha uno studio a Tarquinia, e dove muore il 23 novembre 2002.