Antonio Riello – Libricida

Torino - 23/04/2015 : 29/05/2015

La distruzione di libri e biblioteche attraverso il fuoco ha una storia lunga e tragica e un proprio nome tecnico e specifico, "Biblioclasmo", ma in questo caso è stato preferito dall'artista il termine "libricidio" che si rifà al lessico giuridico ed alla morbosa cronaca nera.

Informazioni

  • Luogo: PAOLO TONIN - ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via San Tommaso 6 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 23/04/2015 - al 29/05/2015
  • Vernissage: 23/04/2015 ore 19
  • Autori: Antonio Riello
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10,30 /13 - 14,30 /19 da lunedì a venerdì, sabato su appuntamento

Comunicato stampa

In mostra una sessantina di opere di Antonio Riello appartenenti al progetto itinerante ASHES TO ASHES.
Questo progetto, aperto ed in crescita, è iniziato nel 2009 a NewCastle, ed è stato poi in mostra a Londra, New York (Museum of Art & Design), Atene, Venezia (Biennale 2011, Progetto Glasstress), Merano, Ginevra.
Il progetto ASHES TO ASHES di Antonio Riello è sostanzialmente un estremo omaggio ad una delle grandi passioni della vita dell’artista: i libri


Una espressione ambivalente (per non dire ambigua...come del resto da sempre è la sua cifra artistica sempre in bilico tra serio e faceto, cultura e barbarie, dramma e ironia) del suo amore e della sua dipendenza dal libro stampato.
Dopo aver selezionato alcuni libri della sua biblioteca personale (il criterio di scelta è abbastanza arbitrario, come quello di un despota orientale, e avviene con una tempistica altrettanto non prevedibile, si tratta sempre comunque di libri che sono stati letti dall’artista e che hanno lasciato un segno nella sua formazione) egli li distrugge ritualmente con il fuoco e ne raccoglie con attenzione e devozione le ceneri per porle all’interno di speciali reliquiari in vetro soffiato, disegnati e realizzati appositamente dall’artista stesso. Ogni reliquario è unico e specifico per ogni libro e ne riporta diligentemente Titolo, autore, data e luogo di prima pubblicazione e di distruzione. La forma del reliquario, in genere una sorta di calice, è in relazione alle sensazioni (anche e soprattutto inconsce) che il libro ha suscitato nell'artista. Non vi è dunque alcuna relazione diretta e letterale tra le forma del calice e il contenuto del libro, ma esiste invece piuttosto una relazione tra le memorie personalissime e privatissime dell'artista e il libro in questione. Prima di procedere alla distruzione fisica, l' "anima" del libro per così dire, viene estratta con uno scanner e salvata digitalmente.
Con un gesto di vera e propria “crudeltà culturale” (che è anche una sorta di autolesionismo talvolta doloroso e quasi masochistico) dunque il libro diventa “virtuale”, ovvero illeggibile, ma nel contempo anche consegnato all’eternità in forma di sacra reliquia, oltre che di opera d'arte.
La distruzione di libri e biblioteche attraverso il fuoco ha una storia lunga e tragica e un proprio nome tecnico e specifico, "Biblioclasmo", ma in questo caso è stato preferito dall'artista il termine "libricidio" che si rifà al lessico giuridico ed alla morbosa cronaca nera.