Antonio Del Donno – Vangeli e Sculture
La mostra presenta una selezione di 20 opere che attraversano oltre trent’anni di produzione dell’artista, dagli anni Settanta ai primi Duemila, offrendo una lettura intensa e coerente della sua ricerca sul rapporto tra parola, segno e identità contemporanea.
Comunicato stampa
L’Aquila si prepara ad accogliere Vangeli e Sculture, una mostra dedicata ad Antonio Del Donno (Benevento, 1927–2020), tra le figure più rilevanti dell’arte contemporanea italiana del Novecento. L’esposizione, ospitata negli spazi di Palazzo Ciccozzi, si inserisce nel programma ufficiale delle celebrazioni per L’Aquila – Città della Cultura 2026 e sarà visitabile dal 9 al 28 febbraio 2026.
La mostra presenta una selezione di 20 opere che attraversano oltre trent’anni di produzione dell’artista, dagli anni Settanta ai primi Duemila, offrendo una lettura intensa e coerente della sua ricerca sul rapporto tra parola, segno e identità contemporanea. Un percorso che mette in dialogo pittura, materia e scrittura, elementi centrali nella poetica di Del Donno.
Il percorso artistico
Nato a Benevento il 27 novembre 1927, Antonio Del Donno manifesta fin da giovanissimo un forte interesse per il disegno e la geometria. La sua formazione si svolge a Napoli, dove frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti, affiancando successivamente all’attività artistica anche l’insegnamento di Educazione Artistica.
L’esordio espositivo risale ai primi anni Sessanta, con la sua prima mostra personale nel 1962 presso la Pinacoteca Provinciale di Benevento. Da quel momento prende forma un linguaggio originale, caratterizzato dall’uso del gesto materico, dall’impiego di materiali eterogenei e da una riflessione costante di natura filosofica e simbolica.
Tra i nuclei più riconoscibili della sua produzione spicca il ciclo dei “Vangeli”, tavole di legno assemblate con ferro e caratteri impressi a fuoco che riportano versetti evangelici. In queste opere la scrittura si fa immagine e struttura, trasformandosi in metafora visiva di memoria, coscienza e critica culturale.
Presenza internazionale e riconoscimenti
L’opera di Antonio Del Donno ha raggiunto una significativa diffusione internazionale. I suoi lavori sono presenti in oltre 80 musei nel mondo, tra cui istituzioni di primo piano come il MoMA di New York e i Musei Vaticani.
In Italia, alla sua produzione sono dedicati due musei permanenti, uno a Santa Croce del Sannio (Benevento) e uno ad Anagni, luoghi che custodiscono una parte rilevante delle sue opere e ne promuovono lo studio e la catalogazione. Nel corso della sua carriera Del Donno ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, consolidando un ruolo di rilievo nella storia dell’arte contemporanea e ottenendo un ampio riconoscimento già in vita.
Poetica e lettura critica
La critica ha spesso interpretato il lavoro di Del Donno come un superamento del linguaggio pittorico tradizionale verso una dimensione concettuale. Le sue opere non si limitano al segno visivo, ma si configurano come spazi di pensiero, in cui gesto, simbolo e scrittura si confrontano con le grandi questioni del presente.
Le serie presentate in Vangeli e Sculture — dai lavori legati ai “Vangeli” alle opere maturate nel contesto culturale degli anni Ottanta e Novanta — restituiscono un percorso di ricerca coerente, attraversato da tensione espressiva, profondità e una sottile ironia.
Una mostra nel dialogo con la città
Vangeli e Sculture non si presenta solo come esposizione, ma come occasione di riflessione sull’eredità dell’arte nel tempo presente. Nel dialogo con L’Aquila, proclamata Città della Cultura 2026, la mostra invita a riscoprire Antonio Del Donno come figura di passaggio tra memoria e contemporaneità, tra sacralità del segno e critica alla cultura visiva dominante.
La mostra è organizzata da Sara Dal Brollo, in collaborazione con il Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno di Anagni e ArteOraTv di Roberto Porcelli.