Antonio Barrani – Cinque Terre da Sogno

Sarzana - 08/12/2012 : 06/01/2013

Barrani, esponente del fantastico cosmico, attinge spesso dal suo paesaggio natale, quello delle Cinque Terre, l’inizio del suo viaggio fiabesco, di un sogno senza tempo e spazio, che ci riporta alla fiaba, alla favola, ai giochi, all’oralità, al racconto dei vicoli e delle stradine di Vernazza.

Informazioni

  • Luogo: VALLARDI GALLERIA D'ARTE
  • Indirizzo: Via Mascardi, 71 - 19038 - Sarzana - Liguria
  • Quando: dal 08/12/2012 - al 06/01/2013
  • Vernissage: 08/12/2012 ore 18
  • Autori: Antonio Barrani
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dalle 16.00 alle 20.00 di tutti i giorni ( mercoledì chiusura infrasettimanale)

Comunicato stampa

Sabato prossimo 8 Dicembre alle ore 18:00 sarà inaugurata nella sede della Vallardi Galleria d’Arte di Sarzana (SP) la mostra “Cinque terre da Sogno”, dipinti del maestro Antonio Barrani.
L’esposizione sarà aperta dalle 16.00 alle 20.00 di tutti i giorni ( mercoledì chiusura infrasettimanale) fino al 6 gennaio.
Sarà particolarmente gradita la Sua presenza



Barrani, esponente del fantastico cosmico, attinge spesso dal suo paesaggio natale, quello delle Cinque Terre, l’inizio del suo viaggio fiabesco, di un sogno senza tempo e spazio, che ci riporta alla fiaba, alla favola, ai giochi, all’oralità, al racconto dei vicoli e delle stradine di Vernazza.
Un filo che non si spezza, che va anche oltre il dramma dell’ultimo alluvione per farci capire che il nostro cammino umano va sempre avanti, nonostante inciampi, tragedie e offese al paesaggio.
A tale proposito, Gianni Franzone, critico d’arte, conservatore della Wolsoniana di Genova scrive:
“ L’universo umano, poetico e artistico di Antonio Barrani è intrinsecamente legato al suo territorio, alle Cinque Terre. Un senso di appartenenza profondo e inevitabile, un’intimità commovente e imbarazzante lo unisce a quei luoghi; è un affetto genuino e irresistibile per una terra bellissima e aspra, autentica e dura, per un mare salvifico e spietato che l’artista ha trasfuso nella sua opera, declinandolo con un segno ora naif ora ironico, ora fantastico ora inquietante, conferendole così quello specifico sapore vagamente allucinato, straniante e affascinante ad un tempo, che la contraddistingue. Non stupisce dunque che la terribile alluvione che recentemente ha devastato quei luoghi trovi eco nei suoi ultimi lavori. Eppure, al primo sguardo, le sue nuove tavole non sembrano mostrare segni tangibili di quel disastro naturale, cui la dissennatezza dell’uomo – come Barrani sa bene – ha dato un contributo non secondario. Di primo acchito vi scorgiamo l’usuale atmosfera sospesa e onirica, da idillio surreale: il cielo affollato di pianeti, farfalle, trottole, cuoricini, barchette fatte con spartiti musicali recuperati chissà dove, e ancora le case e il campanile.
Anche la mongolfiera, con il pallone gonfio di vento, non ospita nel suo cesto-conchiglia curiosi o annoiati di oggi ansiosi di sperimentare vecchie invenzioni. Accoglie, invece, un microcosmo di casette dai tetti rossi e sembra l’incongruenza di un bambino intelligente e birichino.”