Antonia Bufi – Infinite Space

Bisceglie - 13/05/2016 : 13/06/2016

Infinite Space personale dell'artista poliedrica Antonia Bufi in collaborazione con l'associazione culturale "Spazio Libero".

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO BONOMI
  • Indirizzo: Via largo castello,7 - Bisceglie - Puglia
  • Quando: dal 13/05/2016 - al 13/06/2016
  • Vernissage: 13/05/2016 ore 19
  • Autori: Antonia Bufi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Tutto tolto,cancellato,negato.Il lavoro di Antonia Bufi si fonda su una "messa in scena" dell'archetipo quotidiano :in questa zona franca dell' l'immaginario, l'artista opera su un recupero di "immagini standard" immensamente potenti a più livelli di "discorso", che hanno un imprinting sulla nostra "percezione affettiva" o ,su un registro più alto ,assumono l'istanza irriduciblie di una sacra reliquia esistenziale.La memoria (Che può essere collettiva o personale) e scandagliata,scavata,ridotta all'osso o meglio dissossata

Il gioco di seduzione del suo linguaggio attiva i principiattivi del rimosso.Le scene rappresentate nella serie "Infinite space" sono scene di vita al mare,oppure uomini a cavallo della loro bicicletta,ragazzi seduti,bambini che giocano ,bambini che piangono,anziane che aspettano:sono come vecchie polaroid,smangiate dal tempo,ricordi sottratti o vissuti, ciò non importa perchè è proprio qui ,al confine fra personale e collettivo, che opera la Bufi, incidendo un solco metaforico fra identità e sociale,fra personale e collettivo,fra memoria e appropriazione.Cosa è una vita senza volto,cosa è un ricordo senza identità ?La sottrazione,la cancellatura attraverso il linguaggio della sua pittura, radicalizza una condizione di universalità:il dettaglio,il particolare è molte volte inadeguato all'archetipo,esso non ha bisogno sostanzialmente di contestualizzazione,ne fa volentieri a meno. Anzi più "l'immagine -archetipo" è sfoltita,più si radicalizza,più diventa forte potente,come un simbolo.Da qui i volti cancellati,le strade rimosse,le mani e a volte i piedi delle persone ritratte appena abbozzate.E poi fondalmentamente nei lavori della Bufi non esiste un vero e proprio contesto:non c'è descrizione d'ambiente,non c'è descrizione d'interni,i personaggi siedono su panchine inesistenti o sostano, nel più beato nulla. È la maledizione dell'io,non c'è identità ed il tutto intorno è un vuoto quasi Zen. La sua pittura è sapientemente dosata,sfoltita dal sovraccarico narrativo,raffinatamente concentrata sull'essenza lirica della rappresentazione. È muna pittura che non concede imbelettamenti di sorta:tutto è flebile,incerto,sul punto di fondersi nel vuoto attorno.Su questo incontro tra fondo (vuoto) e figura che si percepisce l'intima essenza poetica della sua pittura, immolata sul ciglio di un burrone voraginoso, ad un passo dallo svanimento.