Antonello Ghezzi – Confonderti

Bologna - 02/08/2016 : 02/09/2016

Dynamo presenta “Marker #2 - Confonderti” di Antonello Ghezzi, il secondo dei due grandi progetti espositivi realizzati appositamente per i rifugi antiaerei della Velostazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Dynamo presenta “Marker #2 - Confonderti” di Antonello Ghezzi, il secondo dei due grandi progetti espositivi realizzati appositamente per i rifugi antiaerei della Velostazione



Gli Antonello Ghezzi, duo artistico internazionale di base a Bologna, sono stati invitati a elaborare un progetto espositivo che, partendo dalla storia di questi spazi, è arrivato ad ampliarsi fino alla vicina stazione di Bologna e alla commemorazione della strage del 2 agosto ‘80: una strage che ha segnato il nostro Paese e continua a farlo, una bomba che è esplosa 36 anni fa la cui eco continua a sentirsi ogni giorno, nel quotidiano della nostre vite e della nostra città.
L’ intervento artistico sfrutta le caratteristiche fisiche dello spazio ospitante per trasmettere e “traslare” metaforicamente una riflessione su questa importante vicenda storica, vista con gli occhi della contemporaneità: in un tunnel completamente buio la visione risulta sempre parziale, poco chiara. Solo lo spettatore può attivare l’opera, illuminandola e rendendola reale. Per avere una visione completa sarà necessario essere in tanti, ognuno munito della propria fonte luminosa, per fare luce alla ricerca della comprensione della realtà.
Questo intervento artistico è un'installazione fatta di specchi rotti, come se un unico grande specchio fosse stato mandato in frantumi e i suoi pezzi, come tante schegge, fossero appese alle pareti del tunnel. Schegge di diverse forme che, illuminate dalle torce, svelano una frase scritta proiettata però all'inverso nel riflesso, in un gioco di specchi, luci e riflessioni che anche se sembra svelare il suo messaggio, di fatto abbaglia, confonde, depista.
Sugli specchi sono riportati frasi, nomi, dati provenienti dall’archivio digitale dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980: testi che raccontano una strage che ha segnato il nostro Paese e continua a farlo, una bomba che è esplosa 36 anni fa la cui eco continua a sentirsi ogni giorno.

||||||||||||||L'idea

“Quello che aleggia e ci sorprende, quando ci documentiamo sui fatti del 2 agosto, è che difficilmente si riesce ad avere una visione complessiva e chiara della vicenda. Leggendo i dati sembra sempre di avere una visione parziale, come se non si riuscisse a “vederci chiaro”. Cercando di prendere alla lettera questa riflessione, il nostro intento è quello di creare un'installazione immersa in un tunnel completamente buio, nel quale solo ed esclusivamente le persone possono attivare l’opera, illuminandola. Accendendo le proprie torce dei cellulari si potrà vedere piano piano lo svelarsi dell'opera: uno spettatore da solo non potrà mai averne la visione completa ma sarà necessario essere in tanti, ognuno munito di luce per poterla vedere nel suo insieme.” Antonello Ghezzi

Antonello Ghezzi nasce nel 2009 all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dall'incontro di Nadia Antonello e Paolo Ghezzi. Iniziano la loro prima collaborazione con l'opera “Toilet Project”, un blitz performativo che invadeva i bagni di Arte Fiera. In seguito hanno continuato a lavorare insieme, introducendo le proprie opere in contesti non esclusivamente artistici, utilizzando materiali industriali ed oggetti di uso comune come per il progetto “Mind The Door!” una porta automatica scorrevole che si apre solo con un sorriso. Il duo, di base a Bologna, ha esposto al BIEL di Beirut, Usina del Arte a Buenos Aires, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Moscow Bienniale, Museo di Villa Croce, Sarajevo Winter Festival, Blik Opener di Delft, Paris Fashion Week e CIFF di Copenhagen. Il loro intento, in particolare, è quello di esprimere messaggi di pace e far capire che l'arte può rendere la vita migliore. Il loro motto, spesso ritrovato nelle loro opere direttamente o indirettamente è “Don't forget the magic”.