Antonella Mason – Due tra Mille

Treviso - 12/09/2014 : 21/09/2014

Mostra personale di Antonella Mason, artista newyorkese d'adozione, che dopo 12 anni torna a esporre nella sua città natale, Treviso.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO OPEN - BEVAQUA PANIGAI
  • Indirizzo: Vicolo San Pancrazio 3 - Treviso - Veneto
  • Quando: dal 12/09/2014 - al 21/09/2014
  • Vernissage: 12/09/2014 ore 19
  • Autori: Antonella Mason
  • Curatori: Chiara Casarin
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Dal Mercoledì al Venerdì dalle 15 alle 19, Sabato 13 Settembre aperto

Comunicato stampa

Dopo 12 anni Antonella Mason torna ad esporre a Treviso, la sua città natale.

Antonella Mason, a partire dal 12 Settembre porterà in mostra, nella galleria d'arte contemporanea di Treviso, SPAZIO OPEN, le sue opere, frutto delle esperienze di questi anni nella sua nuova casa, New York, e del suo inscindibile legame con la città veneta.
Le tele in mostra sono l'espressione della sua poetica, chiara e inconfondibile oltre il tempo e i luoghi



" L’uso del colore, intenso, sfacciato, senza timori passa sopra ai formalismi: si mantiene forte sia nelle occorrenze figurative che in quelle più astratte. Un colore che parla, canta, suona.. a volte urla e diventa rosso.. " così, ne descrive il cromatismo, il curatore Chiara Casarin.

Due tra Mille, è il titolo che la pittrice ha scelto per la mostra, un excursus dei lavori che hanno segnato la sua vita artistica.

"Antonella Mason ha vissuto –e forse vive ancora- la dicotomia della doppia vita." Continua Casarin sull'artista " Due mondi, Italia e Stati Uniti, entrambi ‘casa’, entrambi ‘scuola’. Lei il cuore, come la casa, se lo porta dietro. Non vi sono nostalgie in corso, solo il riconoscimento di ciò che vede sia fuori che dentro e che, attraverso le mani, sa esprimere.
Due tra mille. Due mondi. Due donne: Mason prima e Mason dopo il viaggio. Due linguaggi artistici: figurativo a volte, astratto altre"

Non a caso, l'immagine emblema della mostra è un cuore. Grande, capace di contenere impulso e ragione, sogni e desideri, passione e speranza, sofferenza e forza.

Fino al 21 settembre
Dal Mercoledì al Venerdì dalle 15 alle 19, Sabato 13 Settembre aperto



ANTONELLA MASON. MOSTRE
ESPOSIZIONI PERSONALI 2007 International Expo - Mosca 2004 Crema X Ediz Carnevale Arte – Treviso 2002 Villa Bembo - Casale sul Sile Tv 2001 Centro d’Arte e Cultura Brolo – Mogliano Veneto Tv 2001 Centro Culturale - Samana’ S. Domingo 1998 Rassegna Artisti Caffe’ Grande – S. Dona’ Ve 1997 Rassegna Pittura La Barchessa – Casale sul Sile Tv 1994 Personale Nilo Blu - Treviso 1994 Personale Rassegna pittori Piola – Treviso 1994 Palm Beach resort - Jesolo Ve 1993 Bissuola Art – Mestre Venezia 1993 Centro Sociale Mogliano Veneto Tv
ESPOSIZIONI COLLETTIVE 2003 Miromesnil Gallerie – Parigi Fr 1997 Expo Castello di Roncade – Treviso 1997 Centro d’Arte la Staffa – Treviso 1996 Collettiva Piranesi Centro Arte Trevisan Treviso 1995 Expo Scuola Internazionale di Grafica - Venezia 1995 Expo Bolhen Summer School – Bolhen Germania 1995 Galleria S. Leonardo GRuppo Artistico La Nuova Figurazione – Treviso 1995 Centro Culturale Astori Collettiva Giovani Pittori Veneti - Mogliano V. Tv 1994 Pittura in collettiva – Bonisiolo Tv 1994 Centro Culturale Astori Collettiva 10 Pittori Veneti Mogliano V. Tv 1993 Centro D’ Arte e Cultura Collettiva Nuova Figurazione – Roncade Tv 1992 Collettiva D’Arte Nuova Figur Group – Biancade Tv

Due tra Mille


Se la vita è ricerca, l'arte in alcuni casi è il mezzo per condurla.
Se il tempo non è lineare, il procedere a tratti incerto o entusiasta degli artisti ne è il ritmo.
Se lo spazio e le grandi distanze non sono che relative posizioni, gli spostamenti e i viaggi arricchiscono il mondo visionario dell’artista. L'arte sa trovare le sue risposte anche laddove, apparentemente, non ce ne sono.

Ricerca, tempo e spazio sono tre coordinate essenziali per la lettura e la comprensione del lavoro di Antonella Mason che le riunisce, in ciascuno dei suoi dipinti, nel cuore di un quarto elemento: la natura umana con tutte le sue contraddizioni.
Una natura che non è semplicemente una presenza iconografica anche se tra questi contiamo ampie serie di ritratti; non è solo traduzione pittorica o scultorea delle passioni universali; non è direttamente la proiezione di sé, in quanto artista, nel singolo gesto creativo.
La natura umana, nelle opere di Antonella Mason traspare nei cromatismi, corrisponde al primo e all’ultimo tocco di pennello o di dita sulla tela, viene evocata nelle grandi dimensioni, nell’ampiezza di un gesto così come in un minuscolo variare di direzione del segno.
L'arte è filosofia per immagini. Un pensiero, una presa di posizione, un'emozione, un dramma sociale, un ricordo sono da sempre i soggetti privilegiati dell’indagine artistica. Nel fil rouge che sposa tutte le opere di Mason questa filosofia diventa studio dell’essere umano e il suo cammino artistico corrisponde a una ricerca antropologica. A partire da sé.

L’essere dunque, prima dell’apparire, è il soggetto da lei scelto per esprimere la sua consapevolezza, la sua presenza.
Il fare, prima del descrivere, è il metodo da lei condotto a sostegno di tutta la carriera artistica.
Ecco il motivo dei diversi passaggi stilistici attraverso cui scorre la sua arte tra singoli progetti che rinviano a grandi temi.
Cifre che descrivono una vita che cambia, variazioni sonore alle melodie che rappresentano i momenti nella loro tangibile eterogeneità.
Le difformità tra un atto creativo e un altro, riflettendosi sulle scelte di linguaggio espressivo, corrispondono con puntualità alle diverse prese di coscienza sulla realtà, sugli esseri umani che la circondano, sui luoghi che la ospitano e sugli eventi che scandiscono una quotidianità volta ad essere tutta spiegata nella tela o nella tridimensionalità di una scultura. Le sue opere sono tangibili, tradizionali quasi, ma sono legate a una sfera concettuale molto forte.
Antonella Mason usa le armi della retorica affiancandole alle affilate armi del mestiere di cui conosce trucchi e disinganni. Si diletta nella persuasione dell’osservatore agganciandolo con vivaci cromatismi in grado di nascondere buie pieghe emotive, affascina con verticalismi che spingono lo sguardo verso l’alto e il basso alternatamente senza sosta alla ricerca di un punto su cui fermarsi a pensare.
Tenta di stabilire un patto con chi guarda, seduce, non impone, invita, non indica.
Dopo aver preso confidenza con i diversi stili o linguaggi del suo operare, l’osservatore inizia a riconoscere delle coerenze. L’uso del colore, intenso, sfacciato, senza timori passa sopra ai formalismi: si mantiene forte sia nelle occorrenze figurative che in quelle più astratte. Un colore che parla, canta, suona.. a volte urla e diventa rosso..
C’è un baricentro nel suo lavoro rappresentato, anche a livello curatoriale per questa occasione, da una scultura-cuore rosso intenso, un sacco che contiene ma che può perdere ciò che vi è dentro a causa delle ferite aperte o appena suturate. Sembra caldo. Il cuore, simbolo per eccellenza di ogni cultura, diviene il motore pulsante di ciò che gli ruota intorno, di ciò che vi era prima e di ciò che vi sarà dopo.
Antonella Mason ha vissuto –e forse vive ancora- la dicotomia della doppia vita. Due mondi, Italia e Stati Uniti, entrambi ‘casa’, entrambi ‘scuola’. Lei il cuore, come la casa, se lo porta dietro. Non vi sono nostalgie in corso, solo il riconoscimento di ciò che vede sia fuori che dentro e che, attraverso le mani, sa esprimere.
Due tra mille. Due mondi. Due donne: Mason prima e Mason dopo il viaggio. Due linguaggi artistici: figurativo a volte, astratto altre.
Ha operato una scelta e non la si chiami incertezza. Tra le mille possibili soluzioni, tra i mille possibili luoghi, tra i mille possibili tempi Antonella Mason ha scoperto la sua natura: essere due.


Chiara Casarin
Curatore







ENGLISH VERSION



Two out of a Thousand


If life is research, art in some cases is the means by which to carry it out.
If time is not linear, artists’ progress – at times faltering, at other times bold – marks out the very rhythm of it.
If space and great distances are nothing but relative positions, movements and journeys cannot but enrich the visionary world of the artist. Art knows how to find its answers even where, apparently, there are none.

Research, time and space are three essential coordinates for the interpretation and comprehension of the work of Antonella Mason. In each of her paintings she brings them together coupled with a fourth element: human nature, along with all its inherent contradictions.
A nature which is not simply an iconographical presence, although her works do include a broad selection of portraits; which is not simply the pictorial or sculptural translation of universal passions, and nor is it the direct projection of herself, as an artist, within the individual creative gesture.
Human nature in Antonella Mason’s works, which emerges through her use of colour from the very first to the last brushstroke or finger-stroke on the canvas, is also evoked in the large-format works, in the breadth of a sweeping gesture or in the minimal variation in the direction of a stroke.
Art is philosophy by images. A thought, a stance, an emotion, a social drama or a memory have always been the key subjects of her artistic study. Following the common thread linking all Mason’s works, this philosophy becomes a study of the human being, and her artistic path thus corresponds to a form of anthropological research. Starting off with herself.

Thus prior to appearing, being is the dimension chosen by her through which to express her awareness, her presence.
Doing, prior to describing, is the method that she deploys to underpin her entire artistic career.
This is the reason behind the various stylistic passages along which her art flows, amongst individual projects which draw on great themes.
These are hallmarks of her work which outline a changing life, like variations on a musical theme representing moments in their tangible heterogeneity.


The deformities between one creative act and another, which mirror her choices of expressive language, punctually correspond to a gaining of awareness of reality, of the human beings that surround her, of the places that host her and the events that punctuate an everyday existence which may be explained through a canvas or the three-dimensionality of a sculpture. Her works are tangible, almost traditional, yet are bound to a very strong conceptual sphere.
Antonella Mason uses the weapons of rhetoric, backing them up with the poignant arms of painting, of which she knows all the tricks of the trade. She delights in the persuasion of her onlookers, drawing them in with her lively hues, capable of concealing darker emotional folds, charming them with a vertical charge that alternately drives the gaze upwards and downwards, relentlessly seeking out a point at which to pause for thought.
It tries to make a deal with those who look: those who seduce but don’t impose; those who invite but don’t indicate.
After familiarising oneself with the various styles or languages found in her way of working, the onlooker starts to recognise a number of recurrent themes. Yet the use of colour – intense, brazenly fearless – goes beyond such formalisms: it stays strong both in her figurative and more abstract creations. A colour that speaks, sings, resounds...and at times cries out and turns red.
There is a barycentre in her work which is represented – even at a curatorial level on this occasion – by a deep red heart sculpture, a sack that may contain or may lose what is inside it because of its open or freshly-stitched wounds. It looks warm. The heart, the symbol par excellence in every culture, thus becomes the driving force of what revolves around it, of what was there before and what will remain afterwards.
Antonella Mason has lived – and perhaps still does live – the dichotomy of the double life. Two worlds, Italy and the United States: both ‘home’, both ‘school’. Like her home, she carries that home within her. There is no sense of ongoing nostalgia, only the recognition of what she sees both outside and in, and which, through her hands, she can express.
Two out of a thousand. Two worlds. Two women: Mason before and Mason after the journey. Two artistic languages: sometimes figurative, at other times abstract.
She made a choice which may not be called uncertainty. Out of the thousand possible solutions, out of the thousand possible spaces, the thousand possible times, Antonella Mason discovered her true nature: being two.


Chiara Casarin
Curator