Another world now / Un altro mondo adesso è un progetto d'arte contemporanea che comprende performance, azioni urbane, cartoline postali, affissioni e proiezioni video diffusi nella città di Genova.

Informazioni

  • Luogo: CHAN
  • Indirizzo: Via Di Sant'agnese 19 r - Genova - Liguria
  • Quando: dal 18/07/2021 - al 08/08/2021
  • Vernissage: 18/07/2021
  • Curatori: Francesca Guerisoli, Anna Daneri, Carlotta Pezzolo
  • Generi: arte contemporanea, performance – happening, video
  • Orari: Sedi: Strade cittadine / Ex Cinema Gioiello / Spazio CHAN

Comunicato stampa

Another world now / Un altro mondo adesso è un progetto d'arte contemporanea che comprende performance, azioni urbane, cartoline postali, affissioni e proiezioni video diffusi nella città di Genova dal 18 al 28 luglio 2021, tra le strade cittadine, l'ex Cinema Gioiello, lo spazio CHAN



Il progetto è a cura di Anna Daneri, Francesca Guerisoli e Carlotta Pezzolo e organizzato dall’associazione CHAN, e vede la partecipazione di 20 tra artisti e collettivi: Giorgio Andreotta Calò, Simona Barbera, Ruth Beraha, Gabriella Ciancimino, Leone Contini, Ronny Faber Dahl, Elena Bellantoni, Chto Delat, Circolo Bergman, Dora Garcia, Domenico Antonio Mancini, Elena Mazzi/Eduardo Molinari, Marzia Migliora, Chiara Mu, Giuseppe Stampone, Serena Porrati, Oliver Ressler, Beto Shwafaty, Kristian Skylstad, The Cool Couple.

Another world now nasce dalla necessità di avviare un confronto collettivo attraverso l’arte nella consapevolezza di trovarci in un momento storico di estrema fragilità globale aggravata dalla pandemia da Covid-19. Il progetto intende misurarsi con l’eredità dei movimenti no-global a vent’anni dal G8 di Genova con lo sguardo rivolto all’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, perché questa non resti solo una “bella promessa” ma un insieme di azioni concrete.

Vent’anni fa, lo slogan “Un altro mondo è possibile” segnava la distanza tra ciò che era e ciò che avrebbe dovuto essere. Tra lo status quo e l’orizzonte di un mondo diverso. Una polarità talmente ambiziosa che rischiava di creare un solco tra realisti e sognatori, tra un mondo che in fondo avremmo dovuto accettare e un altro impossibile da costruire. Quelle stesse tesi che hanno informato i movimenti no-global, che erano considerate il frutto del pensiero di irriducibili visionari, oggi occupano il cuore dell’agenda mondiale.

Sull’idea di un mondo diverso dall'attuale si basa l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, descritta come “programma d'azione per le persone, il pianeta e la prosperità” e, sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite e approvata dall'Assemblea Generale dell’ONU, comprende 17 goal suddivisi in 169 traguardi da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030. Tali obiettivi, se realmente perseguiti, rappresenterebbero una base comune da cui partire per costruire un mondo diverso – come recita l’Agenda – e dare a tutte e tutti la possibilità di vivere su un pianeta sostenibile. Il programma coinvolge tutte le componenti della società e mira a porre fine alla povertà, a lottare contro ogni forma di ineguaglianza, a ridurre il gap di genere e le discriminazioni razziali. L’Agenda si propone di garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo incentivando uno sviluppo economico inclusivo e assicurando un utilizzo sostenibile delle risorse e dell’ecosistema terrestre. Questi traguardi auspicati paiono guardare, seppur da lontano, le istanze dei movimenti no-global, un’integrazione istituzionalizzata delle suggestioni di autori e autrici (quali, ad esempio, Naomi Klein o Vandana Shiva) che hanno ispirato le ideologie del movimento. Compito della società civile sarà quello di monitorare che questi obiettivi ambiziosi e al tempo stesso perseguibili vengano raggiunti, nella consapevolezza che un altro mondo non è più solo possibile, ma necessario e praticabile.

Another World Now si pone dunque tra la possibilità e la praticabilità; è la maturazione e la maturità di un processo e dice della necessità di una messa a terra, politica, istituzionale, culturale, del cambiamento. Chi meglio degli artisti, che fanno della possibilità la propria stella, può pensare altri mondi? Attraverso performance, installazioni, cartoline postali, video, azioni e affissioni urbane che contrastano la standardizzazione del mondo nell'epoca della globalizzazione gli artisti si calano nella città di Genova interrogando la possibilità e la necessità di cambiamento. Lo scarto, gli elementi senza valore di mercato, la riscrittura della storia ammettendo esclusioni fatte sulla base del genere e/o dell'etnia, il nuovo regime relazionale instaurato dalla pandemia, la delocalizzazione dei luoghi, la riflessione sulle tecnologie e i loro risvolti “oscuri”, le temporalità diffuse di un pianeta interconnesso sono tra i temi che guidano gli artisti e le artiste di questo progetto.

Another World Now è parte di “Genova 2001 vent’anni dopo: un altro mondo è necessario”, programma organizzato da oltre 30 organizzazioni e associazioni della società civile, nazionali e locali.

Il palinsesto delle iniziative, che si svolgeranno tra il 18 e il 22 Luglio, interessa luoghi diversi della città, valorizzando centro e periferie: da Palazzo Ducale, al Circolo dell’Autorità Portuale, dai Giardini Luzzati a Music for Peace, dove ci saranno anche interventi legati al progetto di arte diffusa.

I dettagli relativi alle opere dei singoli artisti e la programmazione dello screening video e degli interventi urbani verranno forniti in comunicati stampa successivi e tramite il sito Web di CHAN e i canali social di Another World Now.

INFORMAZIONI
Another World Now Genova, 18-28 luglio 2021
Strade cittadine Ex Cinema Gioiello Vico della Cittadella – 16126 Genova CHAN Associazione Arte Contemporanea, Genova Via Sant'Agnese, 19 – 16124 Genova

A cura di
Anna Daneri, Francesca Guerisoli, Carlotta Pezzolo

Organizzata da
CHAN, Genova Con la collaborazione di Maria Giovanna Lahoz Identità visiva progetto di Alice Pezzolo

ARTISTI
Giorgio Andreotta Calò, Simona Barbera, Ruth Beraha, Gabriella Ciancimino, Leone Contini, Ronny Faber Dahl, Elena Bellantoni, Chto Delat, Circolo Bergman, Dora Garcia, Domenico Antonio Mancini, Elena Mazzi/Eduardo Molinari, Marzia Migliora, Chiara Mu, Giuseppe Stampone, Serena Porrati, Oliver Ressler, Beto Shwafaty, Kristian Skylstad, The Cool Couple.

CHAN CHAN è un'associazione senza scopo di lucro con base a Genova. CHAN è una piattaforma collaborativa incentrata sulla creatività contemporanea, in tutte le sue molteplici forme e manifestazioni. Senza distinzione di medium o campo di applicazione, CHAN guarda al contemporaneo nel suo insieme. CHAN considera gli output della contemporaneità sia dal punto di vista della teoria che della produzione del lavoro artistico. CHAN è senza scopo di lucro, open source e di mentalità aperta. L'associazione si propone inoltre di promuovere la produzione e la realizzazione di opere site specific pensate per la città di Genova. www.chanarte.com
[email protected]