Annamaria Targher – Sotto torchio

Padova - 22/05/2013 : 02/06/2013

Sotto torchio sono le Capre e la loro identità in continuo mutare e divenire: Capra Infuocata è sottoposta a degli autentici raggi X ed è, quindi, la sua sostanza più intima a venire scandagliata a tal punto da sembrare prossima a prendere fuoco, incendiarsi.

Informazioni

  • Luogo: IL TORCHIO
  • Indirizzo: via san Martino e Solferino 29 35122 - Padova - Veneto
  • Quando: dal 22/05/2013 - al 02/06/2013
  • Vernissage: 22/05/2013
  • Autori: Annamaria Targher
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lun. – ven.: 18.00 – 24.00; sab.: 11.00 – 24.00; dom.: 18.00 – 24.00

Comunicato stampa

Sotto torchio sono le Capre (qui, proposte in una selezione) e la loro identità, in continuo mutare e divenire: Capra Infuocata (la prima della serie) è sottoposta a degli autentici raggi X ed è, quindi, la sua sostanza più intima a venire scandagliata a tal punto da sembrare prossima a prendere fuoco, incendiarsi

Considerate dall’artista Annamaria Targher il proprio alter ego, le Capre si muovono sempre sul filo dell’ironia e della critica mordace senza temere, al contempo, di essere sottoposte ad una lettura personalissima da parte dello spettatore che può ancorarsi ai luccicanti dettagli delle opere per costruire/ri –costruire anch’egli, rinnovandola, la propria identità.
Annamaria Targher nasce a Trento nel ‘74 e, attualmente, vive tra il Trentino e il Veneto. Diplomata a pieni voti all’Accademia di Belle Arti e laureata in Scienze dei Beni Culturali, ha esordito con una pittura ad olio di matrice astratto - espressionista e condotta su grandi dimensioni. Negli ultimi anni, ha affiancato un tipo di lavoro meno lirico e incentrato maggiormente sul dato quotidiano, anche se condotto secondo personalissime interpretazioni e tecniche: dall’uso insistito del collage, al pastello grasso, fino all’impiego di stoffe e della cucitura manuale (paradigmatico, a questo proposito, il ciclo delle Capre). Una muliebre ricerca tecnica tesa a trasporre e inglobare il mondo in un universo intimista (al contempo, però, estremamente ironico e spavaldo) e per tentare (per il tramite del ricamo “sconnesso” della tela) di superare il limite bidimensionale del supporto. In questa direzione, infatti, sta realizzando installazioni ambientali, assemblaggi e opere scultoree in ceramica.