AnnaLaura Patanè – Pittura

Latina - 14/01/2014 : 13/03/2014

L’artista che espone nella Galleria musicale d’arte contemporanea – Auditorium Roffredo Caetani è AnnaLaura Patanè, pittrice e scultrice di origine siciliana residente a Latina, dove da anni collabora con MAD.

Informazioni

Comunicato stampa

Riparte la collaborazione tra MAD Museo d’Arte Diffusa e il Conservatorio di Latina Ottorino Respighi con l’obiettivo di creare una sinestesia tra arte contemporanea e musica attraverso l’affiancamento di una mostra ad ogni stagione concertistica. L’artista che espone nella Galleria musicale d’arte contemporanea – Auditorium Roffredo Caetani è AnnaLaura Patanè, pittrice e scultrice di origine siciliana residente a Latina, dove da anni collabora con MAD

La mostra incontrerà il concerto dell’XI edizione di musica da camera, che prevede un recital per flauto ed arpa con Maurizio Bignardelli (docente di flauto presso il Conservatorio), e Nadesza Sergeeva (Primo Premio quale miglior Diploma 2013 del Conservatorio di Mosca), che si terrà martedì 14 gennaio alle 20,30. L’esposizione allestita attraverserà inoltre la rassegna Giovedì in musica, (che inizierà giovedì 23 gennaio 2014) è una piccola antologica che si compone di 12 dipinti su tela e su tavola, di cui la maggior parte di formato medio – grande, eseguiti dall’artista negli ultimi dieci anni. I fruitori si trovano di fronte ad opere diverse per contenuto e tecnica, ma accomunate dalla forza materica degli sfondi così come dei soggetti, dall’attenzione meticolosa dell’artista per il dettaglio che non preclude, anzi esalta, la visione d’insieme. Si parte dai Fossili dei primi anni 2000, che, come nota la critica dell’arte Silvia Sfrecola Romani, sono “un elemento portante della ricerca dell’artista che ha avuto inizio per caso, in un inverno trascorso su un’isola pontina. AnnaLaura, li ha studiati con attenzione e spirito scientifico prima che artistico, li ha interrogati per cercare di carpirne segreti e spunti formali. Nella visione di AnnaLaura – commenta la critica - il fossile resta comunque la testimonianza di un organismo racchiuso nella roccia e così salvaguardato dalla decomposizione, ma proprio in virtù di questa sopravvivenza, diventa una sorta di icona della possibilità di fermare o per lo meno rallentare il fluire del tempo”. (…) In una sorta di viaggio che attraversa le varie tappe del percorso artistico della Patanè, si arriva alle più recenti Sospensioni, su cui la Sfrecola Romani osserva: “AnnaLaura deve aver riflettuto a lungo prima di scegliere di rappresentare i suoi “esseri” proprio così, pericolosamente in bilico, al limite del baratro, ad un passo dalla caduta libera: ciò nonostante, non c’è disperazione, né angoscia ma, piuttosto, quieta serenità di chi, tutto sommato, è ancora attaccato alla corda, al filo, alla speranza, alla vita”.
L’allestimento è pensato non solo seguendo un ordine cronologico, ma anche in funzione di esigenze estetiche e soprattutto per evidenziare la relazione e la comunicazione tra i vari stadi della carriera dell’artista e ci accompagnerà fino al 13 marzo.

Note sul concerto
Il repertorio originale per flauto e arpa è molto ricco (basti pensare al celebre Concerto per flauto, arpa e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart). L’unione musicale di flauto e arpa risale all’antichità classica (alla civiltà greca in “primis” ma anche a quella egiziana ed indiana). Il recital di Maurizio Bignardelli e Nadesza Sergeeva prende il via dal repertorio “moderno”, ossia del XIX e del XX secolo. Si inizia con una sonata di Louis Sphor , celebre violinista e direttore d’orchestra che formava un duo “domestico”, ovvero di “hausmusik”, insieme alla moglie arpista, duo caratterizzato dalla delicatezza sonora e dalla ricercatezza impalpabile. Seguirà la Fantasia “Il Pifferaro” di Cesare Ciardi, compositore di corte prima nella Firenze Granducale di Leopoldo II e poi, dopo l’Unità d’Italia, presso il Conservatorio ed il Teatro di Corte di San Pietroburgo. Il modello musicale di Ciardi è quello lirico italiano. La prima parte del concerto si conclude con una breve opera per arpa sola del compositore russo Gliere. Nella seconda parte del concerto entreremo nel vivo delle sonorità impressionistiche del Novecento con la sonata di Nino Rota, dedicata all’arpista italiana Clelia Gatti Aldrovandi, e quella di Jean Michel Damase, dedicata e resa celebre da Jean Pierre Rampal al flauto e Lily Laskine all’arpa.
In queste due raffinate sonate emerge la seduzione tipica del “suono francese” di Debussy e Ravel, tendente ad una vellutata e suggestiva resa timbrica.