Andreoli – Facebook sculpture

Roma - 26/09/2014 : 01/11/2014

Una scultura. Come ogni altra scultura ha una forma. Come ogni altra scultura è fatta di un materiale. Come ogni altra scultura è l’espressione di un pensiero, di una ricerca, di una nuova visione.

Informazioni

  • Luogo: 28 PIAZZA DI PIETRA
  • Indirizzo: Palazzo Ferrini-Cini Piazza di pietra 28 00186 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 26/09/2014 - al 01/11/2014
  • Vernissage: 26/09/2014 ore 18
  • Autori: Andreoli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì-sabato 11-13/16-20; lunedì chiuso
  • Email: roberta.giulieni@gmail.com

Comunicato stampa

FACEBOOK_SCULPTURE è una scultura. Come ogni altra scultura ha una forma. Come ogni altra scultura è fatta di un materiale. Come ogni altra scultura è l’espressione di un pensiero, di una ricerca, di una nuova visione.
E’ così da migliaia di anni, dalle arcaiche statuette di fango alle più straordinarie opere in marmo di Michelangelo fino alle contemporanee ed irriverenti realizzazioni di Hirst o Cattelan.

Tutte le sculture sono immerse in un tempo a loro impercepibile, sono silenziose, immobili, insensibili alla luce e ai luoghi

Ci attraggono magicamente, quasi volessimo impossessarci della loro bellezza e soprattutto della loro immortalità. Siamo naufraghi del tempo aggrappati a relitti.
FACEBOOK_SCULPTURE è una scultura. E’ un gigante di due metri, grande rispetto alle consuete realizzazioni di Andreoli. Una scultura per certi versi “diversa internamente” da quelle che l’uomo ha realizzato da milioni di anni. FACEBOOK_SCULPTURE è senza sesso e la sua forma fisica non è perfettamente definita, è un’idea vestita da un drappo di pelle e da una rete fili di rame che si estendono oltre la galleria. FACEBOOK_SCULPTURE nascerà in galleria il 26 settembre del 2014. FACEBOOK_SCULPTURE potrà sicuramente vederti ed ascoltarti come non ha fatto mai nessuna opera. Per 100 anni porterà fisicamente dentro di se i ricordi, il tuo volto, la tua voce. Permetterà a tutti di sbarcare in un nuovo mondo. Non importa se si tratti dell’impresa del 20 luglio del 1969 o del banale taglio di una tela di un quadro, anche in questo caso si cerca un nuovo mondo, scoprire inediti punti di vista, guardare oltre dove si è sempre fermato lo sguardo. Probabilmente perdiamo la presunzione della nostra superiorità di esseri. FACEBOOK_SCULPTURE ribalta e mette in discussione l’uso dell’opera d’arte, demolisce la distanza e le gerarchie che ha con noi tutti. La distanza fisica dall’opera non è più un limite per la “fruizione” dell’arte. Da quando è nata l’era digitale fino ad ora nei monitors abbiamo visto solo la riproduzione dell’immagine dell’arte. Alla fine dell’ottocento per la prima volta Georges Seurat aveva immaginato un mondo di pixel. Prima ancora Diego Velasquez con “Las Melinas” nel 1656 per la prima volta ha realizzato un “fotogramma”, il pezzetto di una pellicola in celluoide di un film. Nel suo quadro mancano solo i fori quadrati nei bordi. Qui, oggi, forse per la prima volta succederà qualcosa. Lo speriamo.
Per la prima volta l’uomo entra nella vita di una scultura. Per la prima volta una scultura entra nella vita di un uomo.


FRIENDS
In mostra ci saranno anche altre sculture “classiche” chiamate per questa occasione “FRIENDS”, realizzate con tecniche e materiali diversi. I loro nomi richiamano ed interpretano figure non precisamente definite, DRAKE, ANOTHER BRICK IN THE WALL, WOODSTOCK, AZTEC. E’ un lavoro diverso, una ricerca ossessiva della rappresentazione della figura umana e delle ragioni della sua esistenza. Figure che sono immerse nelle profondità abissali della nostra coscienza, alla ricerca del nostro “big bang” esistenziale. Andreoli può solo portarle tre metri sotto la superficie. Solo chi se ne impossessa può farle emergere.