Andrea Viviani – Pensiero liquido

Brescia - 02/03/2013 : 28/04/2013

Nella mostra Pensiero liquido. Pesci, coralli e pensatori, presso lo Studio LB Contemporary Art di Brescia, Andrea Viviani espone una serie di quadri e sculture, realizzati tra il 2012 e il 2013, rappresentativi del suo lavoro.

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Comunicato stampa

Nella mostra Pensiero liquido. Pesci, coralli e pensatori, presso lo Studio LB Contemporary Art di Brescia, Andrea Viviani espone una serie di quadri e sculture, realizzati tra il 2012 e il 2013, rappresentativi del suo lavoro.
Pensiero liquido è un rimando alle teorie del sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman, il quale, evitati fortuitamente i campi di concentramento, si è dedicato all’analisi della società, ponendo al centro del suo lavoro la dimensione etica e la dignità umana . Concentrandosi sul tema della globalizzazione, scrive di un mondo divenuto ormai irrimediabilmente “liquido”, in cui ogni aspetto della vita può venir rimodellato artificialmente

Nulla ha contorni nitidi, definiti e fissati una volta per tutte. Continue visioni istantanee si sovrappongono e non si storicizzano, anzi, ognuna di esse sembra duellare con la precedente per prevalere. Il risultato è un pensiero liquido, scaturito direttamente dalla percezione dei sensi. Così per i “nuovi esseri” senza mente, ogni percezione fa ricominciare il “mondo” da zero.
Con le proprie opere, Andrea Viviani esplicita questi pensieri in chiave ludica. Il suo “Mondo liquido” è abitato da pesci e forme antropomorfe che ricordano la vegetazione marina; i suoi paesaggi diventano acquari in cui gli uomini sono rappresentati da pesci. In contrapposizione alla fluidità di questa vita sommersa vi sono alcune strutture solide come i coralli, su cui si infrange la forza delle onde, oppure la figura del pensatore. L’artista sembra suggerire due modalità per attraversare l’epoca postmoderna.
Come il pesce che, privo di una mente speculativa, vive ad occhi spalancati e “pensa” attraverso le cose che vede. Utilizza i sensi e trae le conoscenze dall’esterno, in modo liquido, cambiando continuamente forma e sostanza al pensiero. Oppure come il pensatore, che invece è stabile, in una posizione che gli consente di elaborare dall’interno. Ha gli occhi abbassati, resta concentrato nei propri pensieri interiori, potendo così difendere la propria identità.
Talvolta, ma non sempre, l’uomo d’oggi si limita a “sentire” attraverso i sensi, invece di elaborare, costruire, architettare come è successo fino all’epoca moderna, quando il pensiero era legato all'esperienza diretta, all'autocoscienza e alla personale architettura cerebrale.
Viviani sottolinea i rischi della contemporaneità, non per rifiutarla, ma per dichiararne il potere, simile al dolce canto di una sirena. Nonostante l’utilità e la facilità dei nuovi media, esorta a non perdere completamente il controllo, per non lasciarsi sciogliere in questo oceano.

Vanda Sabatino